C'è una possibilità.

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Quelle parole mi rimbombavano nella mente.
- Sono molto carini i gemelli sai? - sorrise Joenne.
Mi girai verso di lei.
- C'è per caso, qualcosa nella mia vita che ti fa credere che io possa rimanere incinta ora ?! - Dissi piuttosto acida.
- Beh, forse è stato un po inaspettato.. -
Risi.
- Inaspettato? Sta minchia! Sono incinta di Louis! - Quasi urlo.
Joenne sospira.
Adesso il problema non era tanto la gravidanza, ma quanto il come dare la notizia a Louis.
- E se fingessi di essere stata con qualcun'altro ? -
Joenne mi guarda storta.
- Hai ragione è pessima -
- Ragazzi, siete maggiorenni e vaccinati, dovete prendervi le vostre responsabilità, è lo stesso discorso che ti ho fatto con Noah, uguale identico, ti prego sfruttalo -
Mi molló davanti a casa, e dopo averli salutati andai a salutare Noah, che ancora stentava a parlarmi.
- Amore? -
Nessuna risposta.
- Amore ? -
Ancora nessuna risposta.
Mi avvicinai alla sua stanza e lo sentii bisbigliare.
- La mamma e scobutica - Rise.
Ah davvero?.
- Lo zio Liam mi ha detto che è andata a fare una visita per vedere se aspetta un fratellino -
Il cuore mi salì in gola.
Entrai.
- Noah, chi è ? - Domandai.
Sbuffó.
- Papà - mi passò il telefono.
Lo portai all'orecchio.
- Luois -
- Amber dimmi che non è vero, che Liam stava scherzando - Sospiró.
- No. Non stava scherzando, vieni qui, ti devo parlare -
Pov's Louis.
Mi doveva parlare.
Era incinta.
Me lo sentivo fino nel midollo.
Quando lei dice ti devo parlare non è mai un buon segno.
Però, forse, riflettendoci, se fosse incinta io avrei una scusa in più per poterla vedere, Brian e un fratellino, maschio o femmina ?.
Ero così spaventato che avevo voglia di uccidermi, ma così felice che avevo voglia di urlare.
Presi le chiavi della macchina, la giacca e partì alla volta di casa sua. Oramai sapevo a memoria dove abitava grazie a Liam.
Parcheggiai nei tristi percheggi dell'edificio e suonai al campanello Walker.
È il cognome del bambino? Perché non avevo mai chiesto nulla di tutto ciò ad Amber ?.
Il portone si aprì e con un groppone in gola presi l'ascensore fino al quinto piano.
Lei era lì, con il viso sbattuto ad aspettarmi fuori dalla porta.
Non sapevo come comportarmi, che cosa dire o fare. Ero così impacciato.
- Papà! - Noah mi corse incontro riempiendomi il cuore di orgoglio e gioia.
- Ciao campione! - Sorrisi prendendolo in braccio.
- Come sta il mio bambino? -
- Bene, la mamma mi ha comprato un gioco nuovo lo vuoi vedere ? - disse tutto eccitato.
- Dopo campione, adesso devo parlare con la mamma -
Lui fece un sorrisetto malizioso e scoparì.
Che teneri i sorrisi dei bambini.
Guardai Amber, non riuscivo a decifrare le sue emozioni, cosa che di solito mi riusciva benissimo.
- Amber - Dissi in tono più calmo possibile.
Fece un cenno per farmi entrare e mi sedetti sul divano.
La casa era piccola ma accogliente.
Dalla porta d'ingresso arrivavo subito a un lungo corridoio dove infondo c'erano due porte, le due camere dal letto. Una sistemata davanti nella stessa linea della porta di casa, è una messa nel lato destro del corridoio.
Nel lato sinistro c'era l'entrata al salone, dove poi arrivavi alla cucina, e infine accanto alla porta nel lato destro c'era il bagno.
Sapeva tutto di lei.
- Allora.. - Disse Amber sedendosi sul tavolino marrone davanti al divano.
La guardai con le mani congiunte.
- Sono incinta, questo lo sai già - Sospiró.
Il cuore cominciò a battermi forte, e il corpo mi diventó come un budino.
- Si, Noah mi ha accennato qualcosa - dissi freddo come il ghiaccio.
Era l'unico modo di essere che riuscivo a tirare fuori in quel momento.
Lei annuì.
- Ho fatto un'ecografia, ed è risultata una gravidanza gemellare - Continuó.
Geme... Che ?
- Cosa ? - domandai ignorando i miei pensieri.
- Gemellare Louis, due bambini -
Merda.
Senza il controllo del mio corpo, mi ritrovai in piedi, con le mie labbra che premevano contro le sue.
Due bambini? Ero nella merda.
Dopo questo.. C'è una possibilità ?

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