I giorni a seguire passarono senza problemi, finalmente tutto era tornato alla normalità e ne ero davvero felice ma avevo una strana sensazione che mi perseguitava costantemente, ed ero certa che fosse per la festa di quel sabato.
"Lexi? Ci sei?" La voce di Justin mi fece tornare alla realtà e mi accorsi di essermi persa nei miei pensieri.
"Scusa stavo solo pensando." Risposi scuotendo la testa.
"Cosa c'è che non va? Sembri pensierosa in questi giorni." Mi chiese posizionandosi davanti a me, per poi accarezzarmi dolcemente una guancia. In quel momento ci trovavamo nel laboratorio di biologia, entrambi ci eravamo inventati una scusa per poterci assentare dalla classe e poterci incontrare.
"Non lo so... Penso di essere solo un po' nervosa per la festa di sabato." Risposi evitando il suo sguardo.
"Ehi." Mi prese delicatamente il viso tra le mani costringendomi a guardarlo negli occhi "Non hai niente di cui preoccuparti." Disse cercando di rincuorarmi e gli risposi con un debole sorriso "Forse potrei aiutarti a rilassarti." Aggiunse abbassando il tono di voce.
"E come faresti?" Risposi a tono per stuzzicarlo un po'.
"Lascia che te lo mostri." Disse con un ghigno per poi abbassarsi verso di me e pochi secondi dopo avvertii le sue labbra morbide che si posavano sul mio collo. Mi lasciai scappare un gemito di apprezzamento e lo avvertii sorridere contro la mia pelle.
"D-dovremmo chiudere a chiave." Mi sforzai a dire.
Lo sentii sbuffare e poi si allontanò da me, dirigendosi verso la porta. Fece girare la chiave un paio di volte e poi si voltò di nuovo. Proprio in quel momento mi sembrò di vedere un'ombra muoversi fuori dall'aula.
"Contenta?" Chiese scherzosamente ma il suo viso tornò serio quando si accorse della mia espressione "cosa c'è?" Domandò voltandosi più volte verso la porta per vedere cosa stessi guardando.
"Mi è sembrato di vedere qualcuno." Risposi.
"Stai diventando paranoica." Alzò gli occhi al cielo e tornò verso la porta per abbassare anche la tendina, in modo che nessuno potesse vedere all'interno "meglio?" Annuii e lui sospiro sollevato per poi venire verso di me "dove eravamo rimasti?"
Ridacchiai come una ragazzina e lo presi dal colletto della maglia tirandolo verso di me. Non attesi un secondo di più e riattaccai le labbra cercando di rimandare indietro qualunque preoccupazione.
-
Rientrai in classe al cambio dell'ora e appena mi riposizionai al mio banco incontrai lo sguardo preoccupato di Becca.
"Come va la testa?"
La guardai per qualche secondo confusa poi mi ricordai di aver finto un mal di testa per poter andare in infermeria ed assentarmi dall'aula.
"Un po' meglio." Risposi con un sorriso tirato e lei annuii "dov'è Travis?" Chiesi notando che mio fratello non fosse più in classe.
"L'hanno chiamato dalla presidenza. Pensi si sia cacciato nei guai?" Chiese scherzosamente.
"Lo dubito." Ridacchiai. Mio fratello era tutt'altro che un ragazzo cattivo.
"Quindi che hai fatto ieri sera?" Mi chiese poi per iniziare una conversazione.
"Sono stata con Travis e il suo ragazzo." Risposi semplicemente e sbiancai appena mi resi conto di ciò che avevo detto.
"Il suo ragazzo?"
"Oh merda. Volevo dire la sua ragazza." Aggiunsi freneticamente.
Guardai Becca sperando che non desse troppa importanza alla mia piccola rivelazione e quando mi voltai verso di lei la vidi trattenere a stento una risata.
"Perché stai ridendo?"
"Ti stavo solo prendendo in giro, so che Travis è gay."
"Lo sai?" Alzai un sopracciglio "e chi te lo ha detto?"
