«Quindi? Avete più parlato?» chiese Daniel a bassa voce.
Si trovavano in palestra, Lydia e Chris stavano tirando con l'arco ai bersagli dall'altra parte della palestra, mentre lei e Daniel si stavano allenando sui sacchi da boxe.
«No, oggi sono stata avvisata degli allenamenti da voi ...»
«Credo che l'unica persona con cui ora Dylan non abbia problemi a parlare sia Lydia» dedusse il ragazzo.
Dalla sera dell'attacco non si era più fatto vedere in giro e anche ora in palestra li aveva trattati con freddezza. Verity non sapeva più cosa pensare. Gli altri sembravano distanti fra loro così si erano ritrovati completamente da soli. Non che le dispiacesse, anzi, ora Daniel si stava allenando e i muscoli tesi offrivano uno spettacolo ben apprezzato.
«Verity mi stai ascoltando?» chiese l'altro fermandosi e schioccandole le dita davanti al viso.
«Cosa ... Oh, ehm ...»
«E cosa ho detto?» fece l'altro divertito.
«Non ho detto che stavo ascoltando»
«Quindi parlavo a vuoto?»
«Ma neanche che non lo stessi facendo»
«Ver, ammetti che stavi pensando ad altro. Cosa distoglieva così tanto la tua attenzione da me?»
«Te»
«Basta giochetti, Ver. stavamo parlando di cose serie»
«Sono seria! E poi non posso esserlo se ti metti a fare boxe davanti a me»
«Ma ...» iniziò l'altro impacciato. Verity scoppiò a ridere.
«Lascia perdere Dan, era un complimento. Cosa dicevi?»
«Potevi ascoltare» disse il ragazzo risentito.
Lei non insistette, anche perché sapeva che prima o poi lui l'avrebbe ripetuto.
Si guardò le nocche rosse, quasi spaccate. Non era un toccasana prendere a pugni il sacco e Dylan aveva vietato qualsiasi tipo di protezione dicendo che durante possibili attacchi non le avrebbero avute e dovevano essere allenati.
Destro, sinistro. Cambio gamba. Sinistro, destro.
«Sotutto, devi tenere il braccio teso e dritto, altrimenti si rompe. In più divarica di più le gambe» sussurrò beffarda una voce alle sue spalle.
Si girò e si trovò a pochi centimetri dal bellissimo volto di Chris. I suoi occhi la stavano perforando ed anche se erano innegabilmente bellissimi, si scansò.
«Non dovresti essere dall'altra parte del mondo?» rispose lei rigirandosi.
«Sì, ma Dylan ha deciso di dare lezioni a Lydia e non avevo intenzione di stare lì a imparare da lui come si tiene un arco in mano»
«Esatto, quindi sei venuto qui in modo che io possa spiegarti cosa sia un arco»
«Siamo simpatiche oggi. Beh, fossi in te seguirei il mio consiglio»
«Fossi in te mi tufferei di pancia da tre metri d'altezza sull'acqua»
Lui ridacchiò, poi si tolse la maglia e andò a un sacco poco distante. Non si poteva affatto dire che fosse brutto. Gli addominali scolpiti si contraevano ad ogni pugno che tirava.
Verity chiuse un secondo gli occhi, poi si dedicò ai suoi esercizi. Cercando di non farsi notare si posizionò come aveva detto il biondo.
Destra, sinistra. Il sacco si era davvero mosso? Cambio gamba. Sinistra, destra. Sì, forse era vero.
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Shén~L'Alleanza
Science Fiction[COMPLETO: PRIMO VOLUME] Esiste sempre qualcosa di più grande. Non bisogna credere che ciò che noi conosciamo sia tutto ciò che esiste. Se qualcuno lo pensa è un egocentrico, una persona limitata. Non è questo il tipo di persone che cercano... ...