Quando il cuore si riempe d'amore

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14/05

Mi svegliai di soprassalto.

I brividi percorrevano il mio corpo dopo l'incubo, il battito era accelerato e la vista offuscata dalle lacrime, cercai di mettermi seduta sostenendomi con i gomiti e appoggiando la schiena alla testiera del letto. Mi ci vollero diversi secondi per calmarmi e mettere a fuoco il luogo dove mi trovavo. Dal mobilio semplice e le pareti bianche intuii di essere in ospedale, Scorpius era lì accanto al letto con il gomito appoggiato sul materasso e la testa abbandonata sul palmo, profondamente addormentato. Come era tranquillo in quel momento, il viso disteso e sereno, quasi angelico. Mi venne da sorridere pensando che più o meno un mese fa eravamo nella stessa situazione con la differenza che i nostri ruoli erano invertiti, al solo pensiero ripercorsi, di nuovo, quei terribili giorni passati. Gli passai distrattamente una mano tra i capelli biondi, un gesto lieve, ma abbastanza da svegliarlo. Appena i suoi occhi assonnati incontrarono i miei vidi il suo volto accendersi con uno splendido sorriso.

-Lily, amore mio, sei sveglia finalmente- si sporse per darmi un tenero bacio sulla fronte, la sua espressione era molto sollevata, durante la mia incoscienza doveva averne passate tante.

-Si mi sembra che sia passato un secolo, quanto ho dormito?- gli chiesi accarezzandogli la guancia.

-Una settimana- rispose trattenendo uno sbadiglio e allungando le gambe sotto il letto. Sapere quanto tempo era passato mi fece trasalire dallo sconcerto.

-Scorpius- dissi cercando di mantenere la calma e le lacrime –Dove sono i bambini?- l'ansia era tale che nelle orecchie sentivo il battito sordo accelerato del cuore.

Prontamente Scorpius mi rassicurò -Lily calmati, i bambini stanno bene- prese le mie mani nelle sue.

-Dove sono?- domandai, non mi sentivo ancora tranquilla, se stavano bene allora dov'erano? Perché non erano lì con noi?

-In una stanza speciale, anche io all'inizio mi ero preoccupato ma poi l'infermiera mi ha spiegato tutto, i bambini avevano bisogno di cure più specifiche perché sono nati un mese prima del termine, i medimaghi si sono presi cura di loro, in capsule apposite per la crescita- concluse lui con tono rassicurante e grazie alle sue parole un grande macigno evaporò dal mio petto, togliendomi l'affanno di pochi secondi prima.

-E lì hai visti?- chiesi, infine, curiosa.

-Si tesoro e sono bellissimi- disse lui pieno d'orgoglio paterno.

-Quando potrò vederli?-

-Prima ho parlato con la guaritrice che lì ha in cura, ha detto che se dopo i controlli di stamattina i parametri fossero stati a posto lì avrebbero tolti dall'incubatrice oggi- mi raccontò lui.

-Oggi? Non vedo l'ora- risposi eccitata solo all'idea. Cercai di sporgermi verso di lui per baciarlo ma un dolore acuto allo sterno mi bloccò facendomi gemere dal dolore.

-Fai attenzione Lily, non devi fare movimenti bruschi, le tue ferite non sono ancora guarite- mi ammonì lui preoccupato.

-Lo sento- risposi tra i denti, cercando di mettermi nella posizione originaria senza provocarmi ulteriori dolori –A proposito che ti hanno detto di me?-

-Hanno detto che sei stata molto fortunata, quasi tutti i tagli da incantesimo sono guariti e la commozione cerebrale sembra non abbia causato danni ma ... -

-Ma ..?-

-Hai due costole rotte e per un po' ti faranno male, in più ti rimarranno delle cicatrici nei punti dove i tagli sono stati più profondi- continuò lui a disagio .

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