━━˚₊‧꒰ა ☆ ໒꒱ ‧₊
DELIA
Ero seduta sul divano in pelle del privè, con una sigaretta accesa tra le dita. La musica del locale si mescolava alle voci e al tintinnio dei bicchieri, l'alcol scorreva a fiumi e l'aria era satura di profumi costosi e fumo. Eva, come sempre, era incollata a Francesco. Lei era seduta sulle sue gambe, indossava un abito bianco, aveva lasciato i capelli sciolti, lunghi e lucenti. Con un braccio intorno alle sue spalle, giocava con i suoi capelli, accarezzandoli.
«Smettila di essere così serio» cinguettò Eva, inclinandosi verso di lui con un sorriso. «Lo sai che ti preferisco quando sorridi.»
Francesco, con quel suo solito sorriso strafottente, non le rispose subito. Si limitò a darle un'occhiata distratta e a sorseggiare il drink che teneva in mano. «Sto sorridendo, no?» rispose infine, con quella voce bassa.
Eva rise, un suono cristallino che riempì il privè. «Non così! Voglio quel sorriso che fai quando pensi a qualcosa di stupido. Fammi vedere, dai!» insistette, dandogli un leggero buffetto sul petto.
«Sei insopportabile, lo sai?» le rispose Francesco, ma il suo tono era quasi divertito, come se fosse divertito dal suo teatrino.
Lei rise di nuovo, inclinando la testa all'indietro e poi si riavvicinò, questa volta abbassando la voce, parlando in un tono che sapeva di sfida e civetteria. «Sai che tutte qui dentro mi stanno invidiando, vero? Che morirebbero per essere al mio posto?»
Francesco alzò un sopracciglio, dando una rapida occhiata al locale come per confermare le sue parole, ma tornò subito a lei. «Ah sì? E tu come lo sai?»
«Lo so e basta, tu sei famoso ora...» replicò, soddisfatta, mentre passava una mano tra i suoi capelli scuri. Poi si avvicinò ancora di più, accarezzandogli la guancia con la punta delle dita. «E tutte le ragazze vorrebbero stare con uno come te»
Francesco rise piano, scuotendo la testa, ma non aggiunse nulla. Gli occhi, però, si spostarono di nuovo, anche se solo per un istante. Tornarono a posarsi su di me, valutandomi, cercando forse una reazione. Ma io non gliela avrei data.
Seduta lì, con la sigaretta che si consumava lenta tra le mie dita, incrociai il suo sguardo senza battere ciglio, lasciando che fosse lui a distogliere lo sguardo per primo. Lo sapevo, sapevo che ogni suo gesto, ogni risata soffocata, ogni parola sussurrata era per me. Lo faceva apposta, aspettando un cedimento, una scintilla di gelosia.
Non gliel'avrei data. Non mi conosceva affatto. Non sarei mai stata la ragazza gelosa, e di certo non avrei recitato quella parte per compiacere il suo ego.
Fumai con calma, lasciando che il fumo mi riempisse i polmoni, mentre il mio sguardo vagava per la stanza. Poi lo vidi. Un ragazzo seduto in fondo, appoggiato con nonchalance al bracciolo di un divano. Aveva quell'aria da cattivo ragazzo, con i capelli ricci spettinati, i suoi occhi verdi erano fissi su di me da qualche minuto e quando incontrò il mio sguardo, accennò un sorriso complice. Per un attimo pensai di lasciar perdere, ma poi sentii gli occhi di Francesco su di me. Lo sapevo, anche senza guardarlo. Era come una scarica elettrica lungo la schiena. Così spensi la sigaretta nel posacenere, accorciai l'orlo del vestito con un gesto strategico e mi alzai.
Attraversai la stanza con passo lento, lasciando che le mie gambe scoperte e lo spacco dell'abito attirassero l'attenzione. Sentivo gli occhi su di me, non solo quelli del ragazzo, ma soprattutto quelli di Francesco. Era come camminare su una linea sottile tra il piacere e l'autodistruzione.
«Ciao» dissi quando arrivai davanti al ragazzo, inclinando leggermente la testa e lasciando che un sorriso sfuggisse sulle mie labbra. «Mi stavi guardando da un po', non potevo non notarti»
STAI LEGGENDO
EX ANGELO | Kid Yugi
Fanfiction"La voglia di sembrare forte, il più forte La consapevolezza di essere il più fragile" Delia, nel pieno del suo declino come modella tra scandali, contratti annullati e una reputazione che inizia a sgretolarsi, decide di tornare a casa per ritrovare...
