Erano le quattro del mattino, Amber era accanto a me, aveva la testa poggiata sulla mia spalla. Dormiva.
Quella situazione stava diventando ingestibile, ed era appena cominciata.
Quando la abbandonai all'altare avevo l intenzione di tornare, volevo solamente bere un goccetto, ma alcool e pressioni non sono buone consigliere.
Pensavo di avere ancora del tempo quando si avvicinò a me un ragazzo, all'incirca della mia età e quello che mi propose su talmente tanto allettante che non ebbi la possibilità di rifiutare, solo che non pensavo di firmare un contratto a vita.
Avevo intenzione di tornare, forse non proprio per il matrimonio... Pensai che avrei potuto farle una sorpresa, tornare con una marea di soldi per dimostrarle che sapevo prendermi cura di lei, perché era quella la mia più grande paura, la paura che mi ha spinto a uscire dal bar per unirmi a un ragazzo sconosciuto e non per sposare la donna dei miei sogni... Era la paura di non riuscire ad essere all'altezza, sopratutto economicamente...
E invece.
E invece ci troviamo qui, 5 anni dopo, ho nascosto tanti di quei soldi da farmi essere l'uomo più felice del mondo, ma sto rischiando di perdere ciò che nessuno può più restituirmi... La mia famiglia.
Non potevo lasciare che andasse così, Amber si era fidata tanto di me... L'avevo delusa talmente troppe volte... E Noah... Mio figlio...
Mi sono perso praticamente tutto di lui, anche se l'ho guardato silenziosamente per cinque lunghissimi anni.
La paura che potesse succederglj qualcosa era immensa, ed era sempre quella paura che mi aveva impedito di tornare, per tutto questo tempo...
E allora perché sono tornato?
Semplice, perché pensavo di avere messo tutto a posto... Ma adesso mi rendo conto che non c'è nulla al proprio posto...
-Tomlinson? -
La voce dell infermiera mi colse di sorpresa. Cercai di spostare Amber delicatamente per non svegliarla, non volevo crearle problemi, sopratutto nella sua situazione.
-Siamo i suoi figli - disse mia sorella.
- Vostra madre ha subito una lesione del cranio, le sue attività cerebrali sono quasi nulle... - disse cautamente.
Quelle parole entrarono nelle mie orecchie come coltelli. Mia madre era cerebralmente morta.
Ed era colpa mia.
Per un secondo la stanza intorno a me cominciò a girare, le mie mani sudavano e la testa mi palpita a incessantemente, come tanti piccoli martelli nella testa.
Avevo ucciso mia madre, poi il buio.
______
Pov's Amber
Venni svegliata di soprassalto, Charlotte stava urlando e Louis era a terra.
Mi alzai velocemente senza capire che cosa poteva essere capitato.
-Lou! - urlai.
- PORTATE UNA BARELLA!! - urlò l'infermiera chinandosi su Louis per cercare di aiutarlo.
Lo caricarono e lo portarono via sotto il mio sguardo spaesato e il pianto di Charlotte.
-Si può sapere che cosa è successo?! -
-La mamma... -
Trasalì.
-Ha detto che ha subito delle Lesioni carniche, poi Louis ha cominciato a stare male... E non sono riuscita a capire cos'ha detto l'infermiera cazzo! - imprecò.
-Va bene... Siediti - La accompagnai fino alla sala d'aspetto.
-Cerca di calmarti, fai un bel respiro, provo ad andare io, e poi ti riferisco, d'accordo? -
Lei annuì silenziosamente.
-Grazie Amber -
-Smettila, bevi un po', io torno subito. -
Non volevo lasciarla sola, ma aveva bisogno di capire cosa fosse successo e sinceramente anche io...
Mi diressi verso la sala delle infermiere e dopo aver bussato apri la porta trovandomi davanti una miriade di medici intenti a controllare forse delle lastre.
-Scusatemi, sono la moglie di Tomlinson... -
- Mi occupo io della signora, venga -
Un'uomo con i capelli brizzolati si qualificò tra tutti gli altri e venne verso di me.
-Ho mandato l'infermiera a informarvi... -
-Si! - Risposi secca - Ma mia cognata è andata in panico dopo che mio marito è svenuto... -
-Certo, comprendo che questo è un momento molto delicato, mi dispiace tanto... -
-Che cosa succede? -
Sospirò.
-La signora ha avuto un trauma da arma da fuoco alla nuca ma... -
Trasalì.
- Questo le ha provocato la lezione? -
Scosse la testa e rimasi sorpresa.
-No, la pallottola fortunamente era molto superficiale, direi che è stata presa di striscio ma... La caduta è stata la causa della lezione - Sospirò.
Era terribile...
-Si può fare qualcosa? - domandai
Il dottore incrociò le braccia, aveva un viso paterno e rassicurante.
-La medicina può fare grandi cose, ma noi dobbiamo dargli il modo di fare il suo lavoro, è tutto nella mani di sua suocera, molte persone sembravano spacciate e invece si sono risvegliati anche dopo anni...
Sará un lungo percorso se deciderete di non staccare la spina -
Era troppo per me, li a parlare con quel dottore non ci dovevo essere io, ma loro, i suoi figli...
- Quanto tempo abbiamo per decidere? - domandai.
Lui mi toccò la spalla in modo paterno.
-Tutto il tempo che volete - mi sorrise e se ne andò lasciandomi nel bel mezzo di un corridoio vuoto, dove l unico rumore che sentivo era quello dei respiratori e delle macchine.
Non potevo credere che stava succedendo tutto questo... Cosa poteva andare peggio?
-Signorina, mi scusi, siamo della Polizia, dovremmo farle delle domande riguardo alla sparatoria di questa notte, lei è la madre del nipote della vittima vero? -
Rimasi spiazzata. Due uomini si erano palesati davanti a me, uno alto e magro, l'altro un po' più basso con i capelli scuri.
-Scusatemi... Non capisco... -
-Abbiamo ricevuto una chiamata sul luogo dell incidente e abbiamo scortato sua suocera in ospedale, volevamo chiederle se lei ha qualche informazione che potesse esserci utile... - Disse il ragazzo alla mia destra.
La situazione stava diventando davvero grave, adesso la polizia, Louis, sua madre...
Dovevo sedermi...
-Io non so come aiutarvi nemmeno volendo... - Sorrisi cercando di cammuffare la mia disperazione.
-Abbiamo solo bisogno di sapere se conosce qualcuno che potrebbe avere dei risentimenti con sua suocera, qualcuno arrabbiato con lei fino al punto da commettere questo gesto - disse in tono molto molto calmo, chissà come facevano a mantenere il sangue così freddo.
Scossi la testa - Non saprei, è una donna talmente tanto dolce - Sorrisi - È una mamma e una nonna fantastica -
-C'è qualcuno nella famiglia che potrebbe avere qualche problema? Chessò un torto forse? -
Scoppiai a ridere fragorosamente.
-No è impossibile, ne sono sicura -
Forse avevano capito che non avrebbero ricavato nulla ma allentarono la presa e finalmente tirarono fuori il bigliettino da visita dalla tasca.
- Le lasciamo il nostro biglietto da visita, se per caso le viene in mente qualcosa ci chiami -
-Certamente - Sorissi mettendomi il bigliettino in tasca - Grazie mille! -
Rimasi seduta lì per altri due minuti, finché non vidi Louis uscire da una delle stanze accompagnato da Charlotte.
-Amore, stai bene? -
Era pallido e scavato, agitato, visibilmente agitato.
-Chi erano quelli? - Domandò ignorando la mia domanda.
-Gli agenti che si occupano del caso di tua madre -
Lo vidi trasalire.
-Caso? Hanno aperto un'inchiesta? -
Annuì.
Louis rimase in silenzio per un secondo, poi tirò fuori il pacchetto di sigarette dalla tasca e ne estrasse una mezza schiacciata a causa della caduta.
-Ho bisogno di fumare una sigaretta, arrivo subito - concluse dirigendosi verso l'uscita del pronto soccorso.
Non sapevo cosa fare se per farlo stare bene, ma una cosa era certa, dovevo stargli vicino, dopo tutto quello che aveva fatto per me glielo dovevo un po'.
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Fiksi PenggemarLei Amber Walker,una ragazza con i piedi per terra,che dopo la morte del fratello ha smesso di sognare. Lui Louis Tomlinson, un ragazzo dolce ma allo stesso tempo misterioso. Amber verrà mandata in un campo estivo dopo la morte del fratello e sarà...
