Capitolo 21; The smile that you gave me almost felt like dying

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                                    Damian's POV

Tatiana si inchina e io faccio lo stesso con un solo segno di capo, normalmente farei come la donna di fianco a me ma sono stanco di idolatrare e aumentare l'ego a quest'uomo.

Se oggi ci troviamo qui è perché i miei genitori hanno dato lui la libertà di legiferare sulla vita dei loro figli.

Entro senza aspettare altre cerimonie e noto con finto stupore che anche mia zia è presente alla riunione

<<Wow sono stato capace di riunire la famiglia, oggi solo per me, siamo tutti al completo...da quanto non succedeva? Dieci anni? No forse il numero degli anni è  più alto di quanto possiamo contare sulle nostre mani>> mentre parlo guardo mia nonna, lei è stata la causa per cui Margaret è stata cacciata dal palazzo

<<Zia Margaret, un piacere rivederti, adesso quanti anni hai? Oh scusa, non dovrei chiedere l'età ad una donna, ma sai non ci vediamo da così tanti anni, credo che dovremmo aggiornarci sulle nostre vite>>

<<Damian>> mio padre mi riprende

<<Giusto non siamo qui per un evento piacevole, mi dispiace che ti abbiano disturbato solo per il "fallimento" della famiglia, credo che vogliano darmi una lezione proprio come hanno fatto con te, spero che non riporti a galla ricordi dolorosi>>

<<Damian George Gray, siediti immediatamente>> la voce di mia nonna arriva chiara e forte, sorrido, i suoi sensi di colpa la tengono ancora sveglia la notte

È colpa sua se nonno è morto senza avere tutti i suoi figli insieme al capezzale mentre esalava i suoi ultimi respiri.

Faccio come dice Elizabeth, mi siedo nell'unica poltrona libera, l'unica davanti a tutti loro, è come un vero processo.
Io sono l'imputato, ma non c'è difesa, solo la sentenza.

Guardo tutti in faccia, i miei fratelli mi supplicano di smetterla, ma ormai non ho nulla da perdere.

<<Sono qui, aspetto la mia punizione Philip>>

<<Hai tirato troppo la corda ragazzino, stai coprendo di vergogna la nostra famiglia, ho sempre detto a tuo padre che eravate dei ragazzini problematici e che avreste rovinato tutto, ma tu Damian sei il peggiore di tutti, non riusciamo più a contenerti ed è ora che tu ti dia una regolata>>

Lo guardo annoiato, ho già sentito questo discorso mille volte, le sue parole non mi fanno più effetto e avendo fatto pace con l'idea di essere mandato via da qui niente mi turba.

<<Se posso dire, la scelta del discorso è un po' banale, mi aspettavo qualcosa di meglio per la volta decisiva, non hai chiesto al tuo solito segretario di scriverne uno come per gli eventi speciali?>> dico con un piccolo sorrisetto mentre guardo mio zio negli occhi

<<Damian, caro...>> cerca di parlare Margaret ma subito viene zittita dallo sguardo di sua madre

<<Allora, dove mi mandate? Esercito? Un paese sottosviluppato? Un isola deserta? Sono curioso e spero che vi siate sbizzarriti visto che è l'ultima volta che deciderete sulla mia vita>>

<<È adorabile da parte tua pensare che la tua vita smetterà di essere condizionata da noi, fai pace con l'idea Damian Gray, il tuo cognome ti perseguiterà a vita così come lo faremo noi>> Philip mi guarda quasi divertito

<<Sai Philip, dovresti iniziare anche tu ad accettare l'idea che io non sono nessuno dei miei fratelli, anzi per meglio dire non lo sono più. Mi sono stancato di essere il vostro burattino, se dici che il nostro cognome sarà un problema, allora sarebbe il caso di cambiarlo ma non ti darò la soddisfazione vedrai come si può fuggire da questo inferno portando ancora i Gray nel mio nome>> dico alzandomi dalla poltrona

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