Leonard's POV
La stanza è immersa in una luce lattiginosa, di quelle che precedono l'alba, il lenzuolo accanto a me è stropicciato, ancora tiepido appoggio la mano sulla piega, cercando inconsciamente un corpo che dovrebbe essere lì, ma non c'è nulla. Metto a fuoco la camera e realizzo, con un brivido, che sono nella mia stanza: il letto, i mobili, la scrivania, tutto esattamente com'era. Quando sono tornato dall'ufficio? Mi ha portato Victoria qui?
Mi sollevo di scatto sul letto, il cuore che accelera.
Razionalmente so che Mary non dorme con me da almeno quindici anni, da quando ha deciso di non condividere più il letto con me. Allora chi era stato lì, accanto a me, fino a poco fa? Victoria? Se fosse stata davvero lei, sarebbe ancora al mio fianco è ancora molto presto.
Resto a fissare quella piega nel lenzuolo, la mano ancora poggiata sul tessuto caldo, mentre cerco di dare un senso a ciò che sto vedendo.
Un rumore improvviso — la porta che si apre — mi strappa ai miei pensieri. Mi volto nel momento stesso in cui una chioma bionda corre verso di me, la figura si lancia tra le mie braccia.
«Finalmente ti sei svegliato— la sua voce dolce mi destabilizza— credevo che avrei dovuto chiedere aiuto ai domestici»
La sua voce, il suo profumo, il suo calore... mi travolgono come l'aria gelida d'inverno che ti penetra nelle ossa e ti scuote dentro. La fragranza di gelsomini e fiori d'arancio mi solletica il naso.
Guardo il viso della donna tra le mie braccia, e il tempo sembra essersi fermato sulla sua pelle: i suoi occhi sono vivi, intensi, impossibili. Per un attimo rimango immobile, ogni fibra del mio corpo urla che è impossibile, eppure i miei occhi non mentono: è lì, davanti a me, viva.
«Adele...» mormoro, la voce rotta dall'emozione.
Lei inclina appena la testa, con quell'espressione ironica e dolce che mi disarmava sempre:«che c'è? Hai l'aria di chi ha visto un fantasma» chiede ridacchiando posando una mano sul mio viso ed stintivamente poggio il capo contro di essa, abbandonandomi al suo tocco.
Cristo, quanto mi è mancata.
«Dove sei stata per tutto questo tempo?» chiedo con un filo di voce.
Lei mi guarda, confusa, ma non le do il tempo di rispondere: la stringo a me, le nostre labbra si incontrano in un bacio che sa di gloria.
«Amore, sono qui so che ti manco ogni volta che torno dai miei genitori, ma non pensavo così tanto» sussurra tra un respiro e l'altro, ridendo
Il mondo mi crolla addosso. Genitori? Loro sono morti.
Lo è anche lei, mi ricorda la mente.
«Hai ancora quella paura negli occhi» mormora dolcemente.
«Paura di cosa?» chiedo con urgenza.
«Di svegliarti, amore mio»
Resto in silenzio. No, no, no... la stringo a me, sentendo il suo respiro confondersi col mio.
«Resta qui, con me» sussurro.
«Non posso restare» mi dice, sorridendo:«non puoi trattenere ciò che è già stato, amore mio»
«Ti prego, Adele... ti amo» dico, tenendola stretta.
«Ti amo anche io, Leonard, l'ho sempre fatto e non smetterò mai di farlo» risponde, avvicinandosi al mio volto e baciandomi.
«Adele» il nome mi esplode in gola, ma l'eco si dissolve, lasciando solo silenzio e memoria.
Mi sveglio di soprassalto, l'alba sta già disegnando ombre lunghe tra le pareti della stanza, non dormo mai molto, e questa mattina non fa eccezione, solo che oggi ho un motivo in più per restare sveglio: è tornata nei miei sogni.
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Royalty
Romance> Londra, 2023. Victoria Gray, figlia del duca di Kent Leonard Gray e della moglie Mary, ha sempre vissuto negli agi della ricchezza e della nobiltà inglese. Prima in linea di successione, alla morte dello zio, re Philip I, verrà incoronata regina...
