Samantha Anderson
Appena corsi via da Harry, i miei tacchi ticchettarono sul terreno e mi imbattei in una folla di newyorkesi arrabbiati. Facevano qualla specie di grugnito che eri solito sentire dalle persone di città quando gli sbattevi contro. Avevo ricevuto anche qualche dito medio.
Ma ero troppo infastidita ed annoiata per interessarmene.
Harry era diventato il ragazzo che avevo sempre pensato lui fosse.
Una parte di me, un piccola parte davvero esigente aveva creduto che potesse essere diverso.
Ma quello era lui. Era quel tipo di ragazzo. Era lo stronzo che dormiva con le impiegate. Proprio come mi ero aspettata.
Avevo veramente voluto credere che fosse una persona diversa.
Le parole di Trip avevano senso. Arrivarono proprio al momento giusto, per chiarire tutti i dubbi che avevo su Harry. Non era un ragazzo ferito in cerca dell'amore. No, era solo un coglione.
"Stronza, guarda dove vai," disse un uomo come sbattei contro di lui con molta più forza del normale.
"Scusi," mormorai, stringendomi la borsetta al petto. Stavo congelando ed ero stanca e volevo solo andare a casa e farmi una doccia calda. La parte peggiore era che mi ero scordata di prendere la giacca, il che rendeva tutto ancora più uno strazio.
Mi strinsi le braccia attorno al corpo e inizia a velocizzare il passo. In quel momento, mi pentii di non aver accettato il passaggio di Harry. Ma nel secondo in cui mi aveva chiamata 'Sam' avevo sentito il bisogno di andarmene. Non ero pronta a spiegare il significato di quel nomignolo a lui.
O a nessun altro.
Le strade della città erano piene di persone alle quali non importava una merda di me.
Nella mia vita, non mi ero mai sentita cosi sola e senza speranze. Avevo preso quella stupida decisione di dormire con Harry, che mi aveva messo nei casini con Luke. Riuscivo a malapena a guardarlo. Non solo quello, non avrei potuto neanche parlarne con Aria. Dal momento che avevo firmato l'accordo e promesso ad Harry che non ne avrei parlato con nessuno.
Era bloccata tra una roccia ed un terreno caldo.
Il terreno caldo era il cazzo di Harry.
Il mio cuore non voleva nient'altro se non prendere il primo aereo per andare dai miei genitori in Arizona e farmi consolare da loro. Perchè da quando avevano lasciato New York, le uniche persona di cui mi potevo veramente fidare erano Aria e Luke.
Ed ora mi entivo troppo in colpa.
C'era solo una persona che potevo chiamare, tuttavia. Una persona che non era i miei genitori o i miei migliori amici.
Aprii la borsetta e cacciai il mio telefono. Digitai il numero che avevo salvato davvero tanto tempo fa.
"Pronto?"
* * * *
Entrai nell'aeroporto, tenendo uno di quei cartelli rettangolari che vedi nei film. Era passato un giorno da quando avevo effettuato la chiamata. Era passato un giorno da quando avevo effettivamete parlato con qualcuno.
Aria stava lavorando. E Luke faceva avanti e indietro, anche lui facendo qualcosa per il lavoro.
Andava bene cosi, tuttavia. Non ero ben sicura su come spiegargli l'arrivo del nostro ospite, ma lui aveva comunque compreso.
L'aveva sempe fatto.
I miei occhi passarono in rassegna il ritiro bagagli in cerca del viso familiara che mi avrebbe fatto sentire decisamete meglio.
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Empire. H.S. [Italian Translation]
FanfictionLa vita di Samantha Anderson si stava finalmente sistemando. Aveva frequentato la scuola dei suoi sogni, la NYU, aveva ricevuto un'opportunità di stage in una nuovissima agenzia di moda, la Tomlinson Designs, e aveva un fidanzato che la amava immens...
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