16.
Il secondo giorno di lotta non fu differente dal precedente, e fiumi di sangue si mescolarono alla terra e all'erba schiacciata dal passaggio dei soldati, o falciata dai colpi degli zoccoli dei cavalli.
Le fauci dei lupi giungevano laddove il braccio delle donne-lupo non poteva, mentre le spade di Enerios fendevano l'aria ricca dei profumi del bosco in fioritura.
Nargan, racchiuso da una bolla protettiva offertagli dai suoi migliori soldati, osservava inquieto e nervoso l'evolversi della battaglia.
Nella sua mente non aveva ancora chiaro come procedere di fronte a quello schieramento così eterogeneo di forze ma che, a conti fatti, lo stava tenendo sotto scacco con indubbia bravura.
Con il duplice apporto delle donne-lupo e delle figlie sacre, Aken aveva annullato il vantaggio di Nargan, offertogli dai suoi cavalieri e dalla sacra stirpe di Hevos.
Su questo, il signore di Vartas aveva contato molto, per eliminare alla radice qualsiasi resistenza da parte di coloro che aveva deciso di conquistare.
Per colpa di Aken, invece, ora doveva fronteggiare un esercito esperto e agguerrito, non sparute squadre di guardie forestali di confine.
Scioccamente, il re di Vartas lo aveva creduto morto tra le acque del Fenar, invece la piccola lupa dai capelli d'oro che viaggiava con lui era riuscita in qualche modo a salvarlo.
Questo, gli aveva consentito di predisporre quel nutrito ed eterogeneo esercito per fermarlo, e ora non sapeva come procedere.
Invece di una guerra-lampo, come aveva sperato all'inizio, si prospettava una snervante quanto incerta lotta senza esclusione di colpi, di cui non poteva prevedere l'esito finale.
Avrebbe dovuto eliminarlo di persona a suo tempo, nel Cono del Silenzio, invece di giocare al gatto col topo contro il nemico sbagliato.
Irritato, Nargan fissò il campo di battaglia gremito di soldati mescolati tra loro in un miasma purulento di corpi aggrovigliati tra loro e, parlando al suo aiutante di campo senza mai distogliere lo sguardo dalla lotta, disse: "Dovete uccidere il principe Aken a tutti i costi. Ucciso lui, l'esercito si sfalderà come un castello di carte."
"Non è facile, sire. Due figlie sacre sono sempre accanto a lui e, anche se così non fosse, il principe è abile, con la spada" replicò l'ufficiale, timoroso di incorrere nelle ire del proprio re.
Digrignando i denti, Nargan ringhiò: "Quel maledetto ha stretto patti con tutte le figlie sacre della montagna, forse?! Uccidetelo! Non mi interessa come, ma voglio il suo sangue su quella radura!"
"Parlerò coi comandanti delle coorti" annuì l'uomo, allontanandosi da Nargan con passo lesto e a testa bassa.
Stringendo le redini del cavallo su cui sedeva con piglio rigido, Nargan sibilò tra i denti: "Avrò il tuo sangue, in un modo o nell'altro, Aken. Non ti permetterò di vanificare così i miei sforzi!"
***
Accorrendo nella strada principale del villaggio, al sopraggiungere di un paio di carri su cui si trovavano le donne di ritorno dal fronte, Eikhe e le sue compagne osservarono sgomente le pesanti ferite delle loro sorelle.
Avanzando velocemente – per quanto glielo consentisse la gravidanza – si affiancò al carro ed esalò sgomenta: "Cos'è successo?"
La donna che guidava il carro, una guerriera di circa cinquant'anni, le disse stancamente: "Ci hanno attaccate sul fianco sinistro dell'esercito con frecce incendiarie. Sono stati dei veri pazzi, a usarle in mezzo a un bosco. Ne hanno bruciato diversi acri."
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Il Marchio di Hevos - Cronache di Enerios Vol. 1
Fantasi(Categoria Contenuti: ORANGE FLAG) Il regno di Enerios è sull'orlo della guerra con il suo nemico storico, Vartas. Solo il suo principe ereditario, Aken di Rajana, e una ragazza-lupo, Eikhe di Nestar, potranno salvare il loro regno dalla distruzione...
