Capitolo 41; Wrap me in your arms again, the adrenaline makes me shiver

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                                    Sebastian's POV
Siamo tutti seduti a tavola per la colazione e, per una volta, non manca nessuno all'appello. Victoria siede accanto a Simon, seguiti da Damian e Serafina; Annabelle e Raissa confabulano sottovoce mentre attendiamo l'arrivo di mio zio. Io sono seduto accanto a loro, mentre a chiudere la fila ci sono mio padre e mia nonna.

L'atmosfera è tranquilla.

È la prima volta, dal ritorno di James e Arya dalla Russia, che partecipano a un pasto collettivo. Hanno preferito prendersi un paio di giorni per recuperare le forze e smaltire il fuso orario prima di affrontare il rito della colazione reale, e credo abbiano fatto la scelta migliore. Sappiamo bene che mio zio e nostra madre hanno già preparato un interrogatorio in piena regola; al quale servirà una scorta infinita di pazienza.

In questi due giorni abbiamo messo James al corrente di tutto ciò che è accaduto durante la sua assenza. Volevamo che fosse pronto all'ambiente che avrebbe trovato, anche se lui è abituato a navigare in queste acque torbide da sempre. La sua vera, unica preoccupazione è stata Arya.

Ha deciso di rimandare il più possibile questo momento, sapendo che l'invito ufficiale del re non è mai un semplice atto di cortesia, ma un test. Ha voluto concedere alla sua fidanzata il tempo necessario per metabolizzare l'idea e prepararsi psicologicamente.

Poso lo sguardo su di loro: sembrano quasi estraniati dal resto del mondo. Vedo il modo in cui mio fratello la osserva, con una dolcezza che non cerca nemmeno di nascondere, nel tentativo evidente di tranquillizzarla. Arya si è già seduta alla nostra tavola in passato, ma essere invitata personalmente da Philip a farne parte, oggi, ha tutto un altro peso. La vuole studiare da vicino, e questo è molto più significativo di quanto appaia.

Mia nonna, seduta al mio fianco, si china verso papà sussurrandogli qualcosa all'orecchio, lui annuisce impercettibilmente, poi prende la parola: «Arya, James, fate scambio di posto con Sebastian e Raissa, per favore»

Ci guardiamo per un istante, poi eseguiamo l'ordine senza fare domande.

Capisco subito la strategia: spostandoli, James e Arya finiscono tra Leonard ed Elizabeth, fisicamente più distanti dal capotavola e dall'autorità diretta di Philip e Mary. Vogliono che si sentano protetti; la vicinanza di nonna è, probabilmente, lo scudo migliore di cui disponiamo.

Una volta ripresi i nuovi posti, la conversazione riprende.

Noto con piacere come sia papà che la nonna cerchino di coinvolgere Arya in discorsi leggeri, facendole da barriera. Sotto i nostri occhi, la ragazza sembra calmarsi gradualmente, anche se continua a tenere stretta la mano di James sotto il tavolo. Mio fratello lancia sguardi carichi di riconoscenza verso i due.

La quiete, però, si incrina quando Philip e Mary entrano nella sala.

Dopo il buongiorno di rito, Arya cerca immediatamente lo sguardo di James; lui le accarezza la schiena con un movimento lento, quasi invisibile, per infonderle coraggio. Nostro zio e nostra madre prendono posto e iniziano una conversazione amabile, parlando con Elizabeth, Simon e con Leonard, ignorando deliberatamente il resto della tavolata. Per ora, forse, è meglio così.

Vedo Raissa cercare spesso il contatto visivo con la sua amica, offrendole un sostegno silenzioso, imitata da Victoria, Annabelle e Serafina. Siamo un fronte unito, una schiera di sguardi pronti a intervenire.

Improvvisamente, però, il re sembra ricordarsi della nostra esistenza. Il suo sguardo si sposta con precisione chirurgica su mio fratello e sulla ragazza al suo fianco.

«Quindi, James... cosa ci racconti della Russia?» chiede mio zio dal suo posto a capotavola, puntando gli occhi su di lui come un predatore che ha finalmente deciso di iniziare la caccia.

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