Harry Styles
"Devo portare un'accompagnatrice?" ringhiai nel telefono. Questo stupidissimo uomo mi stava facendo saltare i nervi. Un'accompagnatrice? Non avevo tempo di trovare un'accompaagnatrice.
"Si, Harry," rispose, la sua voce ferma e piena di divertimento. Sembrava che le persone si divertissero ad infastidirmi.
"Non sto uscendo con nessuno al momento," scattai, roteando gli occhi alle sue parole. "Quindi, non ho nessuna ragione di portare un'accompagnatrice."
"Beh, Harry, forse potremmo dimenticarci di farti avere un posto nel Consiglio," disse, il divertimento era sparito dalla sua voce. Non era esattamente un uomo facile con cui avere a che fare. Indipendentemente dal fatto che era bravo a persuadere le persone.
Pensai per un momento, che avrei potuto portare Alexandria, giusto? Niente di romantico, strettamente professionale.
Avevo bisogno di quel posto nel Consiglio.
"Va bene, sarò lì con," mi fermai, quasi mi soffocai con le mie stesse parole, "Un'accompagnatrice."
"Fantastico, non vedo l'ora di vederti, figliolo," disse, la sua voce tornò divertita.
"Anche io, nonno," disse, non riusciendo a dire un'altra parola.
Mio 'nonno' non era per niente un nonno, era più un capo esigente che pensava che se non eri moribondo e esausto (che era successo poco prima, ma questa è un'altra storia) non stavi lavorando sodo abbastanza. Mio nonno era un grande stronzo. E lo odiavo per questo. Le parole 'ti voglio bene' non erano mai uscite dalla sua bocca, specialmente nei miei confronti. Sembrava avere un parte extra cattiva nel suo cuore per me, perchè il suo odio nei miei confronti era opprimente.
Ma, aveva accettato di darmi un posto nel Business Council of New York. Un onore d'elite dove solo i quarantenni che tradivano le loro mogli molto di più di quanto lavorassero potevano essere coinvolti. Tuttavia, aveva accettato di farmi entrare, il che significava che gli dovevo molto. Che a sua volta significa che ero in debito con il diavolo.
"Signor Styles?" Alexandria entrò nella stanza, la sua gonna troppo corta e la sua blusa troppo stretta.
"Salve, Signorina Turner," dissi, cercando di evitare la domanda che ero costretto a farle.
"Hai bisogno di qualcosa? Mi hai chiamato..." disse, i suoi occhi incontrarono i miei e sostenne il mio sguardo.
"Bene, ti piacerebbe accompagnarmi alla cerimonia di apertura del Consiglio, stasera?" chiesi, respirando profondamente e cercando di non roteare gli occhi cosi da sembrare spiritoso.
La sua faccia sembrò perplessa per qualche secondo ma poi rispose con la risposta più orribile di sempre.
"No," disse, lanciandomi un'occhiata imbarazzata. "Ho dei piani per stasera."
"Stai scherzando?" scattai. "Sono il tuo capo..."
"Che mi ha appena chiesto di uscire," sorrise, incrociando le braccia. "Se me l'avessi chiesto la scorsa settimana e fosse stato obbligatorio, ci sarei stata di sicuro. Ma esco con i miei amici stasera."
"Sei licenziata," ringhiai, incazzato.
"Signor Styles, non lo intende veramente. Quindi tornerò semplicemente al lavoro," disse, leggermente divertita.
Odiavo che lei avesse ragione. Non avrei mai potuto licenziarla. Era la ragione per cui la mia vita era cosi 'insieme'. Se non ci fosse stata lei, non avrei avuto alcun tipo di organizzazione.
Dovevo trovare un'accompagnatrice. Veloce.
Erano le sette del mattino ed ero pronto a chiamare tutte le ragazze che conoscevo.
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Empire. H.S. [Italian Translation]
FanfictionLa vita di Samantha Anderson si stava finalmente sistemando. Aveva frequentato la scuola dei suoi sogni, la NYU, aveva ricevuto un'opportunità di stage in una nuovissima agenzia di moda, la Tomlinson Designs, e aveva un fidanzato che la amava immens...
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