Capitolo 9

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9.


Quando la mattina lo abbracciò con il suo gelido tocco, Aken si sentì piuttosto disorientato nel trovarsi da solo, vicino al fuoco allegro che sfrigolava nel camino, e senza alcuna traccia di Eikhe.

Scostato di getto il mantello, il principe si levò in fretta dal suo giaciglio, guardandosi freneticamente attorno senza però vederla.

Già preoccupato, fu con immenso sollievo che la vide rientrare nella casamatta, parzialmente coperta di neve, mentre uno sguardo crucciato brillava nei suoi occhi foschi.

Notando subito la tempesta di neve che imperversava all'esterno, oltre al fischio spettrale del vento che soffiava sul passo, Aken la osservò sbarrare la porta, attendendo notizie.

"Prepariamoci a passare qui qualche giorno. Il fronte della tempesta è enorme" mormorò lei, piana.

"Che cosa?" esalò lui, facendo tanto d'occhi.

Liberandosi della neve che le era caduta addosso, Eikhe si avvicinò al fuoco per scaldarsi e, toltasi gli stivali per asciugarli vicino al focolare, si avvicinò a lui a piedi nudi.

"Ero uscita per seppellire Nys e recuperare le armi dei soldati, ma la neve aveva già ricoperto ogni cosa, rendendomi impossibile trovare sia lui che gli uomini. Stanotte è caduto quasi un metro di neve e, se continuerà così tutto il giorno, per domani ce ne saranno almeno due metri, davanti alla porta."

"Maledizione!" ringhiò il principe, irritandosi. "Dovremo continuare a mantenere aperto un varco, o saremo imprigionati qua dentro."

Eikhe assentì, prima di riprendere a parlare.

"La tempesta ritarderà anche i nostri nemici, Aken. Se anche ci fosse una pattuglia in arrivo qui, cosa di cui dubito, rimarrà bloccata a sua volta."

"Perché dubiti che ce ne sia una in viaggio?" le domandò a quel punto, fissandola curioso.

Sapevano già che Nargan non aveva mandato messaggi al Valico su un loro possibile passaggio: non si erano aspettati un loro attacco.

Diversamente, le cose avrebbero potuto andare molto peggio.

"Per via della dispensa" asserì a quel punto la ragazza, osservando la porta del ripostiglio. "E' ben fornita, e si vede che il cibo è recente. C'è persino della verdura fresca. I rifornimenti sono stati effettuati non più di una decina di giorni fa. E so per certo che non ne ricevono che una volta ogni due mesi."

"Quante volte sei stata di qui?" chiese lui, dubbioso.

"Parecchie volte. Ci sono delle prede ottime, in queste vallate" gli spiegò brevemente, prima di guardarlo e chiedere: "Cosa vuoi per colazione?"

"Eh?" esalò Aken, sconcertato.

"Visto che abbiamo un'intera dispensa da cui attingere, tanto vale rifocillarsi come si deve. Abbiamo entrambi patito le ristrettezze di questo viaggio, quindi dobbiamo recuperare le forze il più possibile" si limitò a dire Eikhe, avviandosi verso il ripostiglio. "A maggior ragione se è Vartas a farne le spese."

Quelle ultime parole, grondarono veleno.

Messa mano alla maniglia della porta, però, lei si volse a mezzo e aggiunse gentilmente: "Sei stato carino, stanotte. Grazie."

"Pensavo avessi bisogno di un po' di calore umano, dopo quello che è successo. Niente di che" scrollò le spalle lui, sorridendole. "Va un po' meglio?"

Il Marchio di Hevos - Cronache di Enerios Vol. 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora