Capitolo 25

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DELIA

La stanza dell'hotel era avvolta da un silenzio irreale, rotto solo dai nostri respiri. Francesco era accanto a me, il suo corpo caldo e familiare.  Dopo aver fatto l'amore, eravamo rimasti sdraiati sul letto, le lenzuola aggrovigliate intorno a noi. Io fumavo, con le dita che tremavano leggermente mentre tenevo la sigaretta tra le mie labbra. La testa mi girava, l'euforia ancora mi scorreva nelle vene, rendendo tutto morbido, sfocato, quasi irreale. Francesco si avvicinò, baciandomi sul collo con delicatezza, le sue labbra scivolarono fino alla base della mia spalla. Sussultai leggermente, un misto di piacere e nervosismo.

«Delia» disse con voce calma  «Questa sera ho un live in una discoteca qui vicino. Pensavo che potresti venire anche tu e dopo possiamo passare la notte insieme.»

Lo guardai, sorpresa dalla proposta. Non ero abituata all'idea di esporci in pubblico, eppure qualcosa nella sua voce, nella sua sicurezza, mi fece annuire. «Va bene» risposi con un sorriso incerto. «Usciamo un po'» chiusi gli occhi sentendomi in pace. Sfilò la sigaretta dalle mie dita e mi posò un bacio sulle labbra; nonostante ora quel tocco fosse familiare non riuscivo mai a dire di no, a pensare anche solo per un momento che tutto quello potesse finire. «Fatti bella» disse lui dandomi un altro bacio. «E mettiti un bel vestito» sorrisi sulle sue labbra, aprii gli occhi e gliele carezzai. «Non me lo strapperai di nuovo»

La luce del bagno illuminava ogni angolo, riflettendosi sullo specchio davanti a me. Indossavo un abito nero di Versace, il tessuto scintillava leggermente, i miei capelli sciolti ricadevano morbidi sulla schiena.

Mi osservavo, inclinando leggermente la testa. Ero bella. Lo sapevo. Piacevo. Lo sapevo. Forse era la sola cosa che mi ero sempre concessa di credere. Portai la sigaretta alle labbra, aspirando lentamente e il fumo avvolse il mio riflesso come un velo trasparente. 

Sul lavandino davanti a me c'era la mia palette di ombretti aperta, nel coperchio la speed era già stata divisa in strisce, due di quelle le avevo già sniffate. Ero elettrizzata all'idea di vederlo, di vederlo su quel palco, di cogliere il suo sguardo su di me in mezzo alla folla, ma... volevo di più. Volevo quella spinta. Quella scintilla che accendeva tutto. 

Con un gesto deciso, riaffermi la banconota e sniffai. Sentii subito il brivido familiare, quella scarica che mi attraversava il corpo, svegliandomi, rendendo ogni cosa più luminosa. Chiusi gli occhi per un momento, assaporando la sensazione. Quando li riaprii, il mio riflesso mi restituì un sorriso. 

Sapevo che avrei voluto essere perfetta per lui. Ogni dettaglio doveva essere curato: il trucco intenso che evidenziava il viso, il profumo forte e deciso che tanto gli piaceva e l'abito che sembrava fatto per essere strappato via. Mi avvicinai allo specchio, sistemando una ciocca e fissandomi. Era proprio quello che mi mancava della passerella: prepararsi, guardarsi e vedersi trasformare nel sogno desiderato da tutti.

Mi guardai ancora una volta, con un sorriso soddisfatto. Questa ero io. Bellissima, in controllo, desiderata. Volevo che lui mi guardasse e non riuscisse a staccare gli occhi da me. Volevo che mi volesse, che mi strappasse questo abito, che mi prendesse e facesse sua. Per tutta la vita avevo sognavo questa vita così veloce, in bilico tra il provare il brivido e l'essere consumata da essa.

In fondo, volevo solo continuare a vivere così. In equilibrio tra il desiderio e l'abisso, tra l'amore e l'autodistruzione. Perché anche se tutto mi stava consumando, per ora, era tutto ciò che conoscevo.

Più tardi, la discoteca era un'esplosione di luci e musica. Francesco era sul palco, vidi la sua figura, ragazzi e ragazzi con il telefono in mano intorno a lui. Io ero più distante al bancone, un drink in mano, cercando di ignorare gli sguardi delle persone intorno. Io non vedevo nessuno. Non sentivo niente, se non la sua musica.

EX ANGELO | Kid YugiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora