CAP. 30: WŬ

104 19 61
                                    

Verity era tornata su Wŭ non appena aveva visto Julie tornare sulla Terra. Non aveva intenzione di stare con Dylan più del dovuto, credeva di conoscerlo ormai, invece si era dimostrato ancora una volta un mistero.

Anche se aveva fatto ben poco era del tutto scombussolata: sua madre era stata una dea dello Shén poco prima di lei, Julie aveva perso il fratello per causa sua... E poi, come se l’erano cavata gli altri?

Verity sperò che tutti stessero bene e stava salendo nelle stanze per vedere se ci fosse qualcuno. Non appena giunta sul loro pianerottolo, però, si fermò.

Chris era in piedi davanti alla porta di Lydia, con la fronte appoggiata sul legno e la mano che scivolava lentamente. Sembrava quasi che fosse disperato, che volesse entrare ma avesse deciso di non farlo.

Verity si fermò e si nascose per evitare di farsi vedere. Non aveva intenzione di sorprendere Chris quando era in uno stato del genere, ma la curiosità la stava divorando: che cosa era successo fra quei due? Poco prima che partissero, Lydia sembrava avesse pianto.

Il ragazzo si mosse finalmente verso la sua stanza, per la prima volta gli occhi mostravano sin troppe emozioni: sembrava turbato e allo stesso tempo sconvolto. Verity abbassò lo sguardo sui vestiti azzurri e si accorse che erano sporchi di sangue e il fianco sinistro era ferito.

«Grazie» sussurò Chris all’improvviso.

Grazie? Chi stava ringraziando?

«Verity... Grazie» ripeté.

Stava parlando con lei? Ma sapeva che era lì o stava vaneggiando?

«So che sei lì. Grazie per non esserti intromessa»

Ma quel ragazzo aveva strani poteri di lettura del pensiero?

Verity uscì allo scoperto. Ora Chris era seduto sul pavimento, con la schiena contro il muro, così lo raggiunse e gli si mise accanto.

Se c’era una cosa che sapeva fare, quella era ascoltare. Era strano perché di solito era scorbutica, ma non poteva evitare di ascoltare chiunque le rivelasse qualcosa.

In silenzio, attese che l’altro cominciasse a parlare. Non aveva intenzione di forzare nessuno a confidarsi con lei.

Un singhiozzo la fece girare di scatto. Aveva creduto tutto, ma non che il ragazzo si mettesse a piangere di fronte a lei.

Cosa fare? Odiava le lacrime degli altri, non era in grado di consolare come poteva aiutarlo? Se avesse iniziato a parlare avrebbero potuto sostenere una conversazione, ma ora...

Non alzarti, Verity. Non andare via.

Perchè non poteva? Cosa avrebbe dovuto fare?

Senza sapere il motivo del suo gesto accarezzò lentemente il braccio di Chris fino a prendergli la mano; era fredda come la sua, solo più grande.

Pian piano il ragazzo si calmò e appoggiò la nuca sul muro, la gambe distese che occupavano parte della stanza.

Verity abbassò lo sguardo sulla ferita, sembrava che sia il fianco che il braccio sanguinassero: «Chris, vai in infermeria» disse a bassa voce.

Alzò lo sguardo verso il volto del ragazzo e lo trovò pallido.

«Stai... Stai perdendo troppo sangue Chris, vai»

I loro sguardi si incontrarono, anche così malmesso il ragazzo era davvero bello. Gli occhi azzuri tormentati dal dolore.

Le loro mani erano ancora strette e non appena se ne accorse, Verity tolse la sua. Nessuno dei due accennava però a muoversi, si stavano fissando intensamente senza avere idea di cosa fare.

Shén~L'AlleanzaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora