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Alma era ancora davanti alla finestra quando Ghali tornò vicino al portone di Iman. Sembrava stravolto, sopraffatto da una tensione che non riusciva a contenere e la ragazza, senza pensarci due volte, lo raggiunse fuori, sedendosi sul gradino accanto a lui. Il rapper la guardò per un istante e le sorrise teneramente.

“Oggi non ti ho ancora detto quanto tu sia bella con questo abito - le disse cercando di evitare qualsiasi domanda sulla conversazione con suo zio, ma sapeva che non sarebbe riuscito a sfuggirne a lungo, così ruppe il ghiaccio - Mi ha detto che lui e tutta la mia famiglia paterna mi vorrebbero a cena una sera di queste”

“E tu cosa gli hai detto?” chiese lei preoccupata.

“Non gli ho ancora dato una risposta - rispose abbassando lo sguardo - Io ho solo una famiglia: mia madre. Tutti gli altri parenti non li sento veramente miei, soprattutto quelli di mio padre. Mi sembrano tutti degli estranei”

Guardò la stradina davanti a loro, la sua voce intrisa di un'amarezza che Alma non riusciva a ignorare.

Lei gli si avvicinò e gli accarezzò dolcemente la schiena.

“Perché, per una volta, non ti dai l’occasione di conoscerli? Magari capirai che tipo di persone sono”

“Sono le persone che, quando mio padre è sparito, non mi hanno più cercato, nemmeno quando ne avevo bisogno - ribatté lui e Alma percepì l'onda di rabbia che gli cresceva dentro - Non c'è niente da capire”

“Ma ora ti stanno cercando. Forse hanno capito di aver sbagliato e vogliono scusarsi” lei cercava di offrirgli un altro punto di vista, ma la rabbia che si stava formando dentro Ghali era più forte.

“O forse è solo mio padre che ora vuole rifarsi vivo e manda suo fratello a chiamarmi perché è un vigliacco” rispose con disprezzo, il suo tono tagliente. Alma tacque, avvertendo la rabbia in lui crescere, ma sapeva che c’era ancora una possibilità di chiarirsi le idee.

“Vai a quella cena, Ghali - disse infine, con una calma che contrastava con la tensione che aleggiava nell’aria - Datti l’occasione di conoscere la tua famiglia, dai loro la possibilità di starti accanto, anche solo per qualche ora. E se ci sarà anche tuo padre, forse sarà l’occasione per chiarirsi. Le persone possono cambiare”

Ghali la guardò, indeciso. Le sue parole sembravano quasi convincerlo, ma il dubbio restava. Suo padre poteva davvero cambiare? Non ne era certo, ma alla fine decise di ascoltarla e accettò l'invito.

Qualche giorno dopo, i due arrivarono a casa dello zio di Ghali, già piena di persone. Era adolescente l’ultima volta che aveva visto tutta la famiglia e faticava a ricordare i nomi di zii e cugini. Il fratello di suo padre li accolse con un sorriso e li condusse nella sala da pranzo.

“Allora Ghali - iniziò lo zio, indicandogli una ragazza poco più che ventenne avvolta in un abito verde - te la ricordi Sabah?”

Ghali la guardò attentamente, cercando di ricordare. Poi, improvvisamente, l'immagine di una bambina gli balenò in mente.

“Sabah...” disse e, quando la riconobbe, si avvicinò per abbracciarla. Lei, timida, ricambiò l’abbraccio. Erano due cugini che non si conoscevano più. Ghali non l'aveva mai più vista dopo quel giorno in cui Sabah compì cinque anni e lei non ricordava nulla di lui.

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