Verity era appoggiata al muro della palestra, che ormai era diventata anche il loro luogo di riunione. Daniel sedeva accanto a lei, con la testa sulle ginocchia, ancora stanco dalla missione e sotto l'effetto dei sonniferi. Dylan stava facendo su e giù lungo la stanza da almeno dieci minuti, impaziente che ci fossero tutti.
«Dylan, fermati» sbottò Verity dopo qualche minuto.
Il ragazzo la guardò in cagnesco: «Fermarmi? Watson avevo detto che era urgente!»
«Cosa è successo? Siamo andati in missione poche ore fa, ora cosa vuoi?» lo incalzò.
Dylan le si mise davanti, guardandola fissa negli occhi.
«Cosa ti fa credere che tu possa saperlo prima degli altri?» le sibilò sul volto.
Lei non si scompose, ma rispose a tono: «Dove sono andati a finire i Light? Cosa gli hai iniettato?»
«Ho cancellato loro gli ultimi eventi, adesso si trovano sulla Terra, ignari dell'accaduto»
«Per quanto sono stati prigionieri?» chiese Verity leggermente sollevata.
«Neanche un anno terrestre. Abbiamo deciso che sono andati a fare una vacanza, nessuno farà domande e loro hanno dei bellissimi ricordi della Cina»
Cina? Rose non sarebbe mai andata in quel paese, lo sapeva benissimo.
Basta, Verity!
Un singhiozzo li fece voltare entrambi: Lydia era entrata nella stanza. Aveva l'aria sconvolta, e le lacrime rapprese sulle guancie. Subito dopo di lei entrò Chris correndo, anch'egli con l'espressione sconvolta.
Cosa era successo?
L'altra ragazza la raggiunse e in silenzio le si sedette accanto. Verity decise che avrebbe chiesto spiegazioni non appena fossero uscite di lì.
«Ci siamo tutti, che succede?» domandò Daniel sfoggiando la sua altezza.
«Per comprendere ciò che sto per dirvi, devo spiegarvi un po' di geografia» iniziò Dylan cacciando dalla tasca una cartina.
«Uhm, non mi piace» borbottò Verity.
Nessun altro commentò, così Dylan cominciò a spiegare: «Ho già detto che questo è un sistema planetario. Bene, Hàomă è il nome dell'insieme dei cinque pianeti, un po' come il vostro "Sistema Solare". Nella lingua moderna "Hàomă" vuol dire "numeri"; in passato i numeri erano considerati delle fonti di potere, in particolare il numero cinque rappresenta la perfezione. I pianeti di Hàomă sono infatti denominati come i numeri; al centro c'è Wŭ, che vuol dire "cinque", e tutt'intorno ci sono Sì, Sān, Liăng e Yīgè, rispettivamente quattro, tre due e uno» Dylan fece una pausa e Verity ne approfittò per commentare ironica: «Che immaginazione avevano, eh!»
«Per favore smettila di fare la deficiente!» sbottò Chris.
Lei lo guardò storto: cosa era successo? Seppur sempre insopportabile, il ragazzo non l'aveva mai insultata.
Stava per ribattere scatenando un litigio, ma Daniel le afferrò la mano, facendola stare zitta.
Dylan le porse la cartina, chiudendo definitivamente la questione.
Verity dispiegò il foglio e rimase stupefatta. Si era aspettata la rappresentazione di un geoide, simile alla cartina terrestre, e invece, con alberi, montagne e fiumi, ecco davanti a lei il simbolo all'interno del cerchio Shén.
«Ma cosa...» sussurrò mostrando la mappa agli altri.
«Non tutti i pianeti sono rotondi, Watson. Questo è Wŭ... Secondo te perché l'ideogramma cinese del numero cinque assume quella forma e ha questo nome?» chiese Dylan come se la risposta fosse ovvia.
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Shén~L'Alleanza
Science-Fiction[COMPLETO: PRIMO VOLUME] Esiste sempre qualcosa di più grande. Non bisogna credere che ciò che noi conosciamo sia tutto ciò che esiste. Se qualcuno lo pensa è un egocentrico, una persona limitata. Non è questo il tipo di persone che cercano... ...