Capitolo 32; When we were young

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                                        Sebastian's POV

Siamo all'aeroporto, ieri Tyler mi ha chiamato dicendoci che sarebbero stati di ritorno questa mattina stessa. Mi passo una mano tra i capelli mentre fisso le vetrate, aspettando di vedere il jet atterrare, da ieri non riesco a togliermi dalla testa la voce di Victoria al telefono: strana, tesa, non la riconoscevo. Annabelle era diversa, più controllata, ma anche lei scossa. Se loro due suonano così, significa che questa volta c'è davvero qualcosa di grave.

Sento una mano intrecciarsi alla mia.
Raissa è al mio fianco, i suoi occhi calmi:«tranquillo» mormora

«Se ti vedono in ansia sarà peggio»

Annuisco piano, stringendo la sua mano come a rubarle un po' della sicurezza che non ho, c'è qualcosa di inusuale in tutto questo e mi rende nervoso, lei poggia la testa al mio braccio e per un istante mi sembra di poter respirare.

Non sono l'unico agitato, davanti a me James non sta fermo un secondo, fa avanti e indietro come una trottola. Arya gli parla sottovoce, lo segue con lo sguardo, cerca di trattenerlo con frasi che non colgo ma che sembrano bastare a tenerlo ancorato.

Damian mi ha chiamato stamattina, aveva letto le notizie ed era preoccupato per la reazione di Simon, l'ho rassicurato come ho potuto dicendogli che Vic stava bene e che l'avrebbe sentita al ritorno, ma so che anche lui ha capito che c'è sotto qualcosa di più.

«Andiamo, hanno annunciato che il loro jet è atterrato» dice Arya indicando lo schermo degli arrivi dove la scritta "Royal flight" compare con accanto la scritta "atterrato".

Seguiamo la direzione indicata e quando scorgo il velivolo capisco subito che non è il nostro solito jet. È militare e questo significa solo una cosa.

Le scale si aprono, per primi scendono Tyler e Archie, dietro di loro le nostre sorelle, ultimi Damian e Axel, che parlano fitto come se stessero accordandosi su qualcosa.

«Dovevamo immaginarlo che avresti fatto qualcosa del genere» parla James verso Dam, cercando di mascherare la tensione con sarcasmo.

Dam si limita a un cenno, il suo sguardo non tradisce nulla, quando Victoria ci raggiunge non regge più la maschera: ci stringe in un abbraccio a me e a James, forte, quasi disperato.

Restiamo così per minuti che sembrano ore, finché la sua voce rotta sussurra:«com'è andata in Spagna?»

«Aaah, la solita rottura di palle, siamo così belli che siamo stati gli unici a ricevere i complimenti da parte dei giornalisti» risponde James con un mezzo sorriso.

Victoria ridacchia, ma la luce nei suoi occhi si spegne subito.
Torna seria.

Mentre Anne abbraccia Raissa e Arya, le vedo scambiarsi parole veloci. Le due ragazze reagiscono all'istante, con uno sguardo d'intesa che non mi sfugge.
Mi guardo intorno: nessun giornalista, nessuna macchina fotografica puntata su di noi, allora perché si sono irrigidite?

«Che ne dite di tornare a palazzo?» propone Axel avvicinandosi, la sua voce esprime più un ordine che un invito

«Lì potremo parlare con calma» aggiunge Tyler

Lo fisso per qualche secondo, poi scambio uno sguardo con Archie che però non sostiene il contatto visivo per troppo tempo

«Va bene, andiamo a casa» rispondo semplicemente

Tutti entriamo nelle macchine mantenendo il silenzio e lo stesso succede fin quando non varchiamo le porte di palazzo.

Tutti i dipendenti appena vedono Victoria ed Annabelle fanno un breve inchino in segno di rispetto, come etichetta prevede,  e poi danno ad entrambe il ben tornato accompagnato da un caloroso sorriso.

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