Capitolo 24

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Capitolo spicy 🌶️

━━˚₊‧꒰ა ☆ ໒꒱ ‧₊

DELIA

Euforia.

Felicità.

Adrenalina.

Amore.

Provavo tutte quelle emozioni quando ero con Francesco. Erano forti, intense, ma soprattutto vere. Così reali da farmi rendere conto che ormai lui era diventata una parte di me che  a cui non riuscivo a rinunciare.
Era passato solo un giorno da quando mi ero rifugiata in hotel, ma ogni ora sembrava un'eternità, il tempo era scandito troppo lentamente e la stanza era troppo silenziosa, troppo vuota. Il mio corpo steso a letto non faceva altro che gridare per quel bisogno che cercavo di soffocare. Avevo passato il pomeriggio a guardare il soffitto, con la rivista Vogue Italia stretto in mano in cerca di distrarmi, ma alla fine avevo ceduto. Nonostante sapevo che tra poche ore lo avrei visto, prima avevo bisogno di altro, qualcosa che lui non poteva darmi, ma poteva procurarmi.
Quando Francesco rispose, sentii la sua voce dall'altra parte e per un attimo mi mancò il fiato. Non volevo dirglielo, non volevo essere così patetica, ma le parole uscirono da sole, imploranti.
«Francesco... ti prego, ho bisogno che mi trovi qualcosa...» la mia voce si spezzò, quasi piangendo. «Ti prego, non ce la faccio più.»

Dall'altra parte, sentii il suo respiro diventare pesante. «Delia...no. Non posso, non voglio.» il suo rifiuto era comprensibile, ma comunque mi fece male. «Ti prego» il nodo alla gola si fece più stretto, e le lacrime iniziarono a scendere, silenziose. «Non ce la faccio, ti giuro. Mi sto spezzando. Non posso farcela da sola.»

«Non voglio» rispose calmo. «Allora fai finta che mi odi, fai finta che io sia quella stronza che hai conosciuti all'inizio. Trovami qualcosa, sto impazzendo!» mi voltai sul fianco, portandomi la sigaretta tra le labbra. Il cuore mi si strinse. «Francesco, non sto bene.»

«Non puoi continuare così» sbottò lui. «Non puoi chiedermi di farlo ogni volta. Non vedi cosa stai facendo a te stessa? Cristo, ti vedo cadere a pezzi ogni giorno.» 

Quelle parole mi ferirono più di quanto volessi ammettere, ma non mi fermai. «Ti prego» sussurrai, sentendo le lacrime riempirmi gli occhi. «Non ce la faccio, Francesco. Non posso farcela da sola.» 

«Sì che puoi» ribatté lui, con una nota di rabbia nella voce. «Anzi, devi smetterla di farti.» 

Scossi la testa, anche se lui non poteva vedermi. «Io non sono così forte, lo sai che per me non è semplice.» 
Sentii il suo respiro pesante all'altro capo. «Mi fai impazzire, lo sai?» 

«Francesco...» la mia voce si spezzò, e una lacrima scivolò lungo la mia guancia. «Ti prego. O chiederò altrove e forse sarà pericoloso... forse i miei soldi non basteranno e forse dovrò fare cose discutibili» odiavo dover arrivare a tanto, ma lui sapeva che starmi accanto significava accettare anche quell'orribile e oscura parte di me.

Ci fu un altro lungo silenzio, durante il quale avrei potuto giurare di sentire il suo conflitto interiore attraverso il telefono. Poi sospirò, un suono carico di resa e frustrazione. Rimase in silenzio per qualche secondo, poi lo sentii sospirare. «No» lo disse quasi come un ordine. «Non chiederai ad altri, non farai cazzate per un tiro» potevo immaginare come si stesse sentendo. «Te la porto io, ma solo questa volta»

Annuii, anche se sapevo che non mi stava vedendo. «Grazie» mormorai. 
«Non ringraziarmi» disse, il tono freddo. «Non lo faccio per te. Lo faccio perché non sopporto vederti stare male e ora dimmi cosa vuoi.»

EX ANGELO | Kid YugiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora