Capitolo 14

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Capitolo forte, vi avviso.

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DELIA

Milano era illuminata come un gioiello, scintillante e rumorosa, il caos di una città che non dormiva mai. Il party a cui ero invitata era un evento esclusivo, uno di quelli in cui il lusso si mescolava con il degrado, dove champagne e cocaina scorrevano come acqua e la gente perdeva il controllo con un'eleganza inquietante, quasi come se fosse la normalità.
Il locale era buio, rumoroso, soffocante. 
Avevo bevuto troppo e come sempre mi ero spinta oltre. La cocaina che mi era stata offerta mi bruciava le narici, la testa mi girava, ma per un attimo mi ero sentita invincibile.

Francesco era sparito da qualche minuto tra la folla, probabilmente era perfino uscito a fumare con i suoi amici, ed io mi ritrovai sola, appoggiata al bancone con un bicchiere vuoto di Pornstar Martini.  Fu allora che lo vidi.
Enea.
Stava dall'altra parte della sala, con un bicchiere in mano e un sorriso sornione che gli incorniciava il volto. Quando i nostri occhi si incrociarono, sorrise. Si avvicinò a me poco dopo, disinvolto come sempre.

«Non pensavo ti avrei visto qui» dissi, cercando di sembrare più sicura di quanto mi sentissi. Lui sollevò il bicchiere vuoto in un brindisi ironico. «Milano è una città piccola, Delia. Era inevitabile che ad un tipo di festa così, non ci fossero quelli come me.» disse «A questo mondo piace la droga e io offro solo la migliore»

Prima che potessi rispondere, ci raggiunsero due figure familiari. Brando e Niccolò, gli amici di Enea, con i loro sguardi sprezzanti e le risate che mi fecero sentire inquieta. Non li vedevo da molto tempo, più precisamente da quella serata in discoteca, la prima volta che li conobbi.
Cercai Francesco con lo sguardo e poi lo vidi. Era dall'altra parte della sala, circondato da un gruppo di persone, ma una ragazza bionda spiccava tra tutti. Si sporgeva verso di lui, troppo vicina, il sorriso finto stampato sulle labbra e gli occhi puntati dritti nei suoi. Rideva, gli sfiorava il braccio, lo toccava lì, sbatteva le ciglia ripetutamente, flirtava con lui.
Francesco non si ritrae. Ci stava. Anzi, sorrideva e a sua volta era rilassato, quasi compiaciuto.
Il cuore mi si strinse, un'emozione che non volevo riconoscere mi travolse. Ero forse... gelosa? La parola mi esplose nella mente, ma la scacciai con forza.
Io non potevo essere gelosa.
Io non ero gelosa di lui.
Non potevo permettermi di esserlo.
Eppure, ogni volta che lei rideva e si avvicinava di più, una parte di me bruciava.
Mi odiavo per questo.
Lo odiavo per questo.

«Delia» la voce di Enea mi colse di sorpresa. «Tutto bene?» domandò guardandomi «Si... ma non trovo la mia agente, doveva dirmi delle cose e ora è sparita...» mentii io sapendo che dovevo andarmene  e mettere fine a quella farsa prima che le cose degenerassero.

«La tua agente può aspettare, posso offrirti un drink?»

Lo guardai, indecisa. Poi il mio sguardo tornò a Francesco, alla bionda, al modo in cui sembrava completamente preso da lei. Una risata sfuggì alle mie labbra, amara, piena di disprezzo. «Forse è meglio che io vada, Michelle mi starà cercando...»

Feci per voltarmi, ma una mano mi afferrò il braccio. «Dove vai, Delia?» sibilò Niccolò con una voce bassa, tagliente come una lama. La stretta delle sue dita era forte, troppo forte. Mi fece male. «Lasciami» dissi, cercando di liberarmi. Ma non ci fu bisogno di lottare. Enea si avvicinò e gli posò una mano sulla spalla. «Lasciala stare» disse con calma, ma il tono era fermo, autoritario. «Non voglio che ti comporti così con lei, mi sono già dovuto scusare per i vostri comportamenti di merda» Niccolò allentò la presa, abbassò lo sguardo e mi lasciò andare.

EX ANGELO | Kid YugiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora