43 - Scontri Amichevoli

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Harry Styles

Il mio comportamento al lavoro non era così orribile da mesi. Da quando avevo incontrato Samantha, mi ero ritrovato ad urlare contro le persone sempre meno. Ma oggi, Harry Styles, il capo, era tornato.

"Jones, stai zitto e torna al lavoro," dissi all'uomo che stava piagnucolando davanti a me e che corse immediatamente fuori dall'ufficio. Alzai gli occhi al cielo, quel ragazzo era un maledetto incompetente. Scorsi tutte le mie email, pentendomi di aver dato il giorno libero a Alexandria.

Avevo bisogno che qualcuno mi aiutasse con tutte queste stronzate.

Sentii bussare alla porta e sospirai, mentre il suono persisteva.

"Avanti," praticamente urlai appena la porta si aprì. Entrò Niall Horan in un completo professionale.

"Styles, amico mio," ridacchiò Niall, avvicinandosi per stringermi la mano. Non avevamo un incontro o sbaglio? Ero irritato del suo arrivo improvviso, specialmente se non era previsto che lo incontrassi.

"Come stai?" chiesi, riprendendo posto sulla mia sedia.

"Fottutamente bene, amico, e tu?" Senza neanche darmi l'opportunità di rispondere alla domanda, continuò. "Andiamo a prendere qualcosa per pranzo, stavo passando proprio sotto il tuo palazzo e ho pensato hey, non vedo il mio amico Harry da un po', dovremmo andare a pranzo, quindi eccomi qui."

"Non ho davvero tempo Niall," o meglio, non ho voglia, avrei voluto aggiungere. Ma non avrei perso un socio per colpa del mio cattivo umore. Anche se non ero sicuro si trattasse di un umore, o se ero veramente fatto così.

"Sì che ce l'hai, forza, stiamo andando. Hai bisogno di un drink, hai un aspetto orribile," disse, alzandosi dalla sua sedia.

Sospirai e feci lo stesso, infilandomi la giacca e seguendolo.

Me ne sarei sicuramente pentito.

~

Dopo una bottiglia di whiskey io e Niall eravamo più che allegri.

Non avevo mai pensato che potesso essere amici così intimi, ma a quanto pareva lui pensava che fossimo migliori amici.

"Amico, non ho idea di cosa fare con la mia signora," mi disse Niall, scuotendo la testa e prendendo un sorso della birra irlandese che aveva appena ordinato. "Nel senso, io la amo, ma il matrimonio è duro. Non l'ho mai visto come una cosa che facesse per me."

"Niall, fai semplicemente come me e manda a puttane tutte le possbilità che hai. Funziona dannatamente bene con me," mormorai. Era una giornata particolarmente arrabbiata e ubriaca. Tutti i sentimenti che avevo provato per Samantha sembravano sgorgare fuori dal mio copro in quel momento.

Niall, dall'altro lato, era emotivo e divertito. E aveva piacere a mantenere una conversazione.

"Ma io la amo, capisci cosa intendo?"

"No, non molto," sospirai. L'amore non sembrava essere nelle mie carte. Non penso che fossi mai stato innamorato prima di allora, e di certo non avevo amore da dare ad un'altra persona. Le uniche persone che amavo veramente erano mia mamma e mia sorella.

Tutto qui.

"Le donne sono pazze, amico," mi disse Niall, scuotendo di nuovo la testa, fece scivolare un sigaro tra le sue labbra. "Ma Dio, io amo fottutamente tanto Claira. Anche se qualche volta si comporta da matta. Sono sicuro che anche tu prima o poi troverai una ragazza così."

"Io invece non ne sono molto sicuro," borbottai, prendendo ancora whiskey. Eravamo seduti sul bancone di legno. E la roba che stavo bevendo era davvero buona, molto più gradevole del tipico whiskey.

"Bene, cazzo amico, devi tornare a lavoro," esclamò Niall, guardando il suo cellulare che squillava.

Brontolai in disappunto, "Non credo di poter lavorare in queste condizioni."

Empire. H.S. [Italian Translation]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora