Annabelle's POV
Sento Tyler muoversi accanto a me, prima appena, poi con scatti improvvisi, apro lentamente gli occhi, ancora avvolta dal torpore del sonno, e all'inizio non capisco cosa stia succedendo ma quando un lamento spezza il silenzio della stanza, il mio cuore si ferma per un istante.
Si agita nel letto, il respiro corto, spezzato, le dita contratte che afferrano il lenzuolo con una forza quasi violenta, come se quel semplice tessuto fosse una minaccia da cui difendersi poi lo scaglia via, con un gesto brusco e disperato, e in quell'attimo il mio sangue si gela.
Mi sollevo di scatto, il cuore che mi martella nel petto.
La visione davanti a me mi destabilizza: Tyler non è mai stato così. L'uomo che conosco, quello che affronta tutto con calma e controllo, adesso sembra perso dentro un mondo che io non posso raggiungere. I suoi lineamenti, di solito così decisi, sono tesi in una smorfia di paura. Sussurra parole confuse, forse nomi, forse ricordi e io non posso far altro che guardarlo, impotente.
Mi avvicino piano, con la paura di peggiorare la situazione, e lo chiamo a bassa voce:«Tyler...»
Nessuna risposta.
Il suo corpo si tende ancora di più, il respiro si fa affannoso, e per un istante temo che non riesca a svegliarsi, come se fosse intrappolato in un sogno troppo profondo, troppo reale.
Non era mai successo che avesse un incubo, non quando dorme con me. Quando abbiamo iniziato a condividere le notti, mi aveva avvertita, mi aveva detto che a volte il passato tornava a bussare nei momenti più silenziosi, quando la mente abbassa la guardia ma nulla, mi aveva preparata a questo.
Vederlo così, prigioniero dei propri demoni, mi lacera dentro.
Mi sento inutile, piccola, spettatrice di una battaglia che non posso combattere per lui.
Ogni suo movimento, ogni respiro affannato, è una ferita che non so come medicare.
Mi chino su di lui, le mani che tremano mentre gli sfioro il braccio:«Ty sei al sicuro, svegliati Tyler»
Lui non risponde, si muove mormorando qualcosa che non capisco.
Sento il panico crescere dentro di me, ma cerco di mantenermi calma. Gli accarezzo il viso, scostando i capelli dalla fronte bagnata di sudore.
«Ti prego, svegliati...» sussurro.
Il leggero tocco che uso per cercare di svegliarlo sembra peggiorare la situazione, e allora allontano subito le mani dal suo corpo. Il suo viso si contrae, le labbra si muovono appena come se stesse parlando con qualcuno che non sono io, una parola spezzata gli sfugge dalle labbra, e il mio nome non è tra quelle.
Arretro di un passo, il cuore in gola ho paura di toccarlo di nuovo, paura di essere io a trascinarlo più a fondo in quell'incubo che lo tiene prigioniero. Le mie dita restano sospese nell'aria per qualche secondo, poi le stringo a pugno, impotente.
«Tyler...ti prego torna da me» lo richiamo piano, quasi in un soffio
Lui si muove ancora, le spalle tese, il respiro sempre più corto, sembra lottare contro qualcosa che solo lui può vedere.
Mi inginocchio accanto a lui, indecisa se intervenire o aspettare che si calmi da solo. Non ho mai avuto paura di Tyler, mai, ma ora la sensazione che mi attraversa è diversa — non paura di lui, ma per lui. È come se una parte di me sapesse che ciò che sta vivendo in questo momento è troppo profondo per essere scacciato con un semplice abbraccio.
Mi mordo il labbro, trattenendo le lacrime, non so cosa fare e questo mi spaventa. La stanza è immersa nel silenzio, rotto solo dal suono irregolare del suo respiro.
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Royalty
Romansa> Londra, 2023. Victoria Gray, figlia del duca di Kent Leonard Gray e della moglie Mary, ha sempre vissuto negli agi della ricchezza e della nobiltà inglese. Prima in linea di successione, alla morte dello zio, re Philip I, verrà incoronata regina...
