- Mamma.. Mamma.. - Mi chiamó Noah durante la notte.
- Amore ? Tesoro che succede ? - Domandai.
- Non lo so mamma, qualcuno ha bussato alla nostra porta - Sussurró stringendo il suo orsacchiotto.
Mi alzai e presi la mazza che stava dietro il comodino.
- Mettiti sotto le coperte e rimani lì finché non te lo dico io - Dissi camminando lentamente verso la porta.
La spalancai e diedi la mazza in testa a un'ombra.
- Ma che cazzo! Ma sei pazza! -
Quanto cazzo sto godendo?!.
- Oh! Scusami - Dissi falsamente trattenendo una risata.
- Brutta stronza - Parló.
Cercai di richiudere la porta ma la bloccó.
Sbuffai.
- Che cosa ci fai qui? Hai svegliato Noah - sospirai.
- Volevo vedervi.. Vederlo.. Vederti - Si massaggió la testa.
- Ridicolo, entra -
Lo guardai entrare e accesi la luce.
- Noah? Noah ? - Mi avvicinai a lui.
Perfetto.
- Ma.. Si è addormentato! -
- Ah, beh.. Volevo parlarti comunque - si sedette sul mio letto.
- Dimmi tutto -
Si levò le scarpe.
- Ho chiamato mia madre, quando finirà tutto questo, cioè tra quindici giorni, vi ha invitato a mangiare a casa sua - Sorrise.
- Perché ti levi le scarpe ? - Domandai.
- Perché - Si alzó - Stiamo per fare l'amore - sorrise cingendomi i fianchi.
Allacciai le braccia al suo collo e baciai le sue labbra soffici.
Percorsi la linea dei suoi fianchi e gli alzai la maglietta.
Mi prese in braccio e mi posò su quelle soffici e bianche lenzuola spogliandomi e accarezzando ogni centimetro della mia pelle.
Mi lasció dolci baci e mi accarezzó l'interno coscia per poi divaricarle leggermente.
Mi penetró con un gesto deciso e incominció a fare avanti e indietro dentro di me stringendomi il seno a ogni spinta.
Ansimai pesantemente mentre gli facevo a brandelli la schiena.
- Shh - Rise - Noah sta dormendo - Continuó a spingere.
Risi e divaricai ancora di più le gambe mentre lui spingeva.
Venimmo insieme, proprio nello stesso istante. Mi teneva stretta la mano mentre cercavamo di riprendere il respiro.
Ci addormentammo accanto l'uno all'altra.
Ore 9:30.
- Buongiorno mamma - Sorrise Noah saltando sul letto.
- Sveglia! Sveglia! - Urló sorridente. - Dobbiamo andare da Louis! Ha promesso che mi portava a giocare alle cascate! - Rise.
- Noah! - mi posai il cuscino sulla testa. - Ancora dieci minuti ti prego! -
- No! - Mi lanció i vestiti. - Adesso -
A malavoglia mi alzai, e mi vestii scoprendo però che fuori c'era una burrasca in piena regola.
- Corri amore! - Risi e arrivammo fino alla comune.
- Louis! - Urló Noah saltandogli in braccio.
Lui era stato il mio mondo, era stata l'unica cosa che mi aveva dato una ragione di vita. L'unico in grado di farmi superare la morte di Noah.. L'unico che quando avevo bisogno c'era sempre. Mi aveva preso e strappata dalle braccia di mia madre quando mi cacció di casa poco dopo aver scoperto che aspettavo un bambino.
Tutte quelle notti passate a fare l'amore mi avevano regalato un bambino, un ometto, che sarebbe cresciuto diventando uomo, proprio come suo padre.
Ma adesso, quando guardavo Louis non vedevo altro che un ammasso di ricordi che si facevano strada nella mia mente. Un groviglio di emozioni che mi giravano lo stomaco, come delle mani che mi scavavano dentro sempre più in profondità.
Lui adesso prendeva in braccio suo figlio, quello con qui quando era incinta, si divertiva tanto a parlare attraverso la mia pancia.
Come potevo pensare di.. Proibire a Louis di vedere il suo bambino?
Era anche vero che per cinque anni lui non si era fatto vivo, ma nonostante ciò sapeva sempre e accuratamente i dettagli della sua vita. Forse il problema non era il bambino, ma il rapporto tra me e lui?
- Sta piovendo a dirotto! Non potremo andare a giocare fuori - Disse abbassando la testa e appoggiandola alla spalla del padre.
- Ei - Sorrise Louis - Perché non facciamo qualcosa con la tua mamma ? - Sorrise guardandomi.
- Guardala li, guarda quanto è bella - disse al suo orecchio.
Questo provocò una risatina da parte di Noah.
- La mamma è troppo vecchia per te! - Rise.
- Ometto! Che tu ci creda o no, la tua mamma è più piccola di me - Rise.
- Ah sì? Perché non vi mettete insieme ? Sai il mio papà l'ha abbandonata.. Lei si sente molto sola, ogni tanto piange -
Sbarrai gli occhi.
- Noah! Vai dalla zia a farti dare la colazione - lo feci scendere e lo spinsi verso il tavolo di Joenne.
- L'innocenza dei bambini - spiegai.
- Si.. Davvero piangi ? - Domandó.
- No.. - Risi.
- E per chi dovrei piangere ? Per uno che - mi zittì baciandomi.
Chiusi gli occhi e gli gettai le braccia al collo.
- Che cosa stiamo facendo ? Tu devi starmi lontano -
- Non ci riesco Amber davvero.. 5 anni fa.. Ho fatto un'enorme cazzata! E non voglio più rifarla - Sospiró.
- No Louis mi dispiace, ti farò vedere tuo figlio, ma tra me e te è finito tutto - Dissi decisa più che mai.
- Anche il sesso notturno ? - Domandó.
- Quello sopratutto -
Mi girai e camminai verso il tavolo di Joenne.
Provai una forte stretta al cuore e ogni passo che mi allontanava da lui era sempre più difficile.
Annuì. Ero forte. C'è la potevo fare!
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Changes - Sospesa, In revisione -
FanfictionLei Amber Walker,una ragazza con i piedi per terra,che dopo la morte del fratello ha smesso di sognare. Lui Louis Tomlinson, un ragazzo dolce ma allo stesso tempo misterioso. Amber verrà mandata in un campo estivo dopo la morte del fratello e sarà...
