19.
Passandosi una mano sul volto madido di sudore, ma che tradiva un'indubbia soddisfazione, Eikhe scrutò con occhi scintillanti gli uomini seduti a cavalcioni sul tetto della sua nuova casa.
Tra risate e imprecazioni, stavano terminando di fissare le lastre di pietra - che fungevano da copertura - mediante l'utilizzo di ramponi metallici.
Grazie al passaparola di Harm tra colleghi e amici, Eikhe si era ritrovata a fare da capocantiere a una squadra di almeno venti uomini giovani e in salute che, ben volentieri, si erano messi al suo servizio.
Da principio, Eikhe non si era sentita per nulla tranquilla all'idea di dover aver a che fare con così tante persone, ma Harm l'aveva rassicurata.
Non solo erano tutte degne di fiducia, ma anche giovani devoti alla corona, desiderosi di ringraziarla per ciò che lei aveva fatto per il regno.
Certo, aver salvato il principe aveva contato di sicuro, ma Eikhe aveva faticato non poco a venire a patti con la loro gratitudine, almeno i primi mesi.
Con l'approssimarsi dell'inverno e della fine dei lavori, però, ormai la giovane aveva fatto amicizia con tutti loro.
E, non pochi tra essi, si erano accollati diversi turni accanto alla culla di Antalion che, per espresso volere della giovane madre, non era mai rimasto lontano da lei.
Ildera e Konis si erano fatti carico di portare loro i viveri, durante quei lunghi mesi di lavoro, nonostante Eikhe si fosse più volte impuntata per il contrario, a tal proposito.
Entrambi, però, l'avevano azzittita adducendo come scusa il desiderio di vedere il nipote, che si trovava sempre al cantiere con lei.
In realtà, e con grande piacere della giovane, aveva ormai compreso che non solo il piccolo Antalion era al centro dei loro pensieri.
Nonostante tutto ciò che, fino a un anno prima, li aveva divisi e resi quasi degli estranei, ora Eikhe si sentiva in famiglia... in una vera famiglia.
Quella forzata vicinanza aveva creato un legame duraturo che nulla, neppure la distanza, avrebbe più spezzato, ed Eikhe ne era felice perché, a conti fatti, lei e Antalion potevano contare solo su di loro.
Il luogo in cui era nata e cresciuta, purtroppo per lei, le era ormai ostile.
Nonostante Sendala e Tyura fossero riuscite, in quei mesi, a raggiungerla in diverse occasioni, sapeva che Nestar sarebbe stato per sempre un posto off-limits.
Ma le stava bene anche così.
Aveva Antalion, l'amore del padre e l'affetto della matrigna e del fratellastro, oltre all'amicizia di tutte le persone che, nel corso di quei mesi, si erano avvicendate per dimostrarle appoggio.
Certo, ricominciare da sola sarebbe stato complesso, ma non impossibile.
Inoltre, si trovava solo a mezz'ora di cavallo da Marnha, dalla sua famiglia acquisita. Non era un'eternità.
Lì dove aveva scelto di vivere, nei pressi di un ruscello e nel bel mezzo di un'ampia radura riparata da alti pini da resina, c'era abbondanza di selvaggina.
Ben presto, avrebbe potuto ricominciare a cacciare e preparare nuovi pellami lavorati.
Con i soldi che avrebbe guadagnato vendendo i suoi articoli d'artigianato, avrebbe acquistato quel poco che la foresta non poteva offrirle e, nel contempo, avrebbe cresciuto il figlio nel rispetto delle leggi di Hevos.
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Il Marchio di Hevos - Cronache di Enerios Vol. 1
Fantasi(Categoria Contenuti: ORANGE FLAG) Il regno di Enerios è sull'orlo della guerra con il suo nemico storico, Vartas. Solo il suo principe ereditario, Aken di Rajana, e una ragazza-lupo, Eikhe di Nestar, potranno salvare il loro regno dalla distruzione...
