Capitolo 14

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Quel cavolo di streching era fastidioso, mi tirava tutti i muscoli e mi faceva venire mal di schiena. A fine settimana mi ritrovavo come una vecchina con i peggio acciacchi, e ciò mi faceva preoccupare: avevo 19 anni, sarei invecchiata precocemente. La coda alta che mi ero fatta ondeggiava ad ogni mio passo e ad ogni mio esercizio, e mi dava non poca noia.

Ma ciò era il meno, dato che una certa ragazza -o meglio, troia, ops- stava spudoratamente provando a conquistare un ragazzo che mai sarebbe stato suo, o almeno fino a che sarebbe interessato a me.

Il coach si era dileguato da qualche minuto per sbrigare un qualcosa per la scuola, così noi ne avevamo approfittato per cazzeggiare o ridurre l'intensità dell'allenamento -cosa che avevo fatto io-, oppure qualcuno in particolare, appunto, ne aveva approfittato per andare a flirtare con Mattia, il quale la stava guardando con estremo interesse. Era già successa una cosa simile durante l'allenamento fuori la settimana scorsa, ma lui cercava soltanto di non farle vedere che gli stava rompendo le scatole, mentre stavolta mi sembrava veramente preso dalle parole di quella sottospecie di ragazza. Condividevamo la palestra per gli allenamenti con la squadra di calcio, anche perchè era dicembre, e io non avevo proprio la forza di beccarmi una febbre a 40° e una broncopolmonite solamente facendo un allenamento.

«Un giorno di questi la faccio fuori, giuro» borbottai, mordendomi il labbro dalla rabbia.

«Non ti irritare più di tanto» esordì Klaudia.

«O almeno, non dare a vedere che sei arrabbiata» aggiunse Valentina.

«E' proprio questo che vuole, vederti incazzata» commentò Francesca.

«Non farci caso» concluse Silvia.

Ennesimo allenamento, ennesima Shaila, ennesime tecniche di 'seduzione'.

Dannata Shaila, dannata gonna eccessivamente corta, dannato Mattia che ci sta.

Sbuffai sonoramente e ripresi ad allungarmi, arrivando con il palmo delle mani a terra, vedendo con la coda dell'occhio lo sguardo del moro soffermarsi sul mio sedere.

Eh no, caro mio, te ne stai a parlare con Shaila? Non provare a venire da me, non sono la ruota di scorta.

«No, cioè, ma guardate lui più che altro!» esclamai, senza farmi sentire dalle amiche di quella «con Shaila ormai ci sono abituata e non mi stupisco, ma lui!»

«Ma farà come l'altra volta, dai» cercò di difenderlo Klaudia.

«O vorrà farti ingelosire apposta» ipotizzò Francesca.

«Avrà tutte le sue ragioni, ma stavolta mi sente» mi rimisi in piedi, rivolgendo loro un'ultima occhiata.

Andammo tutte e cinque verso la panca per fare streching, questa volta per le gambe, tanto per fare qualcosa, perchè se non avessi avuto niente da fare, sarei andata lì e le avrei sbattuto la testa contro il palo della portiera da calcio.

Lì vicino ci avevo poggiato il telefono, che aveva vibrato una volta e si era illuminato, segnalandomi l'arrivo di un messaggio.

Un nuovo messaggio ore 16.55
da: Sconosciuto
è un po' che non ci vediamo, e sinceramente, non vedo l'ora di rifarlo. scommetto che sei diventata ancor più bella.

«Chi è?» sbadigliò Silvia.

«Non lo so..non ho questo numero» risposi, storgendo la bocca.

Un nuovo messaggio ore 16.56
a: Sconosciuto
Chi sei?

«Mmh, un ammiratore segreto» scherzò Valentina, alzando notevolmente il tono della voce.

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