Capitolo 8

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DELIA

La prima volta che sfilai la ricordavo come fosse stato ieri. Avevo diciotto anni, il mio debutto era con Versace. Un sogno per chiunque, ma per me un incubo che avevo trasformato in realtà. Mi ricordavo ogni dettaglio di quel giorno, ogni respiro soffocante, ogni secondo che sembrava durare un'eternità. Dietro le quinte, circondata da modelle bellissime e alte, mi sentivo piccola e inadeguata nonostante avessi lavorato duramente per cambiare, anzi stravolgere, la mia immagine. Avevo indossato quell'abito straordinario, un capolavoro che mi faceva apparire come una dea, finalmente bella agli occhi di tutti e nonostante l'insicurezza anche ai miei.
Ricordavo anche il backstage, prima di salire in passerella. Uno specchio enorme rifletteva l'immagine di una persona che non riconoscevo. Quella non ero io. Il corpo, scolpito dalle diete estreme e dall'utilizzo incontrollato di Ozempic, era diverso. I capelli lunghi e neri, il trucco pesante, l'abito di pelle che abbracciava ogni curva... quella non era la Cordelia che ero stata per diciotto anni. Nella mia mente ero ancora quella ragazza insicura, quella che tutti avevano preso in giro, quella che nessuno aveva mai considerato.
Il bullismo per il mio aspetto, le prese in giro per il mio peso, i sussurri crudeli nei corridoi della scuola. Tutto mi era rimasto addosso, come una cicatrice invisibile che bruciava ancora sulla mia pelle.
Quando fu il mio turno di uscire in passerella realizzai davanti a me quanto potere avevo nelle mie mani, ogni passo che facevo, ogni flash, ogni sguardo non facevano altro che ricordarmi che cosa potevo diventare, che cosa potevo essere per davvero: bella, apprezzata, acclamata, desiderata. Era come se dovessi distruggermi e lasciar finalmente emergere ciò che sempre era stato nascosto dentro di me, ma quel dolore che provavo per te forse necessario per tenermi legata alle mie radici, per ricordarmi che dovevo continuare a lottare ogni singolo maledetto giorno.
Poi sfilai, come se niente e nessuno mi avrebbero potuta ferire e scoprii che improvvisamente il mondo mi amava: amava la mia camminata, il mio viso, il mio corpo in quell'abito.
Davanti ai flash fotografici stava nascendo Delia Lear, abbandonando per sempre Cordelia nel passato.

Quel giorno ero rimasta a letto, il corpo appesantito da un dolore che non era solo fisico. Il braccio mi pulsava ancora, un dolore sordo che mi ricordava ogni maledetta decisione sbagliata. Accanto a me, sul lenzuolo stropicciato, giaceva la siringa di eroina vuota con l'ago macchiato di sangue. La guardai con un misto di disprezzo e rassegnazione. Avevo pianto, credo per ore, fino a quando le lacrime avevano smesso di scendere e la mia testa era rimasta vuota, completamente svuotata, come se non avessi più niente dentro.
Farmi, era l'unico modo per non pensare.

La stanza era un disastro, vestiti sparsi ovunque, il posacenere traboccante di mozziconi e fazzoletti sporchi di sangue. Il sole filtrava dalla finestra, un raggio sottile che si insinuava tra le tende pesanti. Lo odiavo. Era una luce impietosa, che mostrava tutto senza pietà: il caos e me stessa.
Con uno sforzo mi alzai dal letto. Il mio corpo tremava, le gambe sembravano di gelatina. Ogni passo verso il bagno era un tormento, ma sapevo che dovevo muovermi. Non potevo rimanere immobile, non più.

Quando accesi la luce dello specchio, quasi non mi riconobbi. Il viso pallido, gli occhi cerchiati di scuro, i capelli arruffati. Sembravo un fantasma, un'ombra di quella che ero stata un tempo. Mi avvicinai al lavandino e guardai il mio riflesso. Era lì che la vidi.
La ragazzina che avevo cercato di dimenticare. Quella con i capelli sciolti, gli occhiali, sempre seduta nelle prime file della classe e invisibile per tutti. Quella che chiamavano "grassa", "sfigata", come se quelle parole fossero il mio unico biglietto da visita. Riconobbi nei miei occhi la stessa tristezza, la stessa solitudine. Non importava quanto fossi cambiata fisicamente o cosa avessi raggiunto nella vita. Lei era ancora lì, sepolta sotto strati di trucchi, passerelle e fotografie.

EX ANGELO | Kid YugiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora