Raissa's POV
Sono seduta su un divano di un atelier privato, siamo nel camerino di Isabella, sua madre la sta aspettando fuori con una due delle donne delle rispettive famiglie che hanno sigillato il contratto per il matrimonio.
«Credo che questo ti stia meglio» dico, inclinando la testa mentre Isabella si osserva allo specchio con l'ennesimo velo appuntato tra i capelli.
Lei sospira, le dita che stringono il tessuto come se potesse strapparlo via.
«Deve essere lungo, tradizionale» ripete con un filo di rabbia nella voce, irritata dall'idea di non poter scegliere liberamente ciò che desidera davvero.
Le famiglie Gambino e Colombo sono state fin troppo chiare: la sposa deve rispettare la tradizione. Niente scollature profonde, niente abiti appariscenti: sobrietà, purezza, decoro. Tutto ciò che per loro è sacro va onorato, e il matrimonio è uno di quei simboli intoccabili.
«Dovrei sembrare una delle loro figlie verginelle, usate come merce di scambio, e obbedire come fanno loro non lo sopporto, è il mio matrimonio, non il loro» sbotta, sistemando il velo sul viso con un gesto brusco.
Victoria e Kiara si avvicinano immediatamente, mentre io e Annabelle ci scambiamo uno sguardo carico di preoccupazione.
Victoria le cinge le spalle con dolcezza.
«Questa è solo una maschera, Isabella, tutti sappiamo che non sceglieresti mai un vestito o un velo del genere, ma questo è per loro, per te e Adam sarà solo una messa in scena di qualcosa che vi siete già promessi quando vi siete dichiarati l'un l'altra, per loro è un rito, per voi è qualcosa che è già accaduto»
«Ma io voglio che sia importante anche per noi» ribatte Isabella, con la voce che si incrina appena.
Kiara la guarda dritta negli occhi, ferma ma affettuosa: «lo sarà, non ricorderete le apparenze, ricorderete l'amore che vi lega e quello non ha nulla a che vedere con la mafia o con le loro tradizioni»
Isabella non sembra del tutto convinta, ma il suo sguardo si addolcisce, la tensione nelle sue spalle si allenta appena.
«Non saranno loro a decidere come vi amerete dopo, sarete voi a continuare a scegliervi, tutto questo è solo qualcosa che va fatto per mantenere le loro tradizioni, amarvi invece è stata una scelta vostra che avete preso senza che nessuno di loro potesse dire una parola, potranno anche scegliere sul matrimonio ma non potranno fare nulla per cambiare voi» intervengo, facendo un passo verso di lei.
Dal fondo della stanza, Annabelle interviene con insolito tono malizioso.
«E poi, diciamocelo, ad Adam piaceresti anche con un sacco di patate addosso, dubito che gli importerà davvero come ti sta questo vestito, sarà troppo impegnato a immaginarti senza»
«Annabelle!» la rimprovera sua sorella, arrossendo appena.
La mora alza le spalle, per nulla pentita:«è la verità la divora con gli occhi persino quando indossa quel ridicolo pigiama di Stitch, davvero pensi che farà differenza se sarà pizzo, raso o seta?»
Un attimo di silenzio, poi Isabella scoppia a ridere; una risata piena, liberatoria.
«In effetti non posso darle torto, ad Adam non importerà come sarò vestita... gli importerà solo che io lo scelga e che poi avremo tutta la vita per averci l'un l'altra, soprattutto quella sera... e durante la luna di miele» dice con tono divertito la rossa
La porta del camerino si apre, Iris entra solo la testa e per un attimo i suoi occhi si illuminano contenendo le lacrime.
Effettivamente Isabella, nonostante non sia una sua scelta, è eterea nell'abito che indossa e il velo rende tutto più magico. L'abito è un capolavoro di rigore e maestria artigianale, esattamente come le famiglie Gambino e Colombo avevano preteso: un ritorno a una tradizione italiana quasi ancestrale, dove la castità deve gridare più forte della bellezza.
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Royalty
Romance> Londra, 2023. Victoria Gray, figlia del duca di Kent Leonard Gray e della moglie Mary, ha sempre vissuto negli agi della ricchezza e della nobiltà inglese. Prima in linea di successione, alla morte dello zio, re Philip I, verrà incoronata regina...
