Capitolo 30

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DELIA

Quel giorno New York era avvolta da un cielo grigio e cupo, la pioggia cadeva incessante sulle finestre del mio appartamento, creando disegni irregolari sul vetro. L'aria era fredda e umida, ma dentro casa mia c'era un tepore familiare. Indossavo il mio pigiama, i capelli raccolti nei bigodini adesivi e quella era una piccola routine che avevo sempre mantenuto anche nelle giornate più difficili. Ripulirsi non era stato semplice, c'erano stati momenti nella quale non credevo sarei sopravvissuta: le crisi si erano intensificate, erano dolorose e spesso perdevo la testa, piangevo, soffrivo e desideravo solo una dose per smettere di provare tutte quelle sensazioni.

Sul tavolino davanti a me c'erano i miei medicinali ordinatamente allineati. Non li amavo, ma erano un promemoria costante di quanto lontano fossi arrivata in questi cinque mesi. Non c'era più traccia di eroina o altre droghe nel mio corpo. Ora ero pulita, ma non potevo abbassare la guardia. I pensieri arrivavano ancora, a volte come un sussurro, altre come un urlo e ogni giorno era una battaglia. Alcune notti rimanevo sveglia a pensare, a guardare oltre le grandi finestre e mi chiedevo costantemente come sarebbe stata la mia vita ora che ero pulita, ma soprattutto... mi avrebbero ancora voluta? Io piacevo per il personaggio che avevo creato, per la modella strafatta di droghe dalla vita sregolata. Ora dovevo reinventarmi, mantenere la mia estetica da diva macabra, ma non toccare più quelle sostanze.

Seduta sul divano, con una coperta sulle gambe, guardavo Your Name, ma quella volta c'era qualcosa di diverso per la prima volta da molto tempo: mi sentivo davvero presente, immersa nella storia, senza la nebbia che un tempo mi avvolgeva. Accanto a me, rannicchiata in una palla di pelo sopra una coperta di Fendi, c'era Lilith, la mia gatta dal pelo nero. Michelle me l'aveva regalata qualche mese fa, dicendo che un animale mi avrebbe aiutata a sentirmi meno sola. Aveva avuto ragione, era sempre stata al mio fianco nei giorni buoni e in quelli cattivi.

Il telefono squillò, interrompendo il film. Guardai lo schermo: Michelle. «Ciao, tesoro» disse con il suo tono allegro e un po' sbrigativo. «Come stai?»

«Bene, credo. Sto guardando un film con Lilith. Lei è più interessata alla pioggia fuori dalla finestra, però.»

Michelle rise. «Sai che quella gatta ti somiglia un po'?» sorrisi. Era una frase tipica di lei, una di quelle che ti faceva sentire capita. «Cosa c'è? Hai una voce strana...non è che hai trovato un nuovo fidanzato?»

«Ma no, tesoro! L'uomo che mi sopporta devo ancora trovarlo... ma ho una sorpresa per te, spero che tu sia presentabile.»

«Che tipo di sorpresa?» chiesi accarezzando la gatta. «Lo scoprirai presto. Stai a casa, sto arrivando.»

«Be', non posso andare da nessuna parte...» commentai sarcastica. Il suo tono criptico mi fece sorridere, ma non mi diede il tempo di indagare. Riattaccò e io rimasi lì a fissare il telefono per un momento, chiedendomi cosa avesse in mente. Da quando ero lucida avevo anche ricominciato a prendere in mano la mia carriera, il mio ritorno nella moda sarebbe stato programmato per la prossima Fashion Week di Milano e Parigi, sfilando per i marchi più noti e aprendo e chiudendo la maggior parte delle sfilate.

Passò un'altra ora prima che sentissi suonare al campanello, in quel tempo che mi era rimasto avevo tolto i bigodini, messo lo smalto e un po' di profumo. Lilith balzò giù dal divano, miagolò e corse verso l'ingresso, curiosa come sempre. Mi alzai e andai ad aprire.

Quando girai la maniglia, mi trovai davanti Michelle, con il solito sorriso rassicurante, gli occhiali da sole MiuMiu,  il suo completo Dior e la Birkin tra le mani, ma non era sola. Accanto a lei c'era Francesco. Il mio cuore perse un colpo. Lui era lì, in piedi davanti a me, con le mani infilate nelle tasche della giacca e un'espressione che oscillava tra l'imbarazzo e la felicità.

EX ANGELO | Kid YugiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora