Erano passati alcuni giorni dal loro incontro a Parigi.
Il capitolo Lewis Hamilton si era chiuso subito dopo che lui e Alma si erano salutati. Ghali, per un attimo, aveva temuto che qualcuno potesse portarle via la ragazza, ma poi la vedeva accanto a lui e ogni paura svaniva.
La Fashion Week parigina era ormai ufficialmente finita e Alma e Ghali si trovavano in aeroporto, pronti a partire per New York.
Ghali era entusiasta, non vedeva l'ora di conoscere Alma lontano da quelle realtà così patinate come Sanremo e la settimana della moda. Desiderava viverla in un ambiente più intimo e domestico, svegliarsi accanto a lei, fare colazione insieme e passare le ore sul divano a guardare serie tv.
Alma, dal canto suo, era felice dell'entusiasmo di Ghali e talvolta aveva la sensazione che lui le attribuisse più importanza di quanto lei ritenesse di meritare.
Dopo un po’ di tempo trascorso in aeroporto, finalmente salirono sull’aereo che li avrebbe portati a New York.
Durante il viaggio, non smisero mai di chiacchierare. Le ore volarono via mentre loro parlarono di qualsiasi cosa: gossip del mondo della moda, argomento di cui Ghali era curioso, politica e questioni molto più intime e personali. La conversazione si fece profonda quando Ghali parlò della sua esperienza di musulmano cresciuto in un paese cristiano. Raccontò quanto fosse stato difficile affrontare i pregiudizi nei confronti della sua religione. Nonostante tutto, ora riusciva a vivere con serenità, senza lasciarsi abbattere dal giudizio degli altri.
Alma lo ascoltava con attenzione e ben presto parlò della sua esperienza religiosa. Sua madre Farah era musulmana, suo padre cattolico. Lei e i suoi fratelli erano cresciuti tra due religioni, senza mai essersi sentiti costretti a scegliere tra l'una e l'altra. In famiglia, quella mescolanza aveva creato una sorta di "terza religione", qualcosa che solo loro comprendevano. I suoi genitori avevano sempre mostrato grande rispetto per le credenze dell'altro e avevano trasmesso ai figli un amore che andava oltre le differenze religiose.
“Non so quanto io mi senta legata alla religione in generale, ma so che non farò mai una scelta tra le due - disse Alma - per noi è sempre stato così, come se avessimo creato qualcosa di nostro, qualcosa che ha senso solo per noi”
Ghali rimase in silenzio per un attimo, poi disse con sincerità: “Siete una famiglia stupenda”.
Le sue parole colpirono Alma che si fermò quasi sorpresa dalla bellezza di quel commento.
Ghali se ne accorse e cercò di spiegarsi meglio: “Volevo dire che è bello vedere come, nonostante le differenze, siete riusciti a costruire una cosa così bella".
Alma sorrise, un sorriso dolce, come se quella verità l'avesse sempre sentita, ma non l'avesse mai espressa a parole.
“Sì, i miei genitori ci hanno messo tanto impegno per costruire per noi questo equilibrio senza che noi provassimo confusione” rispose la ragazza
Ghali, pensieroso, proseguì: “Io avrei voluto una famiglia numerosa come la vostra. Mi sarebbe piaciuto avere una sorella minore”
Alma, sorridendogli, rispose: “Se vuoi una sorella minore, puoi prenderti Eva, ha quattordici anni ma ha già un bel caratterino”
Ghali rise visualizzando la scena, ma poi continuò più serio.
“Mi piacerebbe davvero. E, se un giorno avessi una famiglia, mi piacerebbe essere papà. Di una bimba"
Alma lo guardò sorpresa.
Non si aspettava una dichiarazione così sincera. Ghali sembrava davvero serio e in un attimo la sua espressione si fece più pensierosa, come se stesse svelando un desiderio nascosto da tempo.
“Mi sono sempre immaginato papà di una bambina. Una piccolina da coccolare, da accompagnare all’asilo, a cui fare le treccine…”
La sua voce divenne più bassa, come se quella fosse una parte di sé che aveva bisogno di condividere.
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Anima
RomansaLa cena proseguì tra scherzi risate. Alma ed Amel erano già in grande sintonia e a Ghali questo faceva piacere. Aveva portato altre donne a casa, ma sapeva quando sua madre non approvava. E questa volta, con Alma, le cose sembravano diverse. Era evi...
