Era appena passata l'ora delle quattro del mattino e la luna, come una sentinella silenziosa, continuava a vegliare sul cielo. Ghali si svegliò di soprassalto, il cuore ancora scosso da un incubo che non riusciva a scacciare. Aprì gli occhi di colpo, portandosi una mano al petto per calmare il respiro affannoso. Piano piano, mentre l'ansia svaniva, il suo respiro si fece più regolare e il suo sguardo cadde sulla parte del letto che sarebbe dovuta essere occupata da Alma, ma della sua ragazza non c'era traccia. Un senso di inquietudine lo colse, così si alzò e, perplesso, si diresse verso la cucina, sperando di trovarla.
Nel cammino verso la porta, però, notò il balcone spalancato e il suo cuore fece un salto. Era lì, seduta sul divanetto, con le gambe incrociate e una sigaretta che danzava tra le sue dita come un piccolo fuoco che sfidava la freschezza della notte. La luce lunare, pallida e morbida, la avvolgeva in un abbraccio silenzioso, facendo brillare ogni singolo tratto del suo viso, come se la stessa luna avesse preso forma in Alma, in quell'istante. La sua bellezza sembrava un'incarnazione del cielo, un riflesso perfetto della luce che rischiarava il buio. Ghali, osservandola, si perse in quel momento di intima contemplazione, come se, per un attimo, il confine tra la sua ragazza e la luna non fosse più esistito. La sua bellezza, così pura e lontana, non era solo la sua; sembrava appartenere a tutta la notte stessa, a tutto l'universo. Per lui era come se fosse stata creata dalla luna, come se avesse preso il suo splendore da quella stessa luce che la vegliava.
"Che ci fai già sveglia? Stai bene?" le chiese, avvicinandosi con passo lento e preoccupato.
La ragazza si girò verso di lui, sorridendo con una calma che contrapponeva il silenzio della notte.
"Sì, tutto bene. Solo un po' di insonnia, ma niente di grave. Tranquillo - rispose, facendolo sedere accanto a lei e appoggiando delicatamente la testa sulla sua spalla - E tu? Che ci fai sveglio a quest'ora?"
"Ho fatto un incubo, dei tizi mi inseguivano..." Ghali lasciò la frase in sospeso, ormai incapace di ricordare il dettaglio del sogno che lo aveva scosso.
Un lungo silenzio seguì, poi Alma parlò, il suo tono leggero ma carico di significato: "A proposito di sogni... posso dirti una cosa? Sai che non vado al mare qui in Sicilia da quando Mira se n'è andata, ma da qualche giorno, la notte, sogno di nuotare di nuovo nel mio mare. Nei sogni, sono serena. Mi piacerebbe tornarci, un giorno di questi"
Le parole di Alma colpirono Ghali, come un'onda improvvisa che lo travolgeva. Erano passati ormai due mesi da quando la ragazza gli aveva raccontato del suo rifiuto di tornare in acqua, per onorare la memoria di sua sorella Mira e il suo ultimo desiderio. Ora, quelle stesse acque, che lei aveva voluto mettere da parte, sembravano chiamarla di nuovo. Ghali la guardò in silenzio per un momento, poi le baciò dolcemente i capelli, come a cercare un modo per rispondere. Le parole, però, uscirono da sole, morbide e genuine, come se rispecchiassero la delicatezza di quel momento.
"Possiamo andarci ora, se vuoi" propose Ghali, con un sorriso che sembrava promettere qualcosa di speciale.
"Ma è buio" rispose Alma, scostandosi leggermente per guardarlo meglio.
"Che importa? Meglio così, saremo solo noi due" insistette Ghali, con quel sorriso che fu sufficiente a sciogliere ogni dubbio.
Si alzarono dal divanetto, prendendo i primi costumi che trovarono, e senza fare rumore, lasciarono la villa, cercando di non svegliare Amel, Enis, Ginevra e Ambra, che dormivano ancora nelle loro stanze.
In pochi minuti a piedi, raggiunsero la spiaggia. Era deserta, avvolta dal silenzio della notte. Solo loro due, con il mare che si stendeva placido e la luna che li osservava dall'alto, come una guardiana silenziosa. Ghali si tolse rapidamente la maglietta, pronto a tuffarsi, mentre Alma prese un po' più di tempo. Sebbene fosse certa di non fare nulla di sbagliato, c'era qualcosa che la tratteneva. Ghali se ne accorse subito e allungò il braccio verso di lei, come per offrirle il sostegno di cui sembrava avere bisogno. Alma, senza togliersi il vestito che copriva il suo bikini, afferrò la sua mano e si lasciò guidare verso l'acqua.
STAI LEGGENDO
Anima
RomanceLa cena proseguì tra scherzi risate. Alma ed Amel erano già in grande sintonia e a Ghali questo faceva piacere. Aveva portato altre donne a casa, ma sapeva quando sua madre non approvava. E questa volta, con Alma, le cose sembravano diverse. Era evi...