"Travis." Rispose scrollando le spalle.
"Travis te lo ha detto?" Non potei nascondere di sentirmi leggermente ferita per il fatto che fosse stato Travis a dirglielo mentre io avevo dovuto scoprirlo per caso.
"Beh non sarebbe stato facile negarlo visto che l'ho beccato sul fatto." Ridacchiò leggermente e la guardai confusa "l'ho visto baciarsi con un ragazzo non molto distante da scuola ma avevamo deciso di non parlarne, per questo non ti ho detto nulla. Tuo fratello si sentiva tremendamente in colpa per non avertelo detto ma non si sentiva ancora pronto e io ho rispettato la sua decisione." Scrollò nuovamente le spalle.
"Da quanto lo sai?"
"Più o meno dall'inizio della scuola."
"È per questo che vi siete comportati in modo strano per un po'?" Chiesi ripensando a molto tempo prima.
"Beh all'inizio era abbastanza imbarazzante ma ora siamo a posto."
"Sono contenta che tu lo sapessi già, sarebbe stato davvero imbarazzante se lo avessi scoperto a causa del mio essere sbadata." Sbuffai una risata.
"Sì decisamente." Annuii d'accordo e proprio in quel momento Travis fece il suo ingresso di corsa.
"Sono in ritardo?" Chiese con il fiato corto "la preside mi ha trattenuto più del dovuto."
"No il professore non si è ancora fatto vedere." Rispose Becca e lui sospirò sollevato per poi sedersi davanti a noi.
"Come stai sorellina?" Si girò completamente verso di me e avvertii un velo di preoccupazione nella sua voce.
"Sto bene, avevo solo mal di testa." Risposi scrollando le spalle "che voleva la preside?"
"Solo parlarmi di un progetto." Rispose svogliatamente.
In quel momento Cassie, una nostra compagna di classe, si avvicinò a noi e ci sorrise leggermente. Io e Rebecca la guardammo attentamente quando si avvicinò timidamente a Travis.
"Ehi Travis." Lo salutò.
"Ehi Cassie." Capii che anche lui fosse confuso quanto noi.
"Quindi... verrai alla festa di sabato?"
"Sì, certo."
"Figo. Ci vediamo lì." E detto questo tornò al suo posto.
"Che cos'era quello?" Chiesi io trattenendo una risata.
"Ci stava assolutamente provando con te!" Aggiunse Becca."
"Mi spiace per lei ma non penso abbia qualche chance." Disse Travis e tutti e tre scoppiammo a ridere.
"Quindi verrai alla festa di sabato?" Chiesi io dopo qualche secondo.
"Non penso di avere scelta, sembra ci vada letteralmente tutta la scuola."
"Penso proprio che sarà una festa pazzesca." Aggiunse Becca e notai che fosse davvero entusiasta anche se non voleva farmelo notare.
I due iniziarono a parlare della grande festa mentre io rimasi in silenzio, ogni secondo che passava la mia voglia di andare a quella stupida festa diminuiva sempre di più.
Il mio telefono squillò all'improvviso e lo tirai svogliatamente fuori dalla tasca.
Justin: mi manchi già :(
Sorrisi istintivamente leggendo il messaggio e digitai velocemente la risposta.
Me: sono passati letteralmente 15 minuti
Justin: lo so ma non riesco a starti lontano
Justin: mi hai proprio fottuto il cervello
"Con chi stai parlando?" La voce di Becca mi fece sobbalzare e nascosi velocemente il telefono.
"Nessuno." Risposi dopo essermi schiarita la gola "di cosa stavate parlando?" Mi finsi interessata alla conversazione per spostare l'attenzione da me e fortunatamente Becca ricominciò a parlare senza sosta.
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My best friend's brother | J.B.
FanfictionEra l'essere più egocentrico, fastidioso e coglione del mondo ma ero fottutamente innamorata di lui, l'unica persona di cui non avrei dovuto innamorarmi, il fratello della mia migliore amica. "Eravamo così complicati ma così dannatamente innamorati."
