Papà e le cicogne.

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- Mamma! Mamma! - Noah mi venne incontro tenendo in mano gli addobbi natalizi.
- Tesoro che succede ? - Domandai chiudendo la lavatrice.
- Hanno suonato! Hanno suonato! - Urló.
Sorrisi.
- Vado io -
Posai il cesto della roba da lavare e andai alla porta.
- Non si chiede chi è prima di aprire ? -
Sorrisi.
- Sapevo che eri.. - mi interruppe baciandomi contro il braghettone della porta.
- ciao amore -
- Ciao amore - Sorrisi a mia volta.
Rimanemmo appiccicati finché una personcina non si schiarì la voce.
- Campione -
Louis e staccó da me e andò a prenderlo in braccio.
- Ciao Papa - Disse vergognosamente.
Chiusi la porta e mi sedetti sul divano vicino a Louis.
- Amore, dobbiamo parlare con te - misi Noah in braccio a Louis.
Lui annuì.
- Io e la mamma.. - Louis si bloccó e mi guardò dritta negli occhi.
- Io e papà stiamo cercando di fare pace, in modo tale da tornare insieme - Sorrisi.
I suoi occhi si illuminarono.
- Avrò un papà anche io?! - sorrise al settimo cielo.
- Si Campione, mi dispiace di essere andato via - lo strinse.
Noah fece lo stesso - Non importa Papà.. io ti voglio bene lo stesso -
Era il momento più bello che avessi mai vissuto.
Louis e Noah erano identici e insieme sembravano una cosa sola.
Noah aveva lo stesso carattere di Louis, era dolce, simpatico e divertente, ma come Louis impazziva quando si sentiva solo.
- Ei, non è che adesso ignorate la mamma vero? - Risi.
- No mamma! - rise anche Noah.
- Vieni qui Amberina - Louis mi prese dal braccio e mi tirò tra le sue braccia.
Avevo tutto quello che per cinque anni mi era mancato, la mia famiglia.
- Noah papà e mamma hanno da fare la prossima settimana, te la senti di stare dalla zia per un po'? - disse accarezzandoci.
- Si, certo! -
- Ma che dobbiamo fare ? - domandai girandomi verso di lui.
Louis si avvicinò al mio orecchio e disse:  -abbiamo 5 anni da recuperare non molto castamente Amberina - 
Rabbrividì e gli sorrisi.
- Papà, la mamma è grassa guarda! - Rise Noah alzandomi la maglietta e battendo la mano sulla mia.
- No! No! - Lo fermó Louis.
Noah saltó dallo spavento.
- amore scusami, ma non devi colpire la mamma così forte - Sorrise accarezzandomi.
Lui mi guardò.
- E perché ? -
- perché, vedi, ci sono cose molto particolari che un giorno ti spiegherò.. però vedi ecco, la mamma ti ha mai raccontato della cicogna? -
Eh?
Quanto è scemo?
Risi - Racconti della cicogna a un maschietto? - lo guardai trattenendo una risata.
Lui guardò me e poi Noah - Beh, si, mia madre alla sua età me lo ha raccontato così - si mise una mano tra i capelli.
Lago. Solo a un suo movimento il mio intimo diventava il tamigi, soprattutto ora in gravidanza.
- Va bene - Risi. - Vai pure avanti -
- Allora Noah, ti dicevo, conosci la cicogna ? -
Noah mi guardó e io Risi.
- No papà.. -
- Fantastico! Allora vedi, - prese un pezzo di carta e un pennarello cominciando a disegnare - Allora, questa è la cicogna, lo vedi questo lenzuolino che tiene stretto dal becco? Ecco, questo è un bambino -
Emisi dei versi per cercare di non ridere, ma, purtroppo non ci riuscì e scoppiai in una risata fragorosa.
- Ti prego, vai avanti - Cercai di fermarmi.
Noah giró la testa verso suo padre.
- perché la mamma ride ? - domando sorridendo vergognoso.
- Perché tua mamma e Babba - Rise dandomi una slinguazzata sulla guancia.
- Blah! - Ridemmo io e Noah.
- Papà quindi la mamma ha un uccello con un bambino nella pancia ? - Chiese.
Rise.
- No campione, la tua mamma ha due bambini dentro la pancia - sorrise.
- Davvero? Avrò due fratellini?! -
- Si tesoro - sorrisi.
___
- Così mi schiacci! - Risi ansimante mentre Louis continuava a muoversi su di me.
Rise.
- Ti schiaccio volentieri Wendy - rise continuando a spingere.
- Da quando sei così porco ? - domandai.
- Da quando sono capitato in mezzo alle tue gambe - Sorrise.
Era più o meno l'una e mezza e Noah si era appena addormentato, quel bambino era una sagoma. Non voleva assolutamente che Louis mi toccasse.
- Parigi - Disse.
- Che ? - Domandai.
- Ti porto a Parigi - Mi bació.
Era passato più o meno un mese da quando io e Louis ci eravamo riappacificati, e beh, era il mese più felice della mia vita, lui era cambiato, ma.. non era come cinque anni fa, forse ero troppo attaccata a quei ricordi.
- Mamma ?! Papà ?! - Noah bussó alla porta.
Ci vestimmo in fretta e aprimmo la porta.
- Tu dovresti essere a letto! - Lo sgridai.
- Lo so, scusami mamma, ma, non riesco a dormire di la da solo, posso stare qui con te ? - domandó con quegli occhioni assonnati.
Sorrisi e lo presi in braccio.
- Va bene - Lo misi in mezzo a Louis e a me.
Luois gli accarezzava la testa e mi guardava.
- Amber..? - sorrise.
Alzai lo sguardo - Si? -
- Come sto andando insomma.. mi.. -
- Bene - lo interruppi. - Ma.. dobbiamo ancora chiarire un po' di cose - Gli presi la mano.

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