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Ghali era appena entrato nella villa di Alma a Saint-Tropez quando lei gli saltò in braccio per salutarlo. Dopo i giorni trascorsi in famiglia a Taormina, il rapper aveva ripreso i suoi impegni musicali in giro per l'Italia, mentre la modella era volata a Londra per qualche giorno per concentrarsi sulla sua linea. Da lì a poche settimane avrebbe avuto luogo un evento a Ibiza per una nuova collezione di Paal e Alma passava le sue giornate in riunioni con il suo team per rifinire gli ultimi dettagli.

"Ero in videochiamata con Maya - disse lei, mentre Ghali la teneva stretta - Mi sei mancato" aggiunse, baciandolo con passione.

"Anche tu, non immagini quanto" rispose lui, ricambiando quel bacio con tutto sé stesso.

Il pranzo scivolò via velocemente, poi i due decisero di fare una passeggiata per le stradine di Saint-Tropez. Alma ormai conosceva perfettamente quelle strdae, mentre Ghali stava iniziando a innamorarsi di quel piccolo angolo di mondo. Era tutto così perfetto: non c'erano fotografi in giro e questo permetteva loro di vivere il loro amore alla luce del sole, senza la costante preoccupazione della mancanza di privacy.

"Sai - esordì Alma - questa potrebbe davvero essere casa nostra quando non siamo impegnati con la musica e la moda. Potremmo vivere la nostra vita qui, organizzare cene sulla spiaggia, invitare i nostri parenti per le feste"

Lui sorrise, immaginando le scene. Visualizzava un futuro che sperava non fosse troppo lontano. Si vedeva già a cena con amici e familiari, attorno a quel tavolo splendido sulla veranda, con una vista mozzafiato. A rendere l'atmosfera ancora più perfetta, ci sarebbero stati anche i loro bambini. Non era mai stato così forte il suo desiderio di diventare padre e, quando Alma lo avesse voluto, era certo che sarebbero stati dei genitori fantastici.

Dopo aver passeggiato a lungo e mangiato un gelato al volo, mano nella mano, i due tornarono alla villa. Alma corse a fare una doccia rinfrescante, mentre Ghali si sistemò sul divano della terrazza, con il suo taccuino in mano. Riprese a scrivere un pezzo che aveva in mente da settimane, ma che non riusciva a completare. L'idea era nata qualche tempo prima, ma c'era sempre qualcosa che non lo convinceva. In particolare, il ritornello gli sembrava vuoto, le parole non riuscivano a trasmettere la musicalità che desiderava e anche la sua voce sembrava non sposarsi a pieno con quel pezzo. Era assorto nei suoi pensieri, aggiustando e cancellando parole, quando, all'improvviso, Alma si sedette accanto a lui, avvolta nel suo accappatoio.

Lei si avvicinò a lui e, con un gesto delicato, gli lasciò un bacio sulla guancia. Ghali sorrise al tocco, ma non si voltò a guardarla, tanto era immerso nel suo lavoro. In qualche modo, Alma percepì quella distrazione come una sfida e, senza pensarci troppo, decise di provocarlo. Continuò a lasciargli baci sulla guancia, poi scivolò con le labbra verso il collo mentre con una mano accarezzava il suo petto, nascosto sotto la canotta bianca. La sua mano scese poi lentamente fino alla coscia del ragazzo. Il respiro di Ghali diventò più pesante, ma lui cercava ancora di concentrarsi sul suo taccuino, tuttavia non riuscì a resistere oltre e lasciò cadere il taccuino sul divano, voltandosi finalmente verso di lei. Con un gesto deciso, le prese il viso tra le mani e la baciò, come se non potesse fare a meno di lei.

"è impossibile resisterti – mormorò tra un bacio e l'altro – ma devo lavorare, lo sai"

Alma non si fermò. Anzi, continuò a baciarlo con ancora più intensità, mentre la sua mano risaliva sul cavallo dei pantaloni del suo ragazzo, sfiorandolo delicatamente.

"A... Alma – balbettò lui sentendo la tensione crescere dentro di sé – dico davvero, devo lavorare. Ho bisogno di chiudere il pezzo"

Alma si staccò da lui e lo lasciò lì, silenzioso, sul divano. Il suo accappatoio era ancora ben saldo intorno al corpo, ma mentre osservava il sole tramontare, una visione di lei e Ghali insieme la colpì con forza. Non lo vedeva da giorni e il desiderio di stare con lui, di essere sua, cresceva sempre più. Decise che sarebbe stata lei a prenderne il controllo ancora una volta, giocando con lui finché non si fosse arreso.

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