Lily sentiva letteralmente i nervi a fior di pelle, ogni goccia del suo sangue scorrere al contrario nelle vene. Sapeva cosa l'aspettava ma lo stesso avanzava, consapevole solo del rischio che stava correndo sua madre nello stare a casa da sola. Appena arrivó di fronte al Senior, vide un SUV nero parcheggiato in doppia fila, quindi di qualcuno che probabilmente sarebbe rimasto temporaneamente. D'istinto corse verso la porta d'ingresso e non prese nemmeno l'ascensore per arrivare al suo piano, che era l'ultimo. Quando le porte si aprirono e uscì fuori, guardó verso la porta della sua suite. Era socchiusa, da fuori vedeva un paio do scarpe per terra e un mobile rovesciato.
Subito prese il telefono e digitó un numero, al secondo squillo sentì la voce nitida di Peter-Pronto?-
-Peter-non si era resa conto di quanto la sua voce suonasse impaurita e tremolante, proprio come quella di una bambina che stava guardando un film dell'orrore.
-Lily? Ma cosa...che succede?-
-Puoi venire al Senior, ti prego Peter...ho paura mio...mio padre...- farfuglió, ma era abbastanza sicura che dopo quella parola lui avesse capito cosa dovesse fare.
-Arrivo subito- disse in tono serio, come mai era stato e chiuse la chiamata. Molto probabilmente ci avrebbe messo meno tempo possibile ma Lily doveva lo stesso vedere se sua madre stava bene. Aveva il cuore che batteva talmente forte che temeva che le persone dentro alla suite l'avrebbero sentita.
Avanzó verso la porta e piano piano scorse dentro. Sentì prima una voce di un uomo, che però non riconobbe. Entró dentro.
Il salone era intatto, salvo che per un mobile rovesciato e una statuetta di cristallo in frantumi. Dalla camera di sua madre sentiva un'altra voce, quella di sua madre-Ti prego vattene subito-il tono era quello di una supplica.
-Dov'è? Voglio vederla dimmi dov'è!- urló un'altra voce che però stavolta riconobbe subito. Quella era senz'altro la voce di suo padre.
Si accostó un po' di piú per poter ascoltare meglio-Non sto scherzando Kat, dimmi immediatamente dov'è Lily prima che mi arrabbi ancora-
-No-la risposta secca di Kat e il suono di un colpo secco.
-Papà- Lily uscì fuori dal suo nascondiglio. Vide meglio la scena. Sua madre inchiodata al letto, tenuta da due uomini che sarebbero stati scambiati facilmente per due lottatori. Suo padre si giró. Si era dimenticata il volto di suo padre da rilassato. Non era cambiato per niente, stessi occhi verdi, stessi capelli biondi e stessa carnagione abbronzata. Era giovane, molto ma la barba folta lo invecchiava.
-Lily, che piacere vederti di nuovo- il suo sguardo era quello di un maniaco del controllo, i suoi occhi iniettati di sangue. Lily sentì una fitta di paura.
-Cosa ci fai tu qui? Lascia stare mia madre- ringhió infuriata. Voleva essere forte, doveva esserlo per sua madre.
-Volevo rivedere la mia famiglia...quindi perchè non vieni qui-allungó un braccio per poterla afferrrare, ma lei si scostó rapidamente.
-Io non vado da nessuna parte con te, lascia stare mia madre e poi vattene da casa mia-ordinó, ma si sentiva talmente tanto ridicola nel dirlo. Come se stesse solo sprecando fiato e di fatto lo stava facendo, speró con tutto il cuore che Peter arrivasse presto, anche se allo stesso tempo non voleva che si facesse del male.
-E io che ho fatto tutta questa strada per vederti...-
-Non mi importa-
-Bene, non volevo arrivare a tanto-
Lasció Kat e in quel momento Lily sentì ogni cellula del suo corpo che andava in tilt, mentre la figura scura di suo padre si avvicinava come un gigantesco spettro. Lily vide che sua madre era sdraiata sul letto, come se si fosse addormentata-COSA HAI FATTO?!?!-urló.
Non rispose, ma la prese per i capelli e fece sbattere la fronte contro il muro. Lily sentì un dolore forte e violento, cadde a terra mentre la stanza cominciava a girare. Un altro colpo sullo stomaco, che le tolse il respiro e poi un'altro ancora sulle braccia, le gambe. Era come sentire le cicatrici e i lividi di un tempo che si riaprivano piano piano.
Proprio in quel momento, quando il dolore era troppo forte e il mondo fuori era solo una cosa di cui non preoccuparsi, riuscì a scorgere nel suo campo visivo suo padre che cadeva a terra in seguito ad un pugno in faccia e di fronte a lui vide uno sguardo infuriato, due occhi iniettati di sangue e un altro colpo carico, Peter.
-Stronzo-si era la voce di Peter, carica di rabbia, come in preda ad una furia omicida.
Dopo un altro violento colpo, Lily non sentì piú suo padre o gli altri due uomini intorno a lei, ma solo una mano fredda che le prendeva la testa tra le mani e che la sollevavano per poter poggiarla sulle sue gambe.
-Lily, mi senti? Non mollare l'ambulanza sta arrivando-mormoró, ma la sua voce assomigliava molto ad una ninna nanna che la faceva addormentare.
-Mia...mia madre...-sussurró e alzó la mano per poterla indicare, ma vide in rivolo di sangue sul braccio.
-Peter...-fu l'unica cosa che riuscì a dire prima di chiudere definitivamente gli occhi.Peter era rimasto tutto il giorno in ospedale, aveva avvertito Patrick che nel giro di cinque minuti si era precipitato da lei, Lucas era insieme ad Annabelle alla caffetteria. Lily era stata portata in sala operatoria, uno dei colpi di suo padre le aveva procurato un'emoragia e sono rimasti là dentro per ore, così tanto che a Peter era sembrato un'eternità.
Era seduto di fronte al letto di Lily, Patrick invece era andato a prendere del caffè. Peter osservó Lily, era sdraiata ad occhi chiusi. Sembrava una bambina, il viso cosparso qua e là di lividi violacei. Le mani attaccate a dei tubicini trasparenti e uno di questi tubicini vicino al suo naso per farla respirare. Peter si ricordó la sensazione di paura che aveva provato quando Lily l'aveva chiamato, un misto di paura e soddisfazione perchè aveva chiamato lui e nessun altro. Si ricordó la rabbia che aveva provato quando l'aveva vista a terra, sanguinante e la violenza con cui si accanì contro suo padre.
Si avvicinó a Lily, ormai era passato piú di un giorno da quando l'avevano operata, si sarebbe svegliata a breve.
Infatti proprio in quel momento, vide la testa di Lily muoversi piano piano e poi i suoi occhi color cioccolato che si aprivano con altrettanta lentezza.
-Buongiorno raggio di Sole-mormoró poggiando i gomiti sul letto e allungando il collo.
La vide aprire la bocca, stava cercando di parlare-Peter-disse. La sua voce suonó molto bassa e soprattutto sfinita.
-Come ti senti?-
Lily incurvó le labbra e notó che stava sorridendo-Alla...alla grande-
Peter rise. Quando voleva anche Lily sapeva essere molto sarcastica.
-Vuoi che chiami il dottore?-
Invece di rispondere, scosse il capo e mormoró-Dov'è la mamma?-
-È di sotto, sta parlando con alcuni dottori, sta bene tranquilla-
Si tranquillizzó abbastanza, nonostante fosse molto tesa, forse per il dolore.
-Hai bisogno di qualcosa?-
Il suo volto era pallido, sentiva il suo stomaco ruggire per la fame, ma anche stavolta non rispose, ma sentì il contatto caldo della sua mano che si poggiava sulla sua. Peter la strinse un poco, stando attento ai cerotti sulle dita-Grazie-sussurró.
Peter sorrise di nuovo.
Proprio in quel momento la porta si aprì ed entró Patrick. Peter avrebbe tanto voluto tramortirlo con una sedia.
-Lily sei sveglia-
Poggió il caffè e un sacchettino su un cassetto e si avvicinó al letto. Peter d'istinto si alzó, non voleva assistere alla scenetta di suo fratello. Si impose di non pensare certe cose, non era da lui. Ma quando vide suo fratello che posava le labbra sulla fronte di Lily e quest'ultima sorridere, qualcosa dentro di lui cominció a frantumarsi come un bicchiere caduto a terra.
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Inferno paradisiaco a New York
Genç KurguLily Jaderson è appena tornata nell'inferno personale degli scandali e lussuria, Upper East Side. Ovviamente dopo essere stata via per più di un anno, non si aspetta le cose come un tempo, eppure certe cose davvero non cambiano. Come la rivalità imm...