CAP. 13: LA PALESTRA

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Lydia chiuse la porta della sua stanza e infilò la chiave in tasca. Aveva passato una nottataccia tormentata dagli incubi e dai sensi di colpa. Era stata la cosa giusta abbandonare la Terra? Quella domanda le si era presentata in ogni forma possibile durante la notte e non era mai riuscita a rispondere sinceramente.

Era così sovrappensiero che non si accorse che, appoggiato al muro di fronte, c'era Chris.

«Ciao» lo salutò a bassa voce. Non aveva intenzione di parlargli: la sera prima era stato piuttosto esplicito a farle capire che fra di loro non c'era alcun tipo di legame.

«Come stai?» le chiese il biondo affiancandola.

Come stava? Sto malissimo, Chris! Sono stata catapultata qui per colpa tua, mi sono fatta influenzare da Verity, ho accettato di staccarmi dalla mia vita per sempre e non sono sicura di aver fatto la cosa giusta. Ho lasciato da sola mia madre che era già in uno stato pietoso per via di ...

«Bene» rispose invece. Non c'era alcun motivo per metterlo al corrente di tutti i pensieri che le arrovellavano la testa e poi, lui non sembrava voler sapere altro. Quella era stata una domanda di circostanza, solo per fare conversazione. A nessuno interessava davvero di lei. A parte la madre. Oppure si era lasciata andare così tanto da non pensare neanche più alla figlia scomparsa?

«Oggi parlavano di allenamenti, giusto?» fece Chris dopo qualche minuto.

Erano quasi arrivati nella sala dove avevano cenato la sera precedente, perché insisteva col voler fare conversazione?

«Forse. Non ho idea di cosa aspettarmi» rispose.

«No, neanche io. È tutto così strano, non trovi?»

A che gioco sta giocando? Si chiese confusa. Prima dolce, poi indifferente, poi freddo, poi consolatorio e ora voglioso di conversare. Qual'era il vero Chris?

Per fortuna erano arrivati nella sala dove già si trovava Daniel intento a fare colazione, così non fu obbligata a rispondere. Non che le dispiacesse il fatto che l'altro volesse fare amicizia, ma doveva capire se l'altro fosse sincero così da non essere tradita.

«Buongiorno. Avete visto Verity?» chiese il bruno non appena li vide.

«No, io sono uscita poco fa» rispose lei sorridendo. Beh, Daniel finora era sempre stato gentile.

«Io sì, l'ho sentita parlare con Dylan quando mi sono alzato» fece eco il biondo sedendosi e afferrando un panino.

«Con Dylan?» si informò Daniel col volto corrucciato.

«Esatto. Stavano andando insieme da qualche parte» rispose facendo spallucce.

Un momento. Solo lei aveva l'impressione che Chris si stesse divertendo nel far ingelosire Daniel? Era diventato anche malvagio ora!?

L'altro aveva infatti perso il sorriso e stava attaccando il piatto.

«A che ora ci aspetta Dylan in palestra?» chiese Lydia per cercare di distrarre il ragazzo, ma questi non fece in tempo ad elaborare alcuna risposta perché la voce di Ortence li interruppe.

«Ora ragazzi. Naturalmente non avete idea di dove sia la palestra, dunque vi accompagno. Naturalmente veloci!»

Chris si alzò immediatamente e Daniel lo seguì a ruota. Solo lei, persa com'era nei suoi pensieri non aveva fatto in tempo a mangiare nulla.

Gli altri si erano già avviati, così afferrò al volo un croissant e li raggiunse.

«Naturalmente devo preparare il pranzo ... Celia deve aiutarmi, siete aumentati troppo in fretta e naturalmente non ho idea di che dieta farvi seguire» borbottava fra sé e sé l'omone.

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