Capitolo 27; In my thoughts it'll live forever

388 13 0
                                        

Arya's POV

Sto camminando nel giardino di casa con James, veniamo qui ogni volta che vogliamo stare un po' da soli, a palazzo non c'è mai la giusta privacy mentre qui da me non c'è altro che silenzio.

Dentro c'è solo nonna ma è troppo impegnata a guardare qualunque programma di cucina o soap opera che la tengono incollata allo schermo quasi tutto il giorno.

Casa.
Questa non è quella che conosco come tale.
Quella che considero il mio posto sicuro è lontana da qui, si trova a Mosca.

<<Cosa stai pensando straniera?>> chiede Jamie mentre mi accarezza il viso facendomi sedere sulle sue gambe

Oggi, 7 Gennaio sono passati esattamente sette anni da quando con la mia famiglia siamo tornati in Inghilterra.

<<Sono passati sette anni da quando sono qui e nonostante ciò continua a mancarmi la Russia>>

James mi guarda con attenzione, come se stesse cercando di leggere ogni singolo pensiero che si aggira nella mia mente, c'è una luce nei suoi occhi azzurri, una comprensione che a volte riesce a toccare il fondo di ciò che sento, anche quando io stessa non riesco a capire esattamente cosa mi turba. Mi accarezza dolcemente i capelli, sistemando una ciocca dietro l'orecchio.

Sospirando, mi rilasso un po' contro di lui
La brezza fredda di gennaio accarezza la pelle, ma non basta a farmi sentire a casa. Qui, tra il silenzio del giardino e le mura della casa che non è mai stata la mia vera casa, non posso fare a meno di pensare a Mosca, alla neve che cadeva lenta e silenziosa, al suono dei passi sulla strada ghiacciata, all'odore dell'aria pulita che mi svegliava la mattina. Non c'era mai davvero silenzio lì, ma il tipo di rumore che c'era era familiare, rassicurante. Qui, invece, c'è solo il silenzio profondo, interrotto solo dal vento che muove le foglie e dalle voci lontane di qualche passante.

Mi stringe di più, come se volesse proteggermi da qualcosa che non posso afferrare.

Mi sembra che il tempo, qui, non abbia lo stesso significato che aveva a Mosca. Sette anni sembrano lunghi, eppure la sensazione che la Russia sia ancora parte di me è talmente forte che non riesco a scrollarmela di dosso. Qui, nel giardino, mi sento come una straniera in un posto che dovrebbe essere familiare, ma non lo è. Non sono mai riuscita a fare quel passo completo, a integrarmi davvero. Casa per me non è mai stata questo posto, non è mai stata l'Inghilterra, con il suo cielo grigio e il suo modo di stare un po' più lontano dagli altri.

<<Ti piaceva molto stare lì vero?>> James chiede con un tono calmo

Un piccolo sorriso sfiora le mie labbra, ma non basta a nascondere la tristezza che mi opprime il cuore.

<<Non importa quanto tempo passi, Mosca rimarrà sempre un pezzo di me, stare lì per me è sempre stato forse una delle cose più belle della mia vita>>

James annuisce, la sua mano che accarezza delicatamente la mia spalla:<<russa fino al midollo>> ridacchiamo insieme

<<Mi manca vedere la città piena di neve, mi manca il freddo che ti pizzica la pelle, l'aria che taglia i polmoni. Anche l'odore della neve, lo sai? Quella sensazione di un mondo che si ferma e ti avvolge. Mi manca tutto.>>

James mi guarda con un'espressione curiosa nei suoi occhi è evidente: <<la neve? Davvero? Niente di più cliché e poi qui in Inghilterra nevica>> la sua risata è leggera

<<Lo so, è strano, ma non è lo stesso, non è solo il freddo è la sensazione che tutto, intorno a te, diventi ovattato, più lento, come se ti stesse accogliendo in un abbraccio invisibile. Qui, tutto è sempre troppo veloce, troppo rumoroso>> ammetto con un piccolo sorriso ricordando i momenti belli passati tra la neve insieme a mio fratello

Royalty Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora