Chapter 23

7.3K 281 27
                                        

Appena varcammo la soglia di casa Bieber venni accecata da un forte sole.

"Puoi dirmi almeno dove stiamo andando?" Chiesi per l'ennesima volta seguendo Justin verso la macchina.

"In un posto." Scrollò le spalle e io sbuffai salendo dal lato del passeggero.

"Sei davvero fastidioso quando fai così." Incrociai le braccia al petto e lui mi lanciò un sorriso trionfante prima di uscire dal vialetto di casa sua.

Dopo una ventina di minuti di viaggio fermò la macchina, mi guardai intorno e riconobbi perfettamente il posto.

"Il lago?"

"Il lago." Affermò con un sorrisetto e scese dalla macchina. Rimasi seduta qualche secondo a fissare la distesa d'acqua davanti a me e tutti i ricordi della mia infanzia si fecero spazio nella mia mente, finché una testa bionda si parò davanti ai miei occhi.

"Vieni o no?" Chiese guardandomi interrogativo e annuii per poi scendere dall'auto.

"Che ci facciamo qui?" Chiesi mentre camminavamo e notai che avesse una borsa con una coperta per stenderci e altre cose utili.

"Mi piace venire qui di mattina, non c'è mai nessuno." Scrollò le spalle continuando a camminare.

"Sì ma io che ci faccio qui?" Chiarii, puntando un dito verso me stessa.

"Smettila di lamentarti Alexis, puoi tornartene a casa se vuoi." Con questo mi zittii e lo seguii. Aveva ragione non c'era nessuno e quel piccolo spazio verde era solo per noi.

Ci sedemmo sulla coperta che aveva portato e mi guardai intorno, ammirando il panorama. Il sole era alto nel cielo ed illuminava la distesa d'acqua davanti a noi contornata da alberi.

"È bellissimo." Sussurrai chiudendo gli occhi e una leggera brezza mi sfiorò il viso.

"Meglio che essere a scuola uhm?"

"Decisamente." Sorrisi. Aprii un occhio e notai che Justin mi stesse fissando, l'ombra di un sorriso sulle sue labbra.

"Smettila di fissarmi." Sbuffai irritata.

"Perché non ti ho mai notata prima?" Chiese a sé stesso ignorando la mia richiesta "ero così impegnato a infastidirti che non mi accorgevo di quanto fossi attraente."

"Smettila Justin questo discorso sta diventando strano." Distorsi le labbra.

"Non ho detto niente di male!" Si lamentò.

"Sì ma noi due non stiamo insieme quindi non sei tenuto a dire cose carine."

"L'hai trovato carino?" Fece un ghigno e alzai gli occhi al cielo "va bene, va bene. Non ti farò mai più un complimento o qualcosa del genere, promesso."

"Bene." Risposi semplicemente.

"Credo che dovremmo fare qualcosa di più interessante." Disse dopo qualche secondo di silenzio e sentii la sua mano salire lungo il suo braccio, lasciando brividi dietro di sé.

"Tipo cosa?" Chiesi e deglutii guardandolo negli occhi. Ci pensò un attimo poi un sorrisetto si fece spazio sulle sue labbra.

"Tipo buttarci nel lago!" Mi urlò in faccia e in una frazione di secondo lo vidi correre verso la distesa d'acqua, togliendosi i vestiti lungo il tragitto.

"Sei serio?" Borbottai tra me e me e lo guardai scocciata.

"Avanti non mettere il broncio!" Mi urlò "che ti aspettavi?" Finì con un ghigno e alzai nuovamente gli occhi al cielo "avanti buttati!"

"Non se ne parla!" Urlai in risposta e mi guardai intorno per vedere se fosse arrivato qualcuno ma fortunatamente eravamo ancora le uniche persone lì.

"Penso che dovresti goderti di più la vita." Affermò con un ghigno, prima di immergersi nell'acqua.

"Come ti pare." Alzai gli occhi al cielo e mi stesi sull'erba per prendere il sole. Quando non sentii più il rumore dell'acqua mi appoggiai suoi gomiti e notai che Justin non fosse più nel lago.

"Justin?" Mi guardai intorno ma non lo vidi da nessuna parte. Mi alzai in piedi pronta ad andare a cercarlo e quando mi girai lo vidi davanti a me. Era bagnato fradicio e il sorrisetto sul suo volto mi fece subito intendere cosa avesse intenzione di fare.

"Non provarci." Feci qualche passo indietro e lui venne verso di me.

"Dai Lexi dammi un abbraccio." Mosse le braccia in avanti e si avvicinò ancora.

"Justin no!" Mi voltai e iniziai a correre verso gli alberi cercando di seminarlo.

Sfortunatamente era dannatamente veloce e mi raggiunse quasi subito. Mi afferrò il polso fermando la mia fuga e mi bloccò contro un albero.

"Presa." Sussurrò sulle mie labbra con un sorrisetto.

"Justin, no." Appoggiai le mani sul suo petto e cercai di spingerlo lontano da me ma con scarsi risultati.

"Rilassati." Ridacchiò e dopo qualche secondo appoggiò delicatamente le labbra sulle mie. Fu un bacio semplice e si staccò qualche secondo dopo, rimanemmo a fissarci negli occhi e decisi di approfittarne. Gli diedi una leggera spinta e mi liberai dalla sua presa per poi correre via.

"Stronza." Borbottò e io mi sedetti a terra per poi lanciargli addosso un asciugamano.

"Ho vinto." Scrollai le spalle con un sorrisetto impertinente.

Dopo essersi asciugato si sedette accanto a me, mi voltai verso di lui e ancora una volta mi persi nei suoi occhi.

"Sì hai vinto." Sussurrò e porto lentamente una mano verso il mio viso mettendomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio. La sua mano rimase sulla mia guancia e mi sentii leggermente a disagio.

"Dovremmo andare." Spostai la sua mano dal mio viso e mi alzai.

"Perché?"

"È tardi." Mi inventai una scusa.

"Sono solo le undici."

"Devo davvero andare Justin." Risposi seccamente. Mi guardò sorpreso per qualche secondo poi si alzò e si rivestì.

Per quanto mi piacesse questo suo lato più dolce e delicato dovevo fermare questa cosa. Dovevamo continuare con il sesso senza interesse e non c'era spazio per i baci e le carezze.

"Ho fatto qualcosa di male?" Mi chiese mentre camminavo a passo svelto verso la macchina.

"In realtà sì." Mi fermai e mi voltai verso di lui "non dovremmo passare delle giornate così Justin, non siamo una coppia, non siamo nemmeno amici per l'amor del cielo!"

"Che significa?"

"Dovemmo limitarci a fare sesso, ok? Niente giornate al lago, niente carezze o baci delicati, solo sesso. Possiamo semplicemente dimenticarci di questa giornata e tornare alla normalità?"

Mi guardò per qualche secondo e poi annuì. Per tutto il viaggio di ritorno regnò il silenzio ma preferivo questo si suoi stupidi commenti che mi facevano sentire cose che non avrei dovuto sentire o al suo tocco delicato, che mi aveva letteralmente fatto venire le farfalle nello stomaco.

Quando fermò la macchina mi voltai verso di lui e mi sembrò immerso nei suoi pensieri.

"Ci vediamo." Lo salutai e scesi. Incrociai il suo sguardo un'ultima volta prima che sfrecciasse via velocemente e mi diressi verso casa mia sospirando.

Quando entrai in casa fortunatamente non trovai nessuno, segno che mio fratello non fosse ancora tornato. Andai in camera mia e mi buttai sul letto cercando di distrarmi dai pensieri che mi vagavano in testa. Dovevo smettere di pensare a quei piccoli gesti che aveva fatto al lago. Forse tentava solo di confondermi e onestamente ci stava riuscendo.

----------
Instagram: @hugmedrewstories

My best friend's brother | J.B.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora