"Devo andare in bagno!" Urlai al gruppetto per avvisarli ma nessuno sembrò darmi retta. Mi alzai leggermente barcollante ed entrai in casa alla ricerca di un bagno. Stavo per salire al piano di sopra ma mi scontrai con qualcuno. Alzai lo sguardo e incontrai due occhi a me ben noti.
"Lexi? Ma che cazzo?" Mi guardò stupito.
"Oh scusa Justin, non ti avevo visto." Ridacchiai.
"Dove sei stata?"
"Tu sei scappato e Mark mi ha fatto conoscere i suoi amici." Affermai sorridendo come un ebete.
"Non sono scappato." Tentò di giustificarsi "E chi cazzo è Mark?"
Alzai gli occhi al cielo "un mio amico." Affermai ovvia e scoppiai di nuovo a ridere.
"Sei fatta?" Chiese dopo avermi guardato attentamente.
"Non lo so papino, può darsi." Lo presi in giro.
Sbuffò e mi prese per i fianchi, cosicché non cadessi.
"Non allontanarti da me finché non ce ne andremo... Non ho bisogno che tu vada in overdose o qualcosa di simile."
Gli feci delle strane boccacce per imitarlo mentre parlava e lo vidi trattenere un sorriso.
"Ho voglia di fare sesso." Piagnucolai e lui spalancò gli occhi.
"Non possiamo fare sesso Lexi, siamo a una festa e tu sei fatta."
"Che ti importa?!" Urlai per sovrastare il rumore della musica "siamo giovani dobbiamo divertirci!" Urlai anche più forte e scoppiai a ridere, di nuovo.
"Ho capito, ti porto a casa." Sospirò.
"Non voglio andare a casa." Mi imbronciai.
"Smettila Lexi." Cercò di tirarmi dietro di lui ma rimasi al mio posto e iniziai a piangere. Perché diavolo stavo piangendo? Le lacrime scendevano lungo le mie guance ma mi scappava qualche risatina, probabilmente sembravo una dannata psicopatica.
"Perché cazzo stai piangendo?"
"Non lo so!" Urlai e cominciai a ridere, mi guardò un secondo poi iniziò a ridere anche lui.
"Sei completamente andata." Scosse la testa.
Mi tirò fuori dalla casa e rabbrividii per lo sbalzo di temperatura, mi guardò prima di sbuffare e passarmi la sua giacca.
"Metti questa." Annuii e me la infilai sentendo immediatamente il suo profumo e il suo calore, sorrisi vittoriosa.
Lo seguii fino alla macchina, guardai i muscoli della sua schiena che si muovevano sotto la camicia ed ebbi un'irrefrenabile voglia di saltargli addosso, letteralmente, quindi lo feci. Lo bloccai mettendo entrambe le mani sulle sue spalle e gli saltai sulla schiena.
Il mio gesto improvviso gli fece perdere l'equilibrio ma si rimise subito in piedi stringendomi le gambe cosicché non cadessi.
"Che diavolo fai Lexi?"
"Sono stanca, non voglio camminare."
Sospirò e ricominciò a camminare quindi sorrisi vittoriosa.
"Sai di cosa ho voglia Justin?" Dissi all'improvviso.
"Di cosa?" Sospirò di nuovo.
"Di un hamburger gigante." Mossi le mani per enfatizzare la cosa "ma senza i cetriolini. Odio i cetriolini." Feci una faccia schifata.
"Sono le due del mattino Lexi, non avrai un hamburger."
Sbuffai e misi il broncio.
"Eccoci arrivati." Disse e mi fece scendere dalle sue spalle. Salii velocemente in macchina e lui fece lo stesso.
Mi guardò per un po' invece di far partire l'auto.
"Da fatta sei anche più fastidiosa del solito." Ridacchiò "ma la cosa migliore è che domani non ti ricorderai nulla quindi posso provare una cosa."
"Cosa stai-" mi interruppe appoggiando delicatamente le labbra sulle mie, lasciandomi un dolce bacio a stampo, cercai di approfondire il bacio ma lui si allontanò e lo guardai confusa.
Fece partire l'auto senza dire una parola ma dopo un po' avvicinò lentamente una mano alla mia e intrecciò le nostre dita. Era una bella sensazione in realtà quindi non feci nulla per oppormi.
"Che stai facendo Justin?" Mi sforzai a chiedere, lui si mosse a disagio sul sedile e mi guardò.
"Volevo solo... Provare quelle stupide cose da fidanzati, solo per essere sicuro che fossero una cazzata, ed è così." Disse sicuro scuotendo la testac ma la sua mano rimase intrecciata alla mia fino a quando arrivammo davanti a casa mia.
Fermò la macchina e mi guardò per qualche secondo, poi tolse velocemente la mano dalla mia, come se scottasse.
"Devi entrare lì dentro senza fare rumore okay Lexi?" Indicò la casa.
Annuii energicamente ma lui non fu convinto perché sbuffò e aprì la portiera per poi venire dalla mia parte e farmi uscire.
Arrivammo davanti alla porta d'ingresso e prese le chiavi di riserva da sotto lo zerbino, lo guardai perplessa chiedendomi come sapesse dove fossero le chiavi e lui scrollò le spalle.
"Tutti tengono le chiavi sotto lo zerbino."
Mi fece entrare mimandomi di fare silenzio e mi portò fino alla mia stanza, chiuse la porta dietro di sé e tirò un sospiro di sollievo.
Ero stanca morta quindi mi buttai subito sul letto senza senza nemmeno cambiarmi.
"Togliti il vestito Lexi, non vorrai che domani mattina qualcuno si accorga che sei stata a una festa."
"Toglimelo tu." Lo stuzzicai appoggiandomi sui gomiti.
"Non provocarmi, sei ubriaca... E fatta."
"E da quando ti importa?" Alzai un sopracciglio.
"Svestiti e basta." Sospirò. Mi alzai e lasciai cadere il vestito a terra per poi ributtarmi sul letto. Lui mi guardò e sospirò di nuovo.
"Se non fossi così intossicata ti scoperei in questo momento." Disse avvicinandosi a me per poi sedersi sul letto. Presi il colletto della sua camicia e lo tirai verso di me facendo scontrare le nostre labbra, il bacio fu appassionato ma più dolce del solito. Ci staccammo qualche secondo dopo e si allontanò leggermente tenendo gli occhi fissi nei miei, mentre era a pochi centimetri dal mio volto.
"Cosa mi stai facendo?" Sussurrò così a bassa voce che riuscii a malapena a sentirlo. Sorrisi e continua a guardarlo.
"Non lo so." Ridacchiai.
Sospirò e scosse la testa, poi si allontanò leggermente "Ora è meglio che vada." Si alzò velocemente e si avvicinò alla finestra.
"Di già?" Sembravo disperata ma volevo che rimanesse ancora un po'.
"Sì." Si passò una mano tra i capelli "Ci vediamo domani a scuola Lexi." Mi salutò per poi uscire dalla finestra. Rimasi a fissare il vetro per un po' finché chiusi gli occhi e mi addormentai.
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My best friend's brother | J.B.
FanficEra l'essere più egocentrico, fastidioso e coglione del mondo ma ero fottutamente innamorata di lui, l'unica persona di cui non avrei dovuto innamorarmi, il fratello della mia migliore amica. "Eravamo così complicati ma così dannatamente innamorati."
