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DELIA
La sera del giorno dopo, il parcheggio nella quale Francesco mi aveva scritto che ci saremmo incontrati era deserto, illuminato solo dalla luce giallastra dei lampioni e dai fari delle poche auto che passavano ogni tanto sulla strada principale. La macchina di Francesco era parcheggiata lontano da tutto in mezzo al nulla. «Non mi prendere in giro» dissi, sventolando la bustina di cocaina davanti a lui. «Me l'hai trovata troppo in fretta. Qualcosa mi dice che hai conoscenze in questo mondo.»
Francesco alzò un sopracciglio, incrociando le braccia. «E che ne sai tu del mio mondo?»
«Oh, niente» sorrisi, aprendo la bustina e tirando fuori una piccola dose. «Ma è un'impressione. Alla fine la tua vita non è tanto diversa dalla mia, entrambi siamo sotto ai riflettori che ci piaccia o meno.»
Senza aspettare una risposta, presi una banconota da cinquanta euro, la arrotolai e sniffai una striscia dallo specchietto portatile di Chanel che utilizzavo per ritoccare il trucco. La sensazione familiare della polvere che bruciava le narici mi fece quasi sorridere. Mi voltai verso di lui, con un'aria rilassata e facendo finta che non fosse successo niente.
«Comunque... grazie per il favore» continuai «Questi sono per te» gli allungai dei soldi, senza neanche contarli. Lui li prese, ma i suoi occhi erano fissi su di me carichi di un misto di disprezzo e curiosità. «Non pensare di sapermi leggere così facilmente» disse, infilando i soldi nella tasca del giubbotto. «I soldi non mi corrompono»
«Io non penso nulla.» feci spallucce, tirando fuori un'altra sigaretta e accendendola con calma. «Ma lasciami dire una cosa: nessuno trova roba così buona senza essere stato, almeno una volta, dall'altra parte. Dimmi quante volte ti sei trovato nei guai per questo genere di cose?»
Lui restò in silenzio per un attimo, fissando il buio davanti a noi. Poi, con un tono più calmo, rispose: «E tu? Quante volte ti sei detta che era l'ultima?»
Quella domanda mi colse alla sprovvista. Per un attimo restai zitta, tirando lentamente dalla sigaretta. «Abbastanza volte da sapere che non lo era.»
Ci fu un lungo silenzio, interrotto solo dal rumore lontano del traffico. Poi Francesco parlò di nuovo. «Eva non lo deve sapere. Questa roba, intendo. Non voglio che si faccia un'idea peggiore di quella che ha già di me.»
«Non lo saprà mai» risposi. «Non è il tipo di segreto che si racconta a un'amica. Anche se...» Mi fermai, fissandolo con un'espressione seria. «Sai che non siete destinati a durare, vero? A te piace divertirti e lei è una stupida che non impara mai dagli errori»
Francesco scosse la testa. «E tu che ne sai?» mi guardò. «Io la conosco» inspirai fumo dalla sigaretta. «Le persone non cambiano. Tu non ti fidi più di lei e lei è troppo fragile per affrontare uno come te, per questo preferisce continuare a riconquistarti ogni fottuta volta»
«E tu?» chiese lui, incrociando il mio sguardo. «Io cosa?» sorrisi, un sorriso lento e provocatorio. «Perchè sei sua amica? Da come ne parli sembri che la odi»
«Da quando ti interessa la mia vita privata?» risposi con una punta di arroganza, non gli avrei mai raccontato la verità. Non avrebbe mai saputo che Eva un tempo era quella che brillava e che tutti guardavano, se avesse saputo ciò che ero stata non mi avrebbe comunque creduto. La storia della ragazza diventata bella e desiderata dopo anni trascorsi nell'ombra era sentita e risentita, noiosa a tratti.
«Sai Delia..» iniziò, con la voce bassa e quasi esitante «Non è mai stato solo per ferirla. Voglio dire... quando l'ho fatto la prima volta, non pensavo di essere quel tipo di persona, mi sono sentito una merda»
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EX ANGELO | Kid Yugi
Fiksi Penggemar"La voglia di sembrare forte, il più forte La consapevolezza di essere il più fragile" Delia, nel pieno del suo declino come modella tra scandali, contratti annullati e una reputazione che inizia a sgretolarsi, decide di tornare a casa per ritrovare...
