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I giorni successivi trascorsero lenti, quasi sospesi in una bolla di tensione che né Alma né Ghali sembravano capaci di scoppiare. Tra loro, la comunicazione era ridotta al minimo: scambi veloci, parole di circostanza che non lasciavano spazio a niente di personale. Condividevano gli spazi, ma sembravano abitare due universi paralleli.

Alma passava le sue giornate immersa nel lavoro, tra servizi fotografici e copertine, indossando maschere di sorrisi professionali che nascondevano il tumulto dentro di lei. Ogni sera tornava a casa esausta, evitava accuratamente di incrociare lo sguardo di Ghali, fingendo una normalità che non esisteva più.

Ghali, dal canto suo, restava chiuso nell'appartamento. Passava le ore a fissare il vuoto o a annotarsi idee per qualche canzone, mentre nella sua mente le domande si accumulavano come un nodo impossibile da sciogliere. Cosa era successo ad Alma? Perché quel distacco improvviso? Era stata colpa sua o c'era altro?

La sua frustrazione cresceva giorno dopo giorno, ma con essa anche il desiderio di sistemare le cose. Una sera, durante una passeggiata solitaria, comprò un piccolo regalo per lei. Lo nascose in quel piccolo angolo di armadio che Alma gli aveva concesso, aspettando il momento giusto per darglielo, ma quel momento sembrava non arrivare mai.

Con il passare dei giorni, senza alcun miglioramento, Ghali iniziò a tormentarsi, accusandosi di errori che forse non aveva nemmeno commesso. Telefonò Mahmood, confidandosi con lui, ma neanche il suo amico riusciva a trovare una spiegazione razionale al cambiamento di Alma.

"Ghali, non sei tu il problema. Forse è lei che sta combattendo qualcosa dentro di sé" gli disse cercando di rassicurarlo.

Ghali però non riusciva a darsi pace. Persino il conforto degli amici sembrava vuoto. In preda alla confusione, decise di contattare Vittoria, l’amica più fidata di Alma.

Vittoria lesse più volte il messaggio in cui lui le chiedeva di darle una mano. Lei sapeva tutto: l’incontro con David, le lacrime di Alma, le sue paure e quel momento con Ghali nel bagno. Ma decise di non rispondere. Doveva essere Alma a spiegare tutto, non lei.

Poche ore dopo, Vittoria chiamò Alma, esortandola a parlare con Ghali.

"Non puoi continuare così, Alma. Lo stai distruggendo e stai distruggendo anche te stessa. Devi dirgli la verità, anche se fa male"

Alma sospirò, sopraffatta.
"Non so se sono pronta"

"Non si tratta di essere pronta, si tratta di essere onesta" ribatté Vittoria.

Quella sera, Alma tornò a casa tardi, evitando il più possibile di incrociare Ghali. Ordinò del sushi e si sedette con lui sul divano, cercando di comportarsi normalmente. Guardarono un film, ma l’aria era tesa, carica di parole non dette.

Ad un certo punto, Alma spense il televisore.

Il silenzio nella stanza diventò quasi insopportabile.

"Ho incontrato David qualche giorno fa" disse infine spezzando la tensione con una confessione che sentì pesante come un macigno.

Ghali sentì un tonfo al cuore.
Per un attimo, provò un senso di sollievo: finalmente c’era una spiegazione al malumore di Alma.
Ma quel sollievo svanì velocemente.

"David?"chiese con voce spezzata.

Lei annuì, evitando il suo sguardo.

"Abbiamo parlato. Mi ha chiesto scusa per tutto. Voleva sapere se c’era ancora una possibilità per noi"

La frase rimase sospesa nell’aria.

Ghali si alzò lentamente dal divano, come se il peso delle sue emozioni lo costringesse a muoversi.

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