28# Mente contorta

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Odino

Nessuno la otterrà. Nessuno me la porterà via. NESSUNO.
È mia, mia e solo mia!
Quei sciocchi pensano che io gliela conceda. No, sono io il re, io il Padre degli Dei, io decido chi salvare e chi uccidere.
Non permetterò a nessuno che me la porti via.
Il potere è mio, mio!
Mi agito costantemente nel mio trono, in balia delle parole di quel tonto di mio figlio. Pensa di fregarmi, di estorcermi la verità dalle labbra. No, no!
Frigga va incontro a loro con quel l'espressione di amore e affetto.
Non posso sopportare tutte queste smancerie inutili.

"Non è il momento per le smancerie, donna!"

I miei capelli stanno cadendo per queste baggianate.
Loki, staccandosi da quella che considera sua madre, ma non lo è, mi guarda, sperando di mettermi paura e farmi confessare. Sciocco!

"Come osi trattare la donna che ami con tale disprezzo?"

La rabbia mi monta dentro. Come si permette, questo mostro degenere, rivolgermi la parola?
Lui, che non dovrebbe nemmeno essere vivo. È qui solo grazie a me, me!

"Come osi tu rivolgerti a me con questo tono!"

"Dicci. Cos'è che ti ha cambiato in questi anni? La fama? La ricchezza? No, queste le avevi già. Allora cosa?"

Non voglio dirglielo, non è degno. Nessuno di loro è degno.

"Sciocchezze! Io non sono mai cambiato. Vi ho dato tutto! Una casa! Del cibo! Un rifugio! Ho dato vita anche a un blocco di ghiaccio!"

L'espressione di Loki muta. Vediamo se si ferma.
Stringe i pugni, per poi scappare come un coniglio, seguito dalla sua schiava mortale.
Perché lei è qui?
Stupida, sciocca,insulsa umana. Le basta un graffio profondo, una folata di vento ed è subito morta.

"Perché ti comporti così? Come un vile."

La voce di Thor rimbomba nella sala del trono.
Non voglio rispondere. Mi alzo, aiutandomi con le mani. La mia vecchiaia.
A grandi passi, mi dirigo verso l'uscita, passando davanti a mia moglie, senza guardarla negli occhi. Mi limito a guardare il vuoto di fronte a me.
Cammino con passo felpato, trascinando per terra il mio vistoso mantello rosso sangue.
Le mie ossa sono tutte indolenzite. Ogni passo è un lamento, ma non tutto è negativo se ho lei.
Apro la porta leggermente scricchiolante e avanzo in un corridoio lunghissimo. Le guardie sono assenti in questo angolo di castello. Ho chiesto espressamente di non entrare qui dentro.
In fondo alla sala. Eccolo lì, in tutta la sua bellezza.

"Finalmente insieme. Nessuno ti toccherà, nessuno ti porterà via da me."

Apro leggermene il cofanetto.
Una sostanza si fa spazio nella stanza, circondandomi.
L'Aether.

Astrid

La porta di legno davanti a me non si decide ad aprirsi.
Loki..
Busso in altra volta, con più forza.
Finalmente sento dei passi venire verso di me.
La maniglia si abbassa.
Due smeraldi si posano su di me, con dei piccoli luccichii che gli scendono per le guance.
Cammino, superando la soglia,andando ad abbracciarlo.
Lui mi stringe forte.

"Perché mi tratta così? Che cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo?"

"Tranquillo, vedrai che passerà."

"Non si è mai comportato così male nei miei confronti. Si, forse è perché sono diverso. Cosa lo ha fatto cambiare così tanto?"

"Non lo so, Loki."

"Vorrei che tutto tornasse come era prima.."

Gli bacio la guancia. Non posso vederlo soffrire così, non lui.
Sembra forte, una fortezza inespugnabile, ma sotto sotto è più sensibile di chiunque altro.

Throb - La convergenzaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora