Capitolo 23

962 57 4
                                        

━━˚₊‧꒰ა ☆ ໒꒱ ‧₊

DELIA

Mi svegliai di soprassalto al suono della voce di Eva che chiamava il mio nome. «Delia!» La sua voce era stridula, piena di rabbia e prima ancora di aprire gli occhi, sentii il cuore stringersi in una morsa. Mi tirai su a fatica, gli occhi ancora annebbiati dal sonno, mentre Eva faceva irruzione nella stanza. «Che cazzo è questo?» sbottò, tirando fuori dall'armadio una t-shirt nera che conoscevo fin troppo bene. Quella di Francesco. «L'ho trovata quando questa mattina mentre dormivi ho messo a posto i tuoi cazzo di vestiti» urlò ancora. «Sei una stronza, Delia. Una maledetta stronza! Tu e lui? Francesco? Mio Dio, ma come hai potuto?»

In un istante realizzai tutto. Doveva aver trovato qualcosa, non bastava una semplice t-shirt. Doveva aver capito. «Eva, aspetta...» balbettai, cercando di alzarmi dal letto.

Ma lei non mi lasciò il tempo. Cercai sul comodino il telefono per sguardare l'ora, ma poi il suo sguardo si spostò sul mio telefono, tra le sue mani.

«Non dirmi di aspettare! Ho letto i messaggi, Delia! I suoi messaggi!» 

La sua voce si spezzò e vidi il suo viso cambiare, passare dalla rabbia al dolore. Eva stringeva il telefono tra le mani, quasi tremante. «Come hai potuto? Tu e lui?» 

Non sapevo cosa dire. Cercai di alzarmi, ma le gambe sembravano bloccate. «Eva... non è come pensi...» 

Lei scoppiò a ridere, ma era una risata fredda, dura, come non l'avevo mai sentita prima. «Non è come penso? Davvero? Spiegamelo allora, spiegami perché la sua maglietta è nel tuo armadio. Spiegami perché ti ha scritto "sei bellissima" e "non vedo l'ora di rivederti". Spiegami perché. Cristo Delia spiegami cosa cazzo significa tutto ciò!» sbloccò il mio telefono davanti a me. «Solo una stupida come te poteva mettere la data del proprio compleanno» disse perfida, poi aprì la chat di Francesco. «Incredibile come siete passati dal "Quanta cocaina vuoi?" e tu che gli rispondi "Lo sai, ma questa è solo una tua stupida scusa per scrivermi" al "Non faccio altro che pensarti", "Quanto sei bella" oppure questa, la mia preferita: "Non vedevo l'ora di strapparti quel cazzo di vestito" e tu come una troia gli rispondi: "Ti è piaciuto così tanto che non vedi l'ora di rifarlo."»

Le sue parole mi colpirono come schiaffi. Cercai di avvicinarmi, ma lei alzò una mano per fermarmi. «Stai lontana da me, non ti avvicinare!» gridò dura. «Ho fatto tutto per te e tu... mi hai pugnalata alla schiena, dicevi tanto di odiarlo, ma a quanto pare quando ti infilava la lingua in bocca, ti piaceva non è vero? O hai sempre forse fatto finta di odiarlo perchè da quando vi ho presentati hai iniziato a comportarti così, Delia?»

«Eva, ti prego...smettila, fammi parlare-» 

«Non ti azzardare a supplicarmi!» urlò, la voce rotta dall'emozione. «Tu... tu mi hai mentito per tutto questo tempo! Mi hai usata! E tutto per cosa? Per prenderti Francesco? Per tradirmi? Cosa ti passa per la testa, Delia? La cocaina ti ha forse bruciato il cervello?» 

«Io non ti ho preso niente» cercai di spiegare, ma lei non mi lasciò parlare. «Francesco è adulto, sa prendere da solo le sue decisione»

«No, tu non parlare, non metterlo in mezzo! Non voglio sentire niente! Sei una bugiarda, una traditrice e guarda come sei ridotta!» mi indicò con un gesto della mano il disordine che mi circondava. «Non mi hai rubato solo carriera da modella, ma anche il ragazzo. Ti sei presa tutto di me fin dall'inizio, dannazione, avrei voluto così tanto che tu rimanessi la mia fottuta ombra!»

Mi sentivo soffocare. Le lacrime iniziarono a pizzicarmi gli occhi. «Non è così, Eva. Non è andata come pensi, fammi parlare» 

Lei fece un passo indietro, poi posò il telefono su un mobile. «Basta bugie, Delia. Ho capito tutto. Tu e Francesco...da quanto va avanti? Eh? Quanto tempo mi avete presa in giro, da quanto te lo scopi?» 

EX ANGELO | Kid YugiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora