Annabelle's POV
Mi sveglio di soprassalto quando sento delle urla provenire da qualche parte del palazzo, mi alzo di tutta fretta levandomi di dosso le coperte ed uscire dalla mia camera, ancora confusa per tutto il trambusto, cerco di mettere a fuoco le persone nel corridoio.
Mamma e Damian.
Vedo il mio gemello che tenta di liberarsi dalla sua presa, e il mio cuore perde dei battiti, credevo che la sua ira si scagliasse solo su di me e che i miei fratelli non avessero a che fare con questo lato di Mary.
<<Mary lasciami, tornerò alla base tra qualche ora, proprio come tu volevi>> dice Damian scrollandosi di dosso
<<Voglio lei fuori di qui, ora>> nostra madre ribatte indicando un punto specifico della stanza dove immagino ci sia qualcuno
<<Serafina starà qui fin quando non me ne andrò>> risponde con rabbia
Devo chiamare qualcuno
<<Posso andare Dam, per favore>> la voce delicata di Fina cerca di far ragionare mio fratello
<<No>> risponde però secco
Damian si volta verso Serafina, i suoi occhi scuri fissi su di lei con una determinazione incrollabile. La tensione tra i presenti è palpabile, un silenzio pesante si insinua per un istante, rotto solo dal respiro affannoso di nostra madre.
Mary stringe le mani in pugni, come se cercasse di mantenere il controllo su sé stessa, ma la sua furia è evidente
«Tu non hai idea di cosa stai facendo, Damian, lei è un problema, tuo zio non la accetterà così come non lo facciamo io e tuo padre»
Damian fa un passo avanti, mettendosi tra Mary e Serafina
«Non sono più il bambino che riuscivate a comandare a bacchetta, Mary, non potete decidere ogni singola cosa della mia vita, vi avevo avvertiti, l'esercito sarebbe stata l'ultima decisione che avreste preso sulla mia vita»
Io rimango immobile, i piedi incollati al pavimento, il cuore che martella nel petto. Vorrei intervenire, dire qualcosa, ma la paura di attirare l'attenzione di nostra madre su di me mi paralizza. So cosa è capace di fare quando viene contraddetta.
Mary si gira verso di me improvvisamente, come se avesse percepito i miei pensieri
«Annabelle, perché sei qui? Questo non ti riguarda, torna in camera tua»
Mi sento il volto bruciare sotto il suo sguardo tagliente. Apro la bocca per rispondere, ma Damian mi precede:«lasciala stare Mary, non hai qualcosa da fare in qualità di carica di Stato?»
La sua voce è fredda, un tono che raramente usa. Serafina, in disparte, abbassa lo sguardo le sue mani tremano leggermente. Sta cercando di rendersi invisibile, ma la tensione nella stanza è insostenibile.
«Non puoi parlare a tua madre in questo modo» sbotta Mary, alzando la voce.
«Non sei mia madre» urla Damian improvvisamente, la sua voce rimbombando nel corridoio.
L'eco delle sue parole sembra fermare il tempo per un istante.
Un silenzio irreale cala su di noi. Gli occhi di Mary si spalancano, increduli, come se quelle parole l'avessero colpita fisicamente.
Io trattengo il fiato, incapace di credere a ciò che ho appena sentito.
Damian continua, la sua voce più calma ma ancora piena di rabbia: «non sei una madre sei tutto tranne che una figura materna nelle nostre vite, cerchi di comandare tutto e tutti, ma questa volta non funziona, non su di me»
STAI LEGGENDO
Royalty
Romantik> Londra, 2023. Victoria Gray, figlia del duca di Kent Leonard Gray e della moglie Mary, ha sempre vissuto negli agi della ricchezza e della nobiltà inglese. Prima in linea di successione, alla morte dello zio, re Philip I, verrà incoronata regina...
