Samantha Anderson
La cena era stata dolorosamente imbarazzante. Specialmente la parte in cui tutto quello che riuscivo a sentire erano Luke e Riley che discutevano di me e di quella che pareva essere la loro nuova relazione.
La realizzazione non mi aveva ancora colpito. Ma sapevo che io e Luke eravamo vicini alla nostra fine. Anzi, probabilmente l'avevamo già raggiunta. Mi erano ormai successe troppe cose per poter anche solo pensare che noi due potessimo ancora funzionare. Potevo continuare questa farsa ancora per un po'. Fino che non sarebbe diventata troppo dolorosa.
La presenza di Harry non aiutava. Volevo stare con lui e non fingere di odiarlo con ogni fibra del mio essere, mi veniva impossibile farlo. Nonostante non fosse perfetto, era quel qualcosa nella mia vita che non avevo mai sperimentato prima.
Tutto quella cosa del "grande e potente amore" non mi era mai sembrata reale. Quel sentimento incontrollabile nei confronti di qualcuno che ti lega a loro per sempre. Quella sensazione si essere incapace di lasciarli uscire dal tuo cuore. Quei sentimenti, prima di lui, mi sembravano così sconosciuti e poco realistici.
Ma provavo esattamente quelle cose nei confronti di Harry. Era l'unica persona che potevo immaginare di amare. Non amavo più Luke. Non lo facevo da un pezzo, almeno non in un modo romantico.
Harry era quella persona per me. Ma non ero comunque sicura di come avrei potuto stare con lui. Se lui sarebbe mai riuscito a stare con me, e io con lui.
Non avevo idea di come sarebbe andata a finire.
"Sembri molto presa dai tuoi pensieri," disse mia madre, arrivando dietro di me e legando le braccia attorno al mio bacino, mentre io afferrai il piatto che stavo lavando ormai da cinque minuti. "Un centesimo per un pensiero?" [È un modo di dire]
"Non è niente," le dissi in un borbottio. Non le avrei detto niente riguardo Luke e Riley, avrebbe solo causato ulteriori problemi. "Sono stanca e piena, non posso fare a meno di mettermi a pensare alla vita."
"Posso parlarti di una cosa?" disse, guardandosi intorno per assicurarsi che la cucina fosse vuota. Annuii e posai il piatto nel lavabo che splendeva grazie alla mia pulizia miticolosa. "Tu e Luke non state più insieme, vero?"
Rimasi sbalordita. Ma come diavolo..?
"Di cosa stai parlando?" chiesi, sollevando un sopracciglio.
Ridacchiò, "So leggere molto bene il linguaggio del corpo, non c'è più un filo di romanticismo tra voi in questi giorni. Non come ce n'era prima."
Percepii le lacrime inondarmi gli occhi. La forte Samantha sembrava essere arrivata al suo punto di rottura.
La Samantha dal cuore spezzato era pronta a fare la sua entrata.
"Oh tesoro," piagnucolò mia mamma, stringendomi a lei. Singhiozzai sulla sua spalla, tutte le emozioni che avevo provato negli ultimi mesi si liberarono in un pianto sommesso. Ero andata. Completamente finita. Sentivo le lacrime farsi così pesanti che mi facevano male fisicamente. Tutto quello che volevo era la mia mamma, in quel momento. Racchiuse i miei capelli in una mano e mi strinse più forte mentre piangevo, i sentimenti stavano prendendo il sopravvento.
Mi sussurrò parole rincuoranti all'orecchio. Tutte queste includevano: "Va tutto bene", "Non preoccuparti."
"Sta precipitando tutto," piansi, guardandola con quelli che sapevo erano due occhioni da cucciolo.
"No, dolcezza, non è così. Sembra così, ma tu non hai bisogno di lui. Non ne hai mai avuto. Nessuna donna ha bisogno di un uomo. Potrà anche sembrarti che hai bisogno di lui o che ti senti persa senza di lui, ma alla fine tu sarai più forte. Certo, un uomo è piacevole da avere intorno, ma non ne hai bisogno."
Le sue parole mi confortarono, ma, nella mia testa, fecero davvero poco per guarire le ferite che Luke aveva lasciato. Tuttavia, mi avevano dato speranza per quanto riguardava Harry. Non avevo bisogno di Harry. Ma sicuro come l'inferno lo volevo, comunque non era di vitale importanza. E dovevo di ricordarmelo.
"Grazie," sospirai, la mia gola era troppo secca per colpa del pianto per riuscire a far uscire un suono decente. Ero frustrata dalla mia vita, a quel punto. La mia vita amorosa stava cadendo a pezzi, non bastava che fosse già quasi completamente distrutta. La mia famiglia non aveva idea dei mie problemi, eccetto per quella stronza di mia sorella. E infine, ero un'amica schifosa che chiamava raramente e mi comportavo come se non mi importasse di nulla.
Volevo solamente sprofondare nel letto e piangere. Ma dovevo essere forte. Più forte di quanto non fossi mai stata. Quando mi staccai da mia mamma sentii le lacrime finalmente asciugarsi. Mi guardò intensamente mentre mi ricomposi.
"Ti voglio bene, tesoro mio, starai bene."
Volevo rispondere ma non sembrava necessario al momento. Lasciò la stanza e mi appoggiai al bancone, respirando profondamente. Guardai nella finestra che si trovava sopra il lavabo e osservai il mio riflesso. Erano cambiate tanto cose nell'ultimo anno. Non ero più la bionda spumeggiante che ero una volta. Sembravo sciupata e più matura.
I miei capelli erano cresciuti, ma erano scalati e più voluminosi, ora. I miei occhi più definiti e singolari. Le guance erano magre, gli zigomi sporgenti. Le labbra erano imbronciate. Tutto. Ero una persona diversa.
Tuttavia, c'era ancora qualcosa di familiare in me. I capelli biondi che mi avevano sempre fatta sembrare meno intelligente di quanto fossi in realtà. Il naso che mi era sempre sembrato troppo piccolo o troppo grande. E le mie sopracciglia che sembravano crescere e diventare folte troppo in fretta.
Spostai gli occhi dalla finestra non appena vidi la mia espressione. La triste, eccessivamente stanca ragazza che voleva un ragazzo che non l'avrebbe mai amata.
~
"Mi dispiace tantissimo di essermi presentata, tipo, cinque ore in ritardo," rise Aria nel momento in cui entrò nel mio appartamento. Gettò le sue braccia magre attorno al mio collo, sorridendo. "È venuto da me stamattina e credo che abbiamo risolto? Non lo so, comunque dovevo venire qui e raccontarti un po' di cose."
"Sono contenta che tu sia qui," sorrisi, felice di avere un'amica in casa. La mia famiglia era seduta in salotto, con Harry, Louis e Eleanor seduti insieme a loro. Aria mi sorpassò e si sedette ai piedi di mio fratello, Ethan.
Erano sempre andati d'amore e d'accordo. Lei bilanciava molto bene la sua personalità travolgente.
"Hey Aria!" strillò mia madre, eccitata di vedere la mia migliore amica. "È passato così tanto tempo dall'ultima volta che ti ho visto, mia cara!"
"Come stai?" disse Aria, avvicinandosi a mia mamma. Mi tirai subito fuori dalla loro conversazione, sedendomi sul divano, di fianco a Harry. Mi rifiutai di sedermi troppo vicina a lui, ma provai a gestirlo.
"Hey," disse Harry, si avvicinò a me e sussurrò al mio orecchio.
"Ciao," mormorai.
"Mi dispiace," fu tutto quello che disse prima di ritornare alla sua conversazione con Louis. Si spostò delicatamente più vicino a me e afferrò la mia mano, astutamente senza farsi vedere. La strinse nella sua in modo rassicurante e quasi piansi un'altra volta. Il suo conforto era qualcosa di cui avevo bisogno.
E ora ce l'avevo.
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Giulia's Note
Oggi non ho (stranamente) molto da dire, l'unica cosa che vorrei dirvi è di tenere bene a mente le parole della mamma di Sam, chè nonostante sia una storia inventata quelle sono vere ;)
Detto ciò, ci vediamo al prossimo capitolo che arriverà presto; mi raccomando commentate!
Un abbraccio, Giulia x
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Empire. H.S. [Italian Translation]
FanfictionLa vita di Samantha Anderson si stava finalmente sistemando. Aveva frequentato la scuola dei suoi sogni, la NYU, aveva ricevuto un'opportunità di stage in una nuovissima agenzia di moda, la Tomlinson Designs, e aveva un fidanzato che la amava immens...
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