Harry Styles
Ero rimasto sorpreso che Samantha avesse firmato l'accordo. Voglio dire, sapevo che le mie abilità di persuasione erano buone. Ma cosi buone? Mai. Aveva una testa dura, ma la mia minaccia l'aveva chiaramente portata oltre il limite. Il suo lavoro era importante per lei, qualcosa che effettivamente ammiravo.
Non che volessi arrivare a tirar fuori questo argomento, ma era tutto quello su cui potevo puntare per farle firmare quell'accordo.
L'accordo. Dormire con Samantha era stato un errore di enormi dimensioni. Non sarebbe dovuto succedere io avrei dovuto sicuramente fermare questo sbaglio invece di incoraggiarlo. Ma non l'avevo fatto.
Mi ero stupito da solo, in effetti. Ero un ragazzo incredibilmente professionale, ed avevo appena commesso la cosa meno professionale che un uomo d'affari potesse commettere. Avevo dormito con un'impiegata. Non solo questo, avevo infranto la prima regola che mi ero imposto per me stesso.
Lei era una stagista e io un miliardario. Posseddevo praticamente un Impero e lei lavorava per me.
Bruno mi aprì la portiera, facendo un cenno del capo. Lo salutai anche io ed entrai nella macchina, ghignando e mettendo i documenti che Samantha aveva appena firmato nella cartellina.
"Dove Signor Styles?" chiese Bruno, abbassando il vetro tra di noi.
"L'ufficio, ho ancora delle cose da sbrigare," risposi, mentre mi preparavo un Manhattan. L'acohol era dannatamente buono a quell'ora.
Lui chiuse il vetro senza continuare la conversazione. Il mio telefono vibrò di fianco a me, arrivarono diverse email e chimate dei miei impiegati.
Finalmente, pensai, una chiamata di Louis.
"Styles," dissi nemmeno pensando di salutarlo.
"Bene, ciao anche a te," rise Louis. Potei praticamente vederlo roteare gli occhi. "Vuoi venire a cena da me stasera? Eleanor è appena tornata da Parigi e vuole fare una cena tranquilla con gli amici."
"Si, perche io amo andare a cena con una coppia sessualmente più attiva di me e tutto i loro amici fidanzati," dissi, lasciando trasparire il sarcasmo.
"Aw amico, credo tu sia geloso," disse Louis, ignirando completamente il mio tono rude. Era l'unica persona che capiva la mia intensità [so che apparentemente non ha molto senso ma é il termine piu appropriato che conosco per tradurlo.] e il mio bisogno di ordine e professionalità. Mi lasciava essere cosi senza nemmeno pensare di cambiarmi. In poche parole, mi rispettava. E a volte mi invidiava. Louis era un ragazzo da cuore sulla manica, mostrava sempre le sue emozioni e qualche volta le lasciava immetersi nei suoi affari. Questa era in parte una motivazione per cui lui volesse i miei investimenti. Sapeva che niente di personale avrebbe interferito nei miei investimenti, ancora prima di conoscermi. Era la mia reputazione nel mondo degli affari.
Ed era vero. Anche se condividevamo una grande amicizia, non aveva mai interferito nei nostri affari. Se voleva più soldi e io pensavo che non era opportuno darglieli, non lo facevo. Lui lo rispettava e lo capiva.
"Quindi, ci farai compagnia?" chiese di nuovo Louis. Era un ragazzo persistente, qualcosa che aveva imparato negli anni. "E in più, non inviteremo solo coppie!"
"Se ti farà stare zitto, va bene," mormorai, pentendomene immediatamente. Le cene di Luis erano sempre una rottura di scatole. Consistevano tipicamente in Louis che faceva lo stupido ed Eleanor che gli urlava contro di non metterla in imbarazzo.
Come ho detto, Louis non era considerato come 'professionale'.
"Grande, ci vediamo alle 8," disse Louis riagganciando velocemente.
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Empire. H.S. [Italian Translation]
FanfictionLa vita di Samantha Anderson si stava finalmente sistemando. Aveva frequentato la scuola dei suoi sogni, la NYU, aveva ricevuto un'opportunità di stage in una nuovissima agenzia di moda, la Tomlinson Designs, e aveva un fidanzato che la amava immens...
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