Capitolo 13

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Premessa: questo è un capitolo un po' lungo e spicy verso la fine! 🌶️

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DELIA

La mia agente Michelle mi chiamò nel primo pomeriggio, quando ero ancora sprofondata nel letto, i capelli spettinati e il ricordo della notte precedente che sembrava non voler andare via. «Buongiorno Delia, ascoltami bene perchè ho una grande notizia per te!» la sua voce squillante mi fece trasalire. «Hai detto che volevi tornare a lavorare e perciò sei invitata a un evento esclusivo a Milano. Ci saranno i pezzi grossi, modelle, cantanti e voglio che tu ci sia per rappresentare l'agenzia.»

Non risposi subito, il telefono stretto in mano mentre mi passavo l'altra tra i capelli. Milano. Solo il pensiero mi faceva sentire agitata. Una parte di me voleva dire di no, ma un'altra, quella che cercava sempre di sfuggire, era già tentata. Le avevo telefonato in un momento di euforia dovuto alla speed, ma ora me ne pentivo amaramente.

«Delia?»

«Sì, ci sarò» risposi infine, prima che potessi pensarci troppo. «Ottimo, ti farò trovare la migliore stanza e l'abito perfetto! Ti mando per mail tutto ciò che ci serve, domani ho il volo da New York, ci vediamo a Milano!»

Quando uscii dalla stanza, trovai Eva seduta in sala e un'aria sospettosa dipinta sul viso. «Michelle mi ha chiamato» dissi, spezzando il silenzio. Eva alzò lo sguardo, aspettando il resto. «Vi ho sentite parlare» disse amareggiata.

«Vado a Milano per un evento.»

«Milano? Sei seria? Delia, non sei pronta. Hai avuto problemi, non puoi semplicemente ignorarli e partire come se niente fosse.»

La rabbia mi salì immediata, come sempre accadeva quando qualcuno osava dirmi cosa fare. «Non sono affari tuoi, Eva. Sono capace di gestire me stessa. Non ho bisogno di una babysitter. Sono svenuta perchè non mangiavo da tre giorni e direi che ho fatto bene, considerando che forse indosserò un abito d'archivio e devo essere il più magra possibile»

«Non è una questione di controllo, ma di salute. Tu non stai bene, e lo sai! Sai cosa significa una festa a Milano: droga, alcol, un'altra notte persa nei vizi. Lo sai meglio di chiunque altro!»

«Sei solo gelosa» risposi perfida. «Perchè sai che non potrai mai vivere tutto ciò»

Sentivo lo sguardo di Francesco su di me e quando mi voltai, lo trovai sul divano a fissarci con un misto di curiosità e giudizio. Quegli occhi scuri mi scavavano dentro e già mi sentivo come se sapesse ogni cosa che mi stesse passando per la testa.

«Che c'è?» gli dissi, tagliente.

Lui si alzò con calma, le mani infilate nelle tasche dei jeans, avvicinandosi con quell'aria da strafottente che mi faceva impazzire. «Se vai a Milano, vengo con te.»

La mia risata amara riempì la stanza. «Ah sì? E chi ti ha invitato?»

«Ho dei live lì nei prossimi giorni» rispose con noncuranza «E sarebbe meglio se qualcuno ti tenesse sotto controllo. Non voglio dover raccogliere i pezzi quando torni distrutta.»

Il sangue mi ribollì nelle vene. «Non ti ho chiesto niente e non voglio niente da te. Sei l'ultima persona che voglio intorno, sparisci»

Eva, ignara del sottotesto che c'era tra di noi, intervenne. «Francesco ha ragione, Delia. Se proprio devi andare, meglio che ci sia qualcuno a tenerti d'occhio... è il mio fidanzato, io mi fido di lui.»

La guardai, incredula. «Non posso credere che tu stia approvando questa follia. Non lo voglio, capito? Non lo sopporto. E, per inciso, non sono una poveraccia da salvare.»

EX ANGELO | Kid YugiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora