8. UNA CHIAVE, DUE SERRATURE

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"L'hai vista di nuovo, vero?"

Sentivo una voce ovattata, ma non riuscivo esattamente a definirla. Qualcosa mi stava strattonando, prima piano, poi con forza sempre maggiore.

"Hey Nat, ci sei?"

"Ci sono".

"Raccontami cos'hai visto ragazzo".

"Prima voglio sapere tutto quello che sai di quella porta e dell'albero intagliato nel legno".

"È sempre stata lì, che io sappia, c'era già quando sono venuto a vivere qui. Ho sempre pensato che fossero un ricordo del gusto personale del precedente proprietario. Le due serrature invece..."

"Invece?" Lo incalzai.

"Ho cercato ovunque, ho passato al setaccio tutta la casa, più e più volte, ma ho trovato solo la chiave che apre la serratura in alto, cioè che apre la porta di questa stanza".

"Ovviamente la chiave non entra in quella di sotto..." precisò Adam a scanso di equivoci.

"No, infatti. Ci ho già provato. Significa che deve per forza essercene un'altra da qualche parte".

Intanto Adam stava armeggiando con la maniglia e la chiave che aveva sfilato dalla serratura.

"Credo che tutto dipenda da quella porta, non dalla casa" dissi così risoluto da convincere prima di tutto me stesso.

"Cosa te lo fa credere?" Adam mi porse la chiave.

"Lo sento" risposi, molto meno sicuro di prima. D'altra parte non mi sentivo di dirgli che lo sapevo perché me l'aveva fatto capire lei. Nonostante tutto, volevo rendere il più possibile privato il nostro primo vero incontro. Sì, era una cosa stupida, lo so, ma ci tenevo che fosse almeno in parte un segreto. Tra me e lei. Se si faceva vedere solo da me ci sarà stato un motivo, pensai. E in attesa di scoprire quale fosse, avrei rispettato la sua scelta. Non che questi pensieri mi facessero sentire meno stupido o un privilegiato, come diceva il nonno, però, di sicuro, mi facevano sentire meno a disagio. E in tutto quello che mi stava accadendo ne avevo un disperato bisogno.

Preso dalle mie elucubrazioni l'afferrai meccanicamente, deciso a verificare se, nonostante le serrature fossero due, magari la chiave non potesse essere una sola. Uscii in giardino richiudendo la porta alle mie spalle e provai direttamente la serratura in basso, sotto l'albero. Niente, non entrava. Al contrario in quella in alto girava senza problemi, facendo scattare normalmente il meccanismo. Rientrai nello studio. Adam e il nonno erano ancora lì, nella stessa posizione in cui li avevo lasciati, e mi guardavano in silenzio. Richiusi la porta e provai per scrupolo anche le serrature interne. Quella in alto, come prima, scattò facilmente emettendo il tipico rumore metallico. Nella seconda, invece, la chiave entrava, ma non girava. "Hey, ma che significa!" Mi misi a cavallo della soglia riprovando la chiave nelle serrature in basso, prima in quella esterna e poi in quella interna, e poi ancora, prima fuori e poi dentro, per esserne sicuro. All'interno il blocco doveva essere diverso. Era l'unica conclusione possibile. Il nonno si avvicinò "È impossibile, ci avrò provato mille volte!" Poi, prendendo il mio posto "Dai qua!"

Fece vari tentativi ma, niente, non voleva saperne di entrare. "Oh, senti! Questa poi! Non si è mai visto un buco della serratura che si allarga e si restringe quando gli pare!"

Ci volle provare anche Adam, ma ottenne lo stesso risultato del nonno.

A quel punto lo feci di nuovo io, per fugare ogni dubbio. La chiave entrava. E basta.

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ANGOLINO AUTRICE
Ci sono davvero due chiavi? Che sta succedendo?
Un saluto a tutti e a presto con un nuovo copitolo di Alter!

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