Capitolo 26

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26.


Aken aprì svogliatamente gli occhi, al suono melodioso degli uccelli boschivi.

Sorridendo nell'osservare il viso addormentato dell'amata, stiracchiò le braccia fino a sfiorare il muro di tronchi, prima di chinarsi a baciare Eikhe.

"Sveglia, dormigliona."

Lei, dopo un momentaneo stordimento, sollevò sonnacchiosa le palpebre pallide.

Sorridendo serena non appena rammentò chi stesse dormendo al suo fianco, si arrampicò su di lui e mormorò: "Non sei un sogno, allora,... sei veramente qui."

"Sì, e ci resterò" sorrise lui, facendola sorridere piacevolmente.

Le mani, guidate dall'istinto e da vecchi ricordi, scivolarono lente dall'attaccatura delle natiche lungo la spina dorsale di Eikhe.

Quando, però, sfiorarono i residui di cicatrici ormai vecchie, i suoi occhi ebbero un guizzo leggero.

In un attimo, però, il guerriero mascherò il proprio disappunto dietro un sorriso.

Senza lasciarsi ingannare, la donna baciò delicatamente le labbra di Aken, sussurrando: "Non farci caso."

"Sapere che te le hanno fatte per causa mia, non mi aiuta a non farci caso" replicò gentilmente lui, continuando a esplorare la sua schiena nuda, tracciando con le dita i contorni di ogni cicatrice come a volersele imprimere nella mente.

Socchiudendo gli occhi, Eikhe calò la bocca sul suo mento, leggermente punteggiato di barba, e alitò sulla sua pelle calda: "Ogni cicatrice, io la porto con orgoglio."

"Non avevo alcun dubbio" ridacchiò lui, prima di scostarla gentilmente da sé per scavalcarla e mettersi sopra di lei.

Ancora prona, la donna volse il capo sul cuscino per scrutarlo con la coda dell'occhio e Aken, sogghignando furbamente, si chinò su di lei e iniziò a percorrerle la schiena con lenti, caldi baci a fior di pelle.

Quel ritmo blando e sensuale scatenò in Eikhe una lunga, interminabile serie di piccoli brividi bollenti.

Mordendosi un labbro per trattenersi dall'ansimare al suo tocco così delicato ed esperto, affondò le unghie nelle lenzuola.

Aken, implacabile e apparentemente mai sazio, continuò a baciarla con straziante lentezza, godendo di ogni centimetro della sua pelle calda.

Scendendo sempre di più, poco alla volta.

Le sue mani, complici maliziose della bocca, percorsero viziosamente i suoi fianchi – ormai liberi dalle lenzuola – lasciando dietro di sé scie infuocate sulla carne morbida e profumata.

Sotto quella piacevole tortura, Eikhe si dimenò nel vano tentativo di voltarsi per dare sfogo anche ai propri desideri.

A ogni suo tentativo, però, lui la bloccò con decisione ai fianchi, affondando le forti mani nella sua pelle dorata.

"Non ancora."

Fu solo un sussurro, ma bruciò nelle orecchie di Eikhe come fuoco.

Non potendo più resistere, la donna si lasciò sfuggire un ansito di piacere, subito soffocato contro i cuscini.

Ridendo roco, Aken si scostò un momento dalla schiena dell'amata per alitarle all'orecchio: "Pensi che Antalion si scandalizzerebbe, sentendoti urlare?"

Il Marchio di Hevos - Cronache di Enerios Vol. 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora