42 - Comportamenti Irrazionali

11.6K 420 35
                                        

Harry Styles

Odiavo l'istinto dentro di me che mi spingeva verso di lei. Quella piccola parte di me che non riusciva a resitere alla bellissima donna in piedi di fronte a me. Non sarei dovuto essere quel tipo di ragazzo. Il ragazzo che avrebbe rinunciato a tutto per una ragazza. Non ero quel ragazzo. Non potevo essere quel ragazzo. Ma, mentre lei stava in piedi davanti a me, tutti i compromessi a cui ero giunto con me stesso si dissolsero improvvisamente.

Era così bella.

Ma non era quello che me la faceva volere così tanto. Era la sua ilarità. La sua intelligenza che non sfruttava come avrebbe dovuto. Anche la sua innata gentilezza. Lei era tutto ciò di cui un uomo aveva bisogno e che voleva. E io non ero capace di apprezzarlo abbastanza.

Perchè non potevo. Lei stava con quella faccia da culo. Ma, di nuovo, era quello di cui aveva bisogno e quello che avrebbe dovuto avere. Non ero una brava persona. Non ero capace di gestire le emozioni per avere una relazione. Non ero romantico, ero uno stronzo. Uno che non si sarebbe dovuto sposare o avrebbe dovuto frequantare qualcuno.

E quello era il motivo per cui non potevo lasciarle credere che tra di noi ci sarebbe potuto essere qualcosa. Perchè l'avrei solo ferita.

La lasciai andare delicatamente. Lei mi fissò confusa. Liam entrò nella stanza e noi ci separammo.

Lei parlò, "Le porterò il suo thè subito, Signor Styles."

Annuii e lanciai un'occhiata a Liam che beveva la sua acqua. "Abbiamo molto di cui discutere."

~

Quando finalmente risolvemmo tutto, erano le sei del mattino, l'ora esatta in cui iniziava la mia giornata lavorativa. Sospirai appena Liam lasciò il mio ufficio, entrando nell'ascensore. Alexandria e Samantha erano sedute in un ufficio mentre parlavano di fronte ad un caffè.

Mi aggregai a loro, guardandole. "Signorina Turner, puoi andare a casa, non preoccuparti di venire a lavorare oggi."

Sorrise e mi ringraziò prima di afferrare la sua borsa, "Chiamami Sammy, potremmo andare a pranzare insieme qualche volta!"

Samantha annuì sbadigliando, "Certo, è un'idea fantastica!"

Alexandria lasciò me e Sam da soli e ci guardammo.

"Tutto risolto?"chiese, rimettendosi gli stivali. La sua giacca era stata lanciata sul tavolo ed era rimasta con addosso un top enorme e un paio leggings.

"Speriamo, le azioni ci diranno se abbiamo davvero risolto tutto," le dissi, afferrando la sua giacca e aprendogliela a mezz'aria così che lei potesse scivolarci dentro. Solo perchè non potevo stare con lei, non significava che dovevo essere uno stronzo e non un gentiluomo.

Annuì e indossò la giacca. Si tirò su i capelli perchè non si incastrassero sotto il cappotto. Erano raccolti in uno chignon riccioluto che mi fece sorridere leggermente. Amavo quando si legava i capelli. Era indipendentemente bellissima, ma poter vedere la sua faccia e il suo collo si aggiungeva alla lista di cose che mi facevano morire per lei.

"Quindi, dimmi," le dissi. "Come hai fatto ad entrare in casa mia prima?"

"Oh, io e il portiere siamo buoni amici. Mi ha riconosciuta e mi ha lasciato salire. Ti prego non licenziarlo!" rise di gusto, scuotendo la testa.

"Mai," ridacchiai. Ma comunque, ero un po' arrabbiato che lei fosse entrata così. Se fosse stato qualcun'altro l'avrei immeditamente licenziato. Ma dal momento che era Samantha, non ero così arrabbiato.

"Rimani al lavoro oggi?" mi chiese, afferrando la sua borsa e mettendola sulla spalla. Incrociò le braccia al petto, sorridendomi.

"Probabilmente, tu invece andrai al lavoro?" le chiesi, alzando le maniche della camicia sulle braccia, scoprendo i tatuaggi che coprivano il mio corpo. Erano sempre stati visti dagli altri come sengo di poca professionalità, quindi solitamente non li mostravo sul posto di lavoro. Ma Samantha li aveva già visti tutti.

Empire. H.S. [Italian Translation]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora