Sulle rive del lago Nero

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25/03

Nonostante fossimo più legati che mai per me e Scorpius, in quei giorni, fu quasi impossibile vederci. Nell'ultima settimana i suoi allenamenti in vista dell'incontro contro i Corvonero si erano fatti sempre più stressanti e lunghi. Non aveva mai un momento libero se non, forse, durante i pasti, anche se in realtà era costretto a stare con la sua squadra a ripassare gli schemi di gioco. Le uniche cose che faceva ormai era andare a lezione e giocare a Quiddich e gli allenamenti erano sia prima che dopo cena e finivano quasi sempre a notte fonda, ben oltre il coprifuoco.

Fortunatamente riuscii a ricavarne qualcosa di positivo da tutte quelle ore di solitudine, ripresi concretamente a studiare e a concentrarmi sui libri ritornando ad essere la secchiona di sempre, non che i miei voti fossero calati ma con tutti i problemi che mi assillavano non riuscivo a prestare la dovuta attenzione. Comunque smettendo di pensare ai miei problemi decisi di scalare un paio di punti dalla lista delle cose da fare, avevo deciso di dire la verità a Linda, dopotutto era giusto così.

Avevo organizzato tutto, glielo avrei detto quel giorno durante la passeggiata che avremmo fatto insieme sulla riva del lago Nero. Lo trovavo un posto fantastico dove schiarirsi le idee e parlare senza aver paura che qualcuno decidesse di spiare la nostra conversazione. Non utilizzai scuse o giri di parole, con lei non attaccavano, gli dissi tutto d'un botto il che, la spiazzò, naturalmente. Le diedi qualche minuto per assimilare la cosa e per un po' lei rimase nel più completo silenzio a fissarmi.

-Dovevo capirlo ... - disse infine – quel giorno in biblioteca ... è lì che è cominciato tutto vero? ... con quel libro d'ostetricia ... tutto adesso ha senso, i tuoi sbalzi d'umore, le corse ai bagni ... tutto- continuò quasi sotto shock.

Non mi guardava nemmeno e dal suo tono sembrava quasi che si rimproverasse per non essersene accorta.

-E Rose? Lei lo sa?- finalmente mi guardò con i suoi grandi occhi azzurri.

Annuii in risposta.

-Certo che lo sa, lo hai detto a lei e non a tuo fratello, lui no, ho indovinato?- di nuovo le feci si con il capo.

-Certo, perché se lo sapesse me lo avrebbe detto, è così per forza, giusto?- mi guardò con i suoi occhi severi, non capivo dove volesse arrivare con quelle sue domande cariche di rabbia.

-Cosa pensi che dovrei fare ora? Congratularmi?- m'incalzò di nuovo.

-No, volevo solo che lo sapessi. Mi è sembrata la cosa più giusta da fare ora- risposi sincera.

-Si ma Al? Non pensi che anche lui dovrebbe saperlo?- m'interrogò per l'ennesima volta.

-Conosci la situazione Linda! Sei certa che mio fratello possa accettare la verità?-

-Forse dovresti solo dargli un po' di fiducia ... -

-Gliene ho già data e continuerò a dargliela perché è sempre mio fratello. Ma finché non sono sicura che accetti Scorpius non glielo dirò-

-Ma Lily ... - ricominciò lei, sapevo dove voleva arrivare ma non potevo accontentarla.

-Linda tu sei la sua ragazza, se pensi che debba sapere la verità sei libera di dirgliela, la scelta sta a te. Non posso fare altro che chiederti che se deciderai di farlo devi esserne totalmente sicura, perché una volta fatto non potrai più tornare indietro, pensaci bene- l'avvisai, non potevo fare altro.

Lei mi guardò un'ultima volta negli occhi, cercando conferma, poi si voltò rivolgendosi al lago, che con le sue acque placide lambiva la spiaggia come se l'accarezzasse.

-Lily io .... Ho ..... ho bisogno di pensare. Scusami- così dicendo si allontanò a passo svelto da me.

Non mi pentii di quello che gli dissi quel giorno, pensavo che fosse giusto dirglielo.

Forse non avrei dovuto.

Tornai al castello per via del freddo che stava calando insieme alle tenebre del tardo pomeriggio. Guardai in Sala Grande per vedere se c'era qualche volto familiare ma rimasi delusa nel constatare che era vuota.

Salii le diverse scale fino alla torre Grifondoro.

Merlino! Quanto mi mancava quel posto, da quando mi ero trasferita con Scorpius ci ero tornata una manciata di volte, il che mi diede una stretta al cuore. Fortunatamente nessuno aveva fatto troppe domande dopo il mio trasferimento, la preside aveva pensato a tutto, giustificando questo cambiamento, per dare la possibilità ai due semifinalisti di avere più tempo a disposizione per allenarsi senza intralciare la quotidianità degli altri studenti. Ovviamente aveva omesso che noi due abitavamo insieme.

-Parola d'ordine- mi chiese la signora grassa, come al solito, posta di guardia alla porta.

-Uova di Fenice alla piastra- dissi e la porta si aprì, dovevo ricordarmi di ringraziare Rose per la parola d'ordine, qui la cambiano ogni due o tre giorni e lei, fortunatamente, mi teneva sempre aggiornata.

Entrai in sala comune, Rose era seduta su uno dei divanetti davanti al caminetto. Stava leggendo ma si accorse quasi subito della mia presenza e non perse tempo appena mi avvicinai.

-Glielo hai detto?- mi chiese senza staccare gli occhi da ciò che stava leggendo.

-Si, spero che prima o poi riuscirà a perdonarmi- risposi.

-Sei sicura di ciò che hai fatto? Ora potrebbe già essere da Albus a raccontargli tutto-

-Lo so Rose, sono a conoscenza delle conseguenze ma allo stesso tempo sono fiduciosa- lo pensavo veramente.

-Secondo me ci speri troppo, Linda è brava con Albus e sicuramente glielo comunicherà nel migliore dei modi ma non potrà contenere di certo la furia di tuo fratello dopo che lo avrà saputo-

-Sei troppo dura con Albus Rose, lui è pur sempre mio fratello-

-Non mi sembra che questo lo abbia fermato in passato-

-Vedremo, adesso possiamo cambiare discorso per piacere, mi sembra che ne abbiamo già discusso abbastanza di questa storia-

-Ok parliamo di come dirai la notizia a James- commentò Rose maligna.

-Certo che non vuoi mollare, comunque ho già spedito una lettera a James dove gli ho spiegato tutto- aggiunsi, lasciando mia cugina a bocca aperta.

-Davvero? Lily Luna Potter è incredibile ma sei riuscita a stupirmi- rispose

-sono davvero colpita-

-Lo so Rose sono piena di sorprese- scherzai.

-Ehi ragazzina, ti ricordo che sono più grande di te- mi rimbeccò lei.

-E con ciò? Posso comunque prenderti in giro quanto mi pare e piace- risposi impertinente.

-Questo è tutto da vedere- rispose mentre chiudeva il libro e con l'altra mano afferrava il cuscino che aveva dietro la testa.

-Prendi questa- esclamò colpendomi in faccia.

-Ahi- gridai sorpresa da quell'imboscata.

-E ritieniti fortunata ad essere incinta, se non lo fossi avrei cominciato a farti solletico fino alla morte- sussurrò lei in modo che nessuno la sentisse.

-Non oseresti- la sfidai.

-Sorella, appena avrai sfornato i marmocchi, aspettati un attacco a sorpresa e non sarò clemente- mi minacciò Rose.

La guardai per qualche secondo stupita dalla sua dichiarazione ma l'espressione da dura durò bene poco perché dopo qualche secondo si mise a ridere trascinando anche a me nelle risate.

Ve l'ho detto la mia famiglia e pazza e mia cugina Rose è la più pazza di tutte.

E' per questo che lì adoro.


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