Notti scoperte

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Quella mattina a scuola c'era abbastanza movimento, verso metà delle lezioni ci sarebbe stata la solita riunione del comitato studentesco. Lily si chiese come mai continuavano a fare queste stupide riunioni, tanto avrebbero tenute le uniformi e avrebbero continuato a servire cibo scadente in mensa, nonostante avessero i fondi per comprare un edificio intero e farci una mensa a se. Aspettò che arrivasse Annabelle, che era stranamente in ritardo. Di solito era sempre fin troppo puntuale alle lezioni, agli appuntamenti ma quel giorno era l'unica eccezione. Lucas si stava dondolando con la sedia all'indietro, mentre aspettavano che arrivasse-Avrà avuto sicuramente dei problemi con sua madre, sai come è fatta-disse notando il suo sguardo un po' preoccupato.

-Si, forse hai ragione solo che...non so sono un po' paranoica lo sai-

-Già lo so, lo so. Stai tranquilla, io mi preoccuperei solo di quello che ci aspetta nei prossimi giorni. Hai idea di quanti compiti ci hanno fissato. Ho un'agenda solo per quelli-

Lily lo ignorò mentre continuava a scrutare in giro, in cerca della sua amica. Be, almeno vide Patrick che le rivolse un sorriso mattutino che le risollevò il morale e poi a pochi metri di distanza vide Peter. Le fece l'occhiolino, quella mattina sembrava particolarmente allegro. I suoi occhi brillavano di entusiasmo un po' troppo esplicito e sulle sue labbra c'era un guizzo malizioso. Lily fece uno sguardo un po' dubbioso, conosceva fin troppo bene Peter da sapere che quello sguardo non comportava niente di buono. Proprio in quel momento arrivò Annabelle.

-Ei dove diavolo eri?-sbottò Lily. La osservò, aveva un aspetto abbastanza trasandato del solito. La cravattina fuori dalla maglietta e fatta male, i vestiti sgualciti, lo sguardo stravolto, i capelli arruffati e...non indossava il reggiseno?

-Di un po' hai deciso di andare in giro senza biancheria? Oppure di dormire sulle panchine?-chiese un po' stranita. Annabelle arrivava a scuola sempre nel migliore dei modi, a volte questo era quello che più invidiava di più di lei. Il corpo perfetto su cui stava bene qualsiasi cosa.

-Mi sono alzata tardi, ieri sera sono rimasta in piedi un po' troppo-

-Non ti credo, non regge come spiegazione. Tua mamma mi ha chiamato per sapere dov'eri-infatti era vero. Sua madre la sera prima alle undici l'aveva chiamata per sapere se sapevo dove fosse, e poi l'aveva richiamata la mattina dopo dicendole che Annabelle non aveva passato la notte a casa.

Annabelle fece uno sguardo colpevole, i suoi grandi occhi chiari sembravano perfino imbarazzati-Dove sei stata Anne?-chiese alla fine sotto voce, dato che la riunione era appena iniziata.

Annabelle la fissò per alcuni secondi, le labbra tremolanti e le guance arrossate, faceva quello sguardo solo quando nascondeva qualcosa e doveva essere qualcosa di grosso se non lo diceva a lei. Alla fine fece un profondo respiro e  disse-Sono stata con Peter l'altra sera-

-CHE COSA?!?!-esclamò allibita Lily, attirando l'attenzione di tutti i presenti nella stanza, incluso Peter che sorrideva in fondo alla stanza. Lily avrebbe tanto voluto avere un fulmine tra le mani, così da poterlo lanciare contro di lui.

Lily a quell'ora non aveva lezione, quindi attese che finisse per poter parlare con Annabelle che aveva educazione fisica. Dopo la riunione si era beccata una bella ramanzina del professore di matematica. Non poteva ancora credere alle parole dell'amica, lei e Peter insieme. Immagini di loro due, insieme che si baciavano, di Peter che insinuava la sua mano tra le gambe di Annebelle danzarono di fronte a lei. Scosse la testa mentre andava verso il suo armadietto. Non si sarebbe mai aspettata una cosa del genere da Annabelle, da Peter si ma non da lei. Si era sempre tenuta a debita distanza da Peter, perché sapeva dello strano rapporto che c'era tra lui e Lily, ma se tenersi a distanza significava quello avevano un concetto molto diverso. Non sapeva se prendersela con lei o con Peter, ma si costrinse a pensare Peter, era lui l'idiota che l'aveva manipolata. Quel disgustoso pervertito si prende tutto quello che vuole pensò Lily.

Allungò lo sguardo verso il bagno dei maschi da cui vide uscire proprio Peter. Aveva le mani bagnate e si stava aggiustando la giacca. Lily non ci vide più, voleva strozzarlo con le sue mani. Avanzò verso di lui a passo svelto, lo prese per il bavero della giacca e lo sbattè agli armadietti. Notò di averlo preso di sorpresa, ed era proprio quello che voleva. Forse l'avrebbe guardato negli occhi, gli avrebbe detto tutto ciò che pensava, oppure si sarebbe scaraventata su di lui.

-Raggio di Sole, è forse così che si saluta?-chiese con un sorrisetto. Aveva il fiato corto lo sentiva, come sentiva il suo cuore che accellerava.

-Sei disgustoso lo sai? Come diavolo hai potuto fare sesso con Annabelle?-

-Be è stato facile. Non dirmi che devo fare una lezione simulata di educazione sessuale-disse mentre allungava un braccio verso il suo fianco, ma Lily lo riappiccicò agli armadietti che fecero un fracasso assurdo.

-Non ti azzardare, altrimenti giuro che...-

-Cosa vuoi fare? Eh? So perfettamente che reagisci così solo perché avresti tanto voluto essere al suo posto-

Lily sbuffò e lo lasciò andare. La sua sicurezza nel dire tutte quelle cose la infastidiva tantissimo, chi diavolo si credeva di essere? Peter era tanto bello quanto egocentrico, forse era proprio quello l'aspetto che più odiava e più lo attraeva di lui. Non solo i suoi meravigliosi e intensi occhi neri, o l sua carnagione un poco abbronzata, o il corpo perfetto...okay adesso basta pensò.

-Smettila di fare come se il mondo fosse ai tuoi piedi. Hai manipolato la mia amica, sei solo un velenoso pezzo di...-

-Siamo in una scuola ti ricordo, e comunque non ho fatto niente di male. Anzi ti dirò non è stato poi così male, sicuramente non indimenticabile ma la ragazza non è affatto male, magari ritenterà-

-Scordatelo, non è così stupida da venire a letto con te un'altra volta-voleva vomitargli addosso tutto quello che pensava in quel momento, tutto l'odio e la rabbia che provava nei suoi confronti, ma sapeva che non sarebbe mai bastato.

-So chi lo sarebbe, ma non lo farebbe solo due volte, ma tante, tante, tante-la sua voce era armoniosa, come il suono più dolce che abbia mai sentito. Sapeva che però sarebbe potuto essere quello più chiaro e forte.


Lily fece di nuovo una smorfia-Devi stare lontano da Annabelle mi hai capito? Lei è dolce e buona e sicuramente non ha bisogno di farsi distruggere da te-non voleva essere così crudele, ma conosceva molto bene Peter da sapere che lei sarebbe stata la sua prossima vittima.


-Stanotte la tua amica non sembrava così tanto buona e dolce. Ma tranquilla, è stata solo una volta non ho intenzione di riprovarci, non mi ha entusiasmato molto-


Lily diventò rossa di rabbia. Non solo ci era andato a letto ma ora la stava anche prendendo in giro alle sue spalle. Avrebbe tanto voluto schiaffeggiarlo, prenderlo a pugni, insultarlo ma non lo fece. Si stava trattenendo solamente perché sapeva che non ce l'avrebbe mai fatta, non con lui. Forse con Lucas, con Allison era semplice ma con lui, no. Peter la fissò, facendo scorrere il suo sguardo dalla bocca, al naso e poi ai suoi occhi, pieni di rabbia repressa. L'aria era improvvisamente diventata pesante, difficile da respirare e la sperava tanto che non fosse colpa di Peter se si sentiva come se la stanza stesse girando.


Per fortuna suonò la campanella, la gente si riversò nei corridoi e qualche ragazzo lanciò sguardi a loro due. Lily si voltò e sperò vivamente che Peter non la stesse seguendo.

Mentre stava camminando non si accorse nemmeno che Lucas la stava chiamando, da in fondo al corridoio-Lily tutto bene?-chiese mentre si avvicinava.

-Si, si sto bene. Oggi sto un po'...mi fa male la testa, cosa c'è?-

-Dimmelo tu, ha chiamato tua madre era preoccupatissima, diceva che tu non rispondi al telefono e ha bisogno che tu non torni a casa-quelle parole fecero dimenticare completamente Peter e Annabelle. Lily cominciò a sentire un fiore di preoccupazione che nasceva nel suo petto.

-Ti ha detto qualcos'altro?-chiese subito.

Lucas scosse il capo-Cosa succede?-

Lily non rispose, si limitò a correre verso l'uscita di scuola. Sua madre le aveva appena detto che non poteva tornare a casa, qualcuno doveva essere entrato in casa, magari dei ladri, ma aveva una sensazione peggiore che la istigava a correre più velocemente.

Inferno paradisiaco a New YorkDove le storie prendono vita. Scoprilo ora